1. Le parole sono importanti!

Alziamo la mano… Adesso (a proposito della tassa sui permessi di soggiorno)

Nessuno ha detto niente. Nessuno. Le associazioni. I gruppi. I partiti. I sindacati. Nessuno ha alzato la voce o almeno la mano e cercato di dire quello che pensa. Nessun vero commento. Nessuna parola. Tutto sotto silenzio. Dicono che la Cgil abbia fatto ricorso, ma io non ho letto né sentito niente. Nessuno ha voluto parlare della tassa sui permessi di soggiorno. Tassa per quella classe privilegiata come la chiama Calderoli. Gli immigrati. Quella parte della cittadinanza che sta talmente bene che deve pagare più degli altri. In un momento di crisi dove c’è poco o niente lavoro, bisogna andare sempre da quelli che hanno i soldi e di certo gli immigrati ne hanno tanti. La tassa minima è di 80 euro, quella massima è di 200 euro. É strano, con il governo Monti, con la nomina di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’ Egidio, come ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione, avevamo pensato che forse per una volta avremmo avuto un governo che affronta le cose anche con buon senso. Non solo come sempre per una logica politica, per avere voti o per paura di perderli. Ma voilà, siamo nella stessa logica. I primi discorsi fatti ci facevano ben sperare. Ah, per una volta un governo serio, pulito. Tecnici non politici. Anche per noi immigrati è stata una cosa positiva, ma sono sicuro che molti immigrati ora si sveglieranno la mattina con la bocca amara. Tutti quelli che hanno ancora il permesso da rinnovare. Tutti quelli che hanno quei bei contratti a tempo determinato. Tutti quelli che sono in cassa integrazione. Tutti quelli che non lavorano. Tutta questa gente ricca, privilegiata, si alzerà e andando alla questura scoprirà che per loro non è cambiato niente. Anzi è peggiorato. Allora cosa dobbiamo fare? Stare zitti ancora davanti a questa ennesima fregatura? Non dire niente? Continuare a perdere quel poco di diritto che abbiamo? No, credo che possiamo fare qualcosa. In quasi tutte le città sono presenti i comitati auto organizzati di immigrati e italiani, ci sono le associazioni di stranieri, ci sono i sindacati (che credo dovrebbero lottare anche loro per i diritti di tutti i lavoratori), ci sono i gruppi su Facebook che pubblicano tante informazioni sulla realtà degli immigrati. Ci sono i blog. Adesso si è creato anche il movimento Alzo la mano adesso (Alma), realtà di scrittori e giornalisti “nuovi italiani”. Non possiamo stare zitti e stare a guardare. Forse è arrivato il momento di alzare davvero la mano, adesso, e dire la nostra, non solo nei blog o su Facebook, ma anche fuori. Nelle piazze. Tra la gente. Dire che non possiamo, non vogliamo più essere il bancomat dello stato italiano. Non possiamo continuare ad essere sfruttati, ammazzati, trattati come delle bestie e poi pagare anche. Lanciamo un appello a tutti, per un’azione di massa, simbolica, ma forte, per dire no. Fra un mese si ripeterà la giornata senza immigrati. Il primo Marzo. Approfittiamo di questo momento per fare sentire la nostra voce. Alziamo la mano. Adesso.

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2 pensieri su “Alziamo la mano… Adesso (a proposito della tassa sui permessi di soggiorno)

  1. Ciao, mi occupo di immigrazione dal 1996 nel vicentino.
    Sapete, quando il pacchetto sicurezza era in discussione sono andata a leggermelo, mi son letta gli emendamenti ed ho provato a fare un po’ di casino, scrivere lettere, sensibilizzare, parlare e così via. Era già tutto previsto nel 2008, permesso a punti, nuove norme sulla cittadinanza, costo del permesso di soggiorno… Nessuno mi ha ascoltata. Qualche sito e blog, senza padroni nè padrini (e quindi di nessun valore per le persone comuni); ma i grandi giornali, quelli che adesso hanno “scoperto” le seconde generazioni e gli scrittori migranti (cosiddetti), niente, nè da una parte, nè dall’altra dello schieramento politico.
    sono sempre più convinta di quanto ha detto molti anni fa qui a Vicenza un magistrato: “La legge sull’immigrazione è il metro per valutare il grado di democrazia di un Paese”. Ecco, il grado della nostra democrazia lo dobbiamo valutare su questo: come sono considerati i più deboli, i meno tutelati, gli ultimi (sto pensando anche a Rom e Sinti, ovviamente).
    D’altra parte, ho sentito personalmente Livia Turco nel 2001 – era ministra della Solidarietà – promettere il voto agli immigrati residenti. Ma poi non è stato fatto per motivi di (s)convenienza politica. E allora, cosa ci possiamo aspettare? D’altro canto il governo forse non può cambiare una legge dello Stato (conflitto fra poteri indipendenti) e quindi si deve trovare una strada alternativa. Io non sono avvocato, sono solo un’operatrice, penso che avrebbero potuto sospendere in attesa della rivoluzione promessa dal ministro Cancellieri (http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=003848), se fra un mese cambia tutto chi prende la fregatura sono quelli che rinnovano in questo periodo. Ma siamo in Italia, purtroppo…
    Mi raccomando, tenete duro. Abbiamo così tanto bisogno di respirare un po’ d’aria pura qui…
    Grazie! Mari

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