1. Le parole sono importanti!

L’immigrato Bancomat®

Il governo Pdl-Lega non c’è più. Ma i suoi effetti nefasti sulla vita di tutti e in particolare degli immigrati continuano ad imperversare. Nell’ultimo della serie di “pacchetti sicurezza” da loro varati per “governare” l’immigrazione, era prevista una nuova tassa: da 80 a 200 euro per ogni rinnovo del titolo di soggiorno. Se questo governo, o la magistratura, o l’Europa… non annullano questa grave ingiustizia. L’Italia potrà registrare un brevetto per una nuova invenzione: l’immigrato bancomat®.

Qualche settimana fa, quando fu accennata da qualcuno la possibilità di non mettere in applicazione questa nuova tassa, l’ex ministro Roberto Calderoli scrisse in una nota recapitata ai mezzi d’informazione «È davvero incredibile, per non dire vergognoso, vedere che autorevoli ministri del governo di Mario Monti, dopo aver taciuto di fronte alle pesanti misure adottate dall’esecutivo, che vanno a colpire i nostri pensionati e i nostri lavoratori che fanno fatica ad arrivare a fine mese, adesso si spendano in prima persona e prendano posizione contro la tassa sul permesso di soggiorno per gli immigrati.» In tv parlò addirittura di una “classe di privilegiati alla quale non si può chiedere nulla”.

Certo che ascoltando Calderoli parlare si capisce perché è stato inventato su misura per lui il ministero delle semplificazioni. In realtà il nostro uomo era anche sottovalutato perché, oltre alla semplificazione, secondo me, gli si poteva affidare anche il portafoglio della fantasia.

Nell’ultimo secolo, sulla testa dei migranti se ne sono inventate  di cotte e di crude. Dal concetto dello straniero-spaventa-bambini, «dormi o chiamo il forestiero», e capro-espiatorio, «è tutta colpa loro». Entrambi rivisitati nella versione moderna: «se mi votate vi proteggerò dal romeno-violentatore, dall’albanese-rapinatore e dal marocchino-spacciatore… Amen.». All’altrettanto vecchio concetto di “immigrato bestia da somma”, sfruttabile a volontà e a basso costo, oggi si sono aggiunti nuovi modi di vedere e di usare il cittadino fuori sede.

Qualche anno fa erano apparse, nel mondo ricco, le figure delle donne, delle transessuali e travestiti provenienti dai paesi poveri: immigrati/e-oggetti-sessuali. Poco più tardi l’Italia cominciò a rendersi conto del fatto che il suo sistema di protezione sociale non aveva mai previsto il lavoro femminile. E che essendo il redditto dei soli maschi troppo basso per assicurare un tenore di vita accettabile per i cannoni di una società ormai ampiamente consumistica, bambini e anziani rischiavano di rimanere senza cura. A quel momento apparve la figura dell’immigrato/a-surrogato-del-welfare: «Non ti fornisco né l’assistenza né i servizi ai quali avresti diritto, ma in cambio ti do la possibilità di sfruttare qualcuno messo peggio di te».

Ma non c’è né limite né frontiera all’inventiva umana. Nello stesso momento, La Libia cominciò a collaudare la figura dell’immigrato-moneta-di-scambio: «Mi dai quello che voglio o ti sommergo di barconi di disperati!»

Gli Stati Uniti, da parte loro, in quanto prima potenza mondiale, non potevano restare a guardare e hanno inventato la figura dell’immigrato-carne-da-macello. « Se accetti di ammazzare e farti ammazzare per la gloria della bandiera a strisce e a stelle, riceverai la tanto attesa Green-card.»

Per carità, tutti modelli di grande utilità per il futuro dell’umanità. Ma il modello sul quale sta lavorando l’Italia, se non ci saranno ostacoli, ci porterà sicuramente all’avanguardia in materia: l’immigrato-bancomat.

Cominciò tutto con la sanatoria del 2002, la Bossi-Fini. In quella occasione, sia l’INPS che le poste italiane, entrambe con i conti in rosso sono rientrati in positivo dopo la mega operazione di mungitura di ben 700.000 lavoratori stranieri in cambio del loro passggio dall’illegalità alla legalità. Alleluia!  Visto il successo di quella operazione, il governò ne organizzò varie altre di sanatorie, in seguito sempre travestite da decreti flussi, in cui ogni volta, i lavoratori stranieri hanno dovuto sganciare soldi per potersi mettere in regola. Fino all’ultima “sanatoria colf e badanti”, dove fu organizzata una vera e propria rapina ai danni dei soliti senza documenti e a profitto di Stato, INPS, Poste Italiane e di centinaia di piccoli e grandi truffatori che hanno venduto falsi contratti di lavoro a colpi di migliaia di euro. Il tutto con la benedizione del dio Po’ e dei suoi sacerdoti.

Ora se questo governo cede al diktat del carroccio e avvalla questa grave discriminazione nei confronti di una popolazione immigrata già gravemente colpita dalla crisi, molto più della popolazione autoctona, si sarà perfezionato il modello, da bancomat occasionale a bancomat permanente.

E poi qualcuno dirà che in Italia non c’è più né ricerca né innovazione.

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