Un tempo l’uomo di sinistra aveva a cuore tutte le cause perse, viveva in rappresentanza dei senza lingua, amava la sua compagna al ritmo di musica anni sessanta, andava in vacanza in africa e in india o in campagna, guardava al futuro con fiducia, andava al cinema una volta alla settimana e aveva paura dalla Tv, leggeva i giornali e anche quelli del giorno prima, andava matto per i fumetti satirici e non disdegnava quelli erotici, leggeva romanzi d’amore, camminava leggero e a testa alta, fumava gli spinelli in compagnia, era poco sportivo e magro in faccia, generoso e non accettava critiche da chi non la pensava esattamente come lui, dormiva poco, lavorava sempre, studiava filosofia e giurisprudenza, si laureava fuori corso, ma poteva sempre contare sulla sua compagna fedele e in gamba… un tempo l’uomo di sinistra sapeva, andava fiero e basta. Adesso l’uomo di sinistra è un uomo stanco, e per potere sopravvivere ha venduto l’anima e, di colpo è diventato una causa persa.

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