2. Memorando

Topolino va in Abissinia

In preparazione della giornata della memoria. Ricordiamoci anche dei crimini commessi dal Colonialismo italiano

Il compositore di Topolino va in Abissinia era un certo Fernando Crivelli, nome d’arte Crivel, uno che per tutto il ventennio fascista alternò canzoni di propaganda a canzoni di intrattenimento. Il motivetto di Crivel faceva parte di una lista copiosa di canzoni che il regime del fascio littorio commissionò agli autori per questioni belliche. Il periodo della guerra in Etiopia, è bene ricordarlo, fu il periodo di maggior consenso per Benito Mussolini. L’industria discografica, come la maggior parte delle industrie italiane, cercò infatti di sfruttare al meglio questa situazione di pura grazia per il Duce. Le canzoni erano quasi tutte del genere ero(t)ico infatti. Non fu un caso che il regime incrementò proprio quel filone patriottico-esotico caro ai vecchi e nuovi coloniali in camicia nera. Si doveva assecondare il clima imperiale, ma senza dimenticare l’intrattenimento, vera linfa vitale dell’industria discografica. Si cantavano le squadracce, ma anche gli amori per le belle “faccette nere” neosuditte coloniali. Si inneggiava all’eroismo delle truppe, ma allo stesso tempo si presentava al pubblico italico l’immagine bucolica di una casetta nelle radure boscagliose dell’Africa Orientale. I cantanti e soprattutto gli autori facevano salti mortali per accontentare tutti. Il regime aveva comandato temi, parole, istanze e i parolieri pur non avendo nulla da dire su tuqul, ascari, battaglie campali lo dovevano dire in fretta e sempre stando attenti ad assecondare chi aveva in mano lo scettro del comando.

Crivel era tra i tanti autori che si barcamenava tra i diktat del regime e un’anima da cantante dalle belle aspirazioni.

Fernando Crivelli. era stato l’autore di hit come Maramao perché sei morto? Reso famoso dal trio Lescano o L’ora del Campari. Ma fu paradossalmente Topolino va in Abissinia il suo maggior successo. Infatti secondo stime già note agli esperti di musica leggera italiana fu proprio Topolino va in Abissinia la canzone più venduta del ventennio, più di Faccetta nera e Giovinezza.

La canzone è datata 1935. Per uno strano caso del destino quello fu anche l’anno in cui Walt Disney visitò l’Italia insieme alla moglie Lillian. Furono ricevuti dal Papa e il 20 Luglio di quell’anno da Benito Mussolini in persona. Quello però non era il primo incontro tra i due. Walt e Benito si erano già visti nel 1932.

Si è favoleggiato molto su questi due incontri. E poi in generale si è detto un po’ di tutto su Walt Disney. Ogni anno c’è una tesi nuova: Walt Disney fascista, Walt Disney nazista, Walt Disney razzista, Walt Disney antisemita, Walt Disney Maccartista e persino Walt Disney comunista, anzi no stalinista.

Questa non è la sede adatta per capire quale sia stata la vera anima di Mr Disney. Ma una cosa è certa i due, Benito e Walt, si piacquero davvero molto. La visita fu definita dallo staff di Disney piacevole e cordiale. Non è poi certo un caso che nel momento in cui il duce (anni dopo, esattamente nel 1938) decise di boicottare i fumetti d’oltreoceano, risparmiò proprio il topo americano. Flash Gordon, l’Agente X9, l’Uomo Mascherato, Jim della Giungla furono condannati a morte, senza appello, Topolino non solo fu risparmiato, ma fu anche portato sugli allori.

Le biografie del Duce concordano quasi tutte nel dire che Topolino fu salvato perché piaceva molto al figlio Romano. Sta di fatto che fu risparmiato anche in Germania. Goebbels regalò ben diciotto film di Topolino ad Adolf Hitler. Il topo godeva della stima del Fuhrer.

Il testo di Topolino va in Abissinia è atroce.

Un gruppo di soldati si trova in Africa Orientale, tutti pronti a menar le mani e a cacciare il Negus Hailé Selassié dalla sua Etiopia. In questa bolgia guerresca appare Topolino, vestito da soldato provetto.

Viene annunciato in questo modo: “è il più bel tipo di militare che sia sbarcato nell’Africa Orientale”. Poi a Topolino vengono poste le domande di rito. I due militari di alto grado vogliono sapere a quale distretto appartiene il topo. Lui con la sua vocina acida e irritante risponde “nessun distretto, sono volontario”. Una camicia nera in poche parole. I militari che lo stanno interrogando sono assai impressionati. Bofonchiano, se la ridono di gusto, felici di aver trovato un militare così perfetto ed onesto, vanto del Duce e del futuro impero. Gli chiedono naturalmente se è armato. Lì Topolino da il meglio di se e dice “mi sono armato da solo. Ho la spada, il fucile, una mitragliatrice sulle spalle e mezzo litro di gas asfissiante”. MEZZO LITRO DI GAS ASFISSIANTE?? davvero Topolino? Quello che l’Italia non ha ammesso per decenni, l’uso dei gas nella guerra in Etiopia, è candidamente svelato in una crudelissima canzone per bambini.

Topolino è fomentato. Vuole menare le mani. Vuole uccidere. Vuole imbrattare le sue appendici da topo con il sangue di gente aggredita impunemente. Topolino dichiara che “appena vedo il negus lo servo a dovere. Se è nero lo faccio diventare bianco dallo spavento”. Ma il negus non gli basta a Topolino. Lui vuole massacrare tutti. Ed ha un motivo ben preciso che spiega ai suoi comandanti: “ho molto premura. Ho promesso a mia mamma di mandarle una pelle di un moro per farci un paio di scarpe”. Ma la mamma di Topolino non è l’unica ad avere necessità di pelli. Topolino infatti aggiunge: “a mio padre manderò tre o quattro pelli per fare i cuscini della Balilla. A mio zio un vagone di pelli perché fa il guantaio”. E poi chiosa: “me la vedrò da solo con quei cioccolatini”.

E purtroppo l’ha fatto.


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10 thoughts on “Topolino va in Abissinia

  1. Questo articolo mi ha fatta riflettere soprattutto sul presente. Non sono una patita dello shopping ma sono certa che esista ancora il colore TESTA DI MORO, per le scarpe di pelle, le borse e le cinture. Da bambina credevo fosse un marrone come un’altro :(… non avevo mai riflettuto in questi termini e propongo di sostituire questa dicitura, (retaggio di un passato vergognoso) in marrone Castagno o marrone Quercia.

  2. Pingback: Il piatto del giorno | Topolino, Era fascista.

  3. Pingback: Topolino, Era fascista. at Mauro Biani [punto] it

  4. Topolino era fascista? Topolino non era nulla. Topolino era quello per cui veniva disegnato, talvolta per far divertire, altre volte per propaganda, fascista o antifascista che fosse.
    In Italia serviva per propagandare i misfatti fascisti, negli Usa, insieme ad altri personaggi Disney, prendeva a calci i gerarchi del nazifascismo.

  5. Pingback: Quando Topolino andava in Abissinia | Nuvolette di pensieri

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