1. Le parole sono importanti!

Stupido, razzista e approssimativo

La risposta di Giusy Muzzopappa all’articolo di Giovanni Sartori sulla cittadinanza ai figli di immigrati.

Stupido, razzista e soprattutto approssimativo e arraffazzonato in quanto a teorie e fatti storici. Parlare in questo modo della vera e propria tragedia che è stata la “partition” tra India e Pakistan è davvero risibile. Manca completamente il passaggio centrale: che in quei mille anni di convivenza nel subcontinente di religioni e culture diverse (non solo induismo e islam) c’è stata la presenza colonizzatrice di una potenza straniera, quella inglese, che con arroganza e violenza ha creato quello che prima non c’era (un’unità politica), imponendo a tante entità che si percepivano autonome e diverse (un po’ come gli stati che componevano l’Italia prima dell’unificazione) un’unità forzosa. L’intero processo di decolonizzazione è stato determinato e gestito dall’Inghilterra in base a questo principio: l’immenso territorio che comprende gli attuali India, Pakistan e Bangladesh erano visti e amministrati come una sola entità dalla prospettiva dell’impero, e questo ha lasciato una pesantissima eredità nel momento in cui l’Inghilterra ha “ceduto” alle richieste di indipendenza. A disposizione dei de-colonizzandi c’era un’unica forma di patto sociale, quella dello stato-nazione, un concetto tutto europeo che nella storia europea, peraltro, ha fatto più danni che altro negli ultimi tre secoli. Ecco, ridurre gli scontri sanguinosi tra induisti e musulmani all’indomani della “partition” a una questione di guerra di religione è davvero da ignoranti (e meno male che nello stesso articolo Sartori rimprovera i giornalisti italiani che “queste cose non le sanno”… ma se le andasse a studiare lui, o si leggesse un qualsiasi libro di Salman Rusdhie). Insomma, questa lunga digressione per dire che ciò che più mi irrita di quest’articolo – che tra l’altro non è nemmeno una novità, visto che Sartori da tempo va dicendo queste cose – è l’ignoranza di cui è infarcito, e che però in molti (inclusi, temo, i redattori del Corriere) non vedono perché “Sartori è Sartori”, un professorone da guardare con rispetto e venerazione. Beh, caro Sartori, io non temo di dirti in faccia che, prima che razzista, sei un grande, grandissimo ignorante. E torna a studiare: non si finisce mai, e un professore come te dovrebbe saperlo, chissà quante volte l”hai consigliato ai tuoi studenti, di imparare.

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One thought on “Stupido, razzista e approssimativo

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