1. Le parole sono importanti!

L’Italia sono anch’io?

L’Italia sono anch’io?
Questa è la domanda che vado rivolgendo all’Italia da molti anni a questa parte. Senza mai ottenere risposta. Finora. Da un paio di giorni a questa parte, invece, gli italiani tutti in una volta hanno deciso finalmente di rispondere al mio spinoso quesito. Le voci sono tante e concitate che non riesco a distinguere bene cosa mi stiano rispondendo. Tuttavia, nel generale frastuono, due voci s’innalzano forti e chiare. Una è la voce di Beppe Grillo e l’altra è quella di Giovanni Sartori. Due influenti opinion leaders, che da anni vanno opinando su tutto lo sciibile, con alterna fortuna. Purtroppo ultimamente gli gira male: non ne azzeccano una. Perché capisco che non vogliano darmi la cittadinanza, ma che almeno argomentassero. Invece Grillo mi sta dicendo che no, l’Italia non sono anch’io, e come argomentazione mi liquida dicendomi che “é senza senso”. Mentre Sartori mi motiva il suo diniego con un beffardo “è una soluzione di buon senso”.
Quel che a me invece fa senso è l’assistere, col tempo che passa, al galoppante logorio di menti che facevano proprio di caratteristiche quali la lucidità delle analisi e la coerenza nell’esporre le loro ragioni e nel confutare quelle altrui i loro cavalli di battaglia.

L’Italia sono anch’io? Mah, vedremo. Evidentemente i tempi non sono ancora maturi e tocca convivere con questa grana esistenziale chissà per quanto tempo ancora, anche se, lasciatemelo dire, questa condizione un senso non ce l’ha.
Te, Vasco, che ne pensi?
“Sai che cosa penso…anche se non ha senso…domani arriverà…

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2 thoughts on “L’Italia sono anch’io?

  1. gentile Malih, non creda che per noi “italiani”, o almeno per molti di noi, sia facile digerire parole come quelle di Sartori o di Grillo, e lei ha perfettamente ragione quando invoca l’uso di opportune argomentazioni per motivare frasi o prese di posizione apodittiche come quelle di cui sopra, ed è questo che mi preoccupa di più: il ragionamento dov’è? da anni imperano slogan e pagliacciate varie da parte di chi ha la responsabilità di posizioni pubbliche, siano esse ruoli intellettuali o politici o massmediatici, dov’è finita la capacità e la responsabilità di spiegare la propria posizione anzicché “vomitarla” sugli altri? sono preoccupata quanto lei, perché tale mancanza è segno di una profonda e radicata intolleranza.

    Con cordialità, Franca Sinopoli (Roma)

  2. La cittadinanza si può chiedere e ottenere dopo una regolare procedura all’esito di valutazione da parte della Amministrazione. Non ci vedo nulla di scandaloso. E, per la cronaca, Sartori è un grande intellettuale italiano e una delle menti più lucide in circolazione.

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