1. Le parole sono importanti!

Le ultime notizie dal mio Sud

Parafrasando il titolo dell’ultimo libro di Luis Sepúlveda “Le ultime notizie dal Sud”, mi sento scaraventata dentro il burrone del bollettino d’informazione, dove non è difficile pescare “la notizia”. Tutto fa notizia. Nasce e muore. Un usa e getta. Tutto fa brodo. Ecco che fare “il cuoco” diventa più fico. Il Master Chef diventa come uno yuppie negli anni ottanta – novanta. Senza elaborazione. Perché dove ti muovi e come ti muovi, sbucano fuori argomenti che invadono questo Sud europeo. Senza timoniere. Perché vedere la notizia da un’altra prospettiva, è tutta un’altra storia. Perché, dice il magico Sepúlveda: “Di solito nelle taverne, quando qualcuno vuole raccontare un fatto già piuttosto noto, riceve questa raccomandazione: raccontalo da poeta, non da professore.” Ma quando tutto il mio paese è una taverna?
Da ex cameriera, barista e sommelier (abbastanza navigata con una tessera da ben venti anni) cerco di vedere la mia poesia dentro la taverna di ubriaconi che si parlano addosso. Bisogna decidere cosa sarà meglio per una società egualitaria e giusta. Allora mi fido solamente di quel piccolo, minuscolo individuo, un umile “uomo senza qualità” di Robert Musil che ancora custodisce quel senso comune che ci manca. In una società che scorre mandando avanti solo gli stereotipi, dobbiamo custodire quel senso di raccontare gli eventi dai vari punti di vista.
Divulgare la diversità. Anche tra quelli che la pensano diversamente da te. Ecco, forse è il compito più arduo. Arrivare con la notizia che fracassa i duroni sui cuori impassibili. Vedere il diverso come una risorsa non è il punto di arrivo né di partenza. Sarà un processo duro. Noi ne siamo dentro fino al collo. Dopo tante vicissitudini, mi ha salvato la frase di mia nonna che diceva che c’è posto per tutti. Era una frase scontata ma che placava anche i dibattiti politicamente scorretti. La mia diversità mi ha fatto capire la tua. Il vero guaio è che tutto sembra così semplice. Come un passo di danza. Bisogna ripeterlo. Alla perfezione. Educare alla diversità. Tutti i santi giorni. Esercitarsi può sembrare noioso, inutile. Il risultato noi non lo vedremo mai. Allora ripeterò ai miei figli la stessa frase. A volte per farli sentire bene; a volte per fargli sentire che hanno torto. È il minimo che posso fare. Raccontargli le cose, ma non da professore.

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