1. Le parole sono importanti!

Serendipity, Beppe Grillo e i razzisti a loro insaputa.

Tempo fa, cercando un cacciavite cadutomi accidentalmente dietro un cassetto, m’imbattei in un taccuino smarrito circa due anni prima, e la cosa mi odorò di miracolo. Seppi poi che il fenomeno, cioè il cercare l’oriente partendo da occidente finendo per imbattersi in qualcosa  che uno non si sarebbe mai aspettato, porta il nome di Serendipity. Come dice un certo Conroe, Serendipity è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino. Oppure, il voler farsi passare per un comico di un certo successo attraverso le invettive contro una lega dell’alta Italia ( e i suoi chierici)  finendo per diventare un politicastro, perlopiù di bassa lega.

Cinque righe di dubbia qualità su un fenomeno che non vuole – o non può- approfondire. Tanto è bastato a Grillo per provocare una scarica di logorrea dalle proporzioni diluviali:
“La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della “liberalizzazione” delle nascite.” (Sic)

Ecco, oggi, cercando questa perla di saggezza,  che mi era caduta dietro il cassetto delle cose importanti, trovai una sfilza di altri gioielli che avrei dato per smarriti, dispersi, figurati se li trovo da queste parti, ma a chi può mai venire in mente. I commenti espressi a seguito della missiva dell’ortottero nel suo blog da parte di alcuni integranti di quel vasto movimento chiamato 5 stelle. Che non fanno parte né dei buonisti della sinistra né dei cattivi della destra, che non abbandonerebbero mai un delfino in autostrada, che riciclano ogni cosa, comprese idee, dogmi e slogan, che non mancano mai di lavarsi le mani dopo aver fatto la pipì.
Che non sono xenofobi, per l’amor di dio.
Che fanno precedere ogni rigurgito d’intolleranza dal collaudato incipit: premetto che io non sono razzista.

E’ da conoscere questa galassia. Davvero. Così variegata. Così diversa. Per questo non smetterò mai di ringraziare Beppe Grillo. Più o meno quanto ho ringraziato il mio cacciavite, quel giorno.
A proposito, che fine avrà mai fatto?

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One thought on “Serendipity, Beppe Grillo e i razzisti a loro insaputa.

  1. Il solito acuto e pungente Milton.
    Questi razzisti in cachemire(e chi li ascolta) hanno davvero rotto le scatole.
    Se ne torni nei bar di Genova a fare cabaret, se ne è ancora capace.

    ps: tanti saluti alla figlia del contadino :)))))

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