1. Le parole sono importanti!

Crisi, immigrati e Monti: si può fare del nuovo rattoppando il vecchio?

L’Immigrazione in Italia è in una fase di grande difficoltà. Gli stranieri residenti sul suolo italico sono colpiti da più parti: xenofobia crescente, stampa produttrice di capri espiatori, perdita dei posti di lavoro, aumento degli incidenti sul lavoro, aumento delle forme di contratti di lavoro – truffa, migliaia hanno cercato di mettersi in regola e sono stati truffati, altri migliaia stanno già perdendo il permesso di soggiorno perché non hanno lavoro… Tutti ciò interessa al governo ? o gli interessa continuare nelle politiche produttrici di clandestini sulla terra e di morti in mare? 

Il numero 2 sembra il numero magico per l’immigrato. Ma non uno di quei numeri vincenti, quelli da giocare al lotto. E’ semplicemente un numero che accompgna il migrante nella sua vita. Due terre, due cittadinanze, due lingue, due culture, due appartenenze .. persino l’assenza è doppia, faceva notare il sociologo algerino Abdelmalek Sayad: non più là e non ancora qua.

Adesso persino la crisi in Italia gli immigrati la stanno pagando due volte. Una con il degradarsi del livello di vita e la perdita dei posti di lavoro, come tutti, e due con la perdita dei documenti e la ricaduta nella clandestinità. L’ultimo rapporto annuale della Caritas parla di 600.000 immigrati a rischio clandestinità. Molti hanno già perso i documenti in questo momento. Altri sopravvivono grazie a finte partite IVA e finti contratti e contributi pagati dai propri risparmi.  seicento mila è poco meno del numero di senza documenti messi in regola dall’ultima grande sanatoria, quella del 2002. E’ come se tutto un popolo messo in regola nel 2002 stesse per essere rimandato al mittente. Grazie, fin che abbiamo avuto bisogno ci andavate bene, adesso tornatevene da dove siete venuti. Ciao ciao. Braccia usa e getta. Fra pochi giorni entrerà in vigore anche il permesso a punti. Insomma un disastro.

Questa situazione è la risultante di 20 anni di leggi sbagliate, 20 anni di amministrazioni di sinistra e destra che hanno guardato al’immigrato solo come risorsa per una economia affamata di manodopera senza diritti. Il nuovo governo, non condizionato dal populismo elettorale, ha annunciato buoni intenti in materia. Il ministro alla gioventù e all’integrazione ha fatto una mini tournée in Italia per incontrare immigrati e associazioni e prendere il polso della situazione. Anche se nei suoi discorsi è stato sempre molto sobrio e non ha promesso monti e meraviglie, però ha promesso di occuparsi delle questioni più urgenti.

Ma mentre sui problemi più urgenti finora niente è stato fatto, ecco che il premier Monti si reca in Libia per rinegoziare con il nuovo governo gli accordi presi con l’amico/nemico di ieri Gheddafi. Non si sa quali saranno le proposte esatte di Monti, ma sembra che prima di pensare a sanare una situazione malata e produttrice di clandestinità e di disaggio, si pensa prima a rimettere in funzione il meccanismo di repressione violenta dell’immigrazione. Meccanismo produttore di centri di concentramento, di abusi, torture, stupri, uccisioni, rapine e morti. tanti morti, sia in mare che nel deserto. Se si confermano con la nuova autorità libica gli accordi presi da Maroni e Berlusconi con il vecchio regime libico, sarà un segno brutto, molto brutto. Per ora, come sempre, tutti fanno finta di niente. L’unica allerta arriva dal sito di Zalab (http://www.zalab.org) che chiama Monti a non rinnovare quelli accordi assassini. Se Monti gli rinnova quei patti sciagurati, sarà la seconda volta, tra due governi italinani e libici diversi. Quello sciagurato numero due continuerà a perseguitarci? Stiamo a vedere.

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