1. Le parole sono importanti!

Vino e divino

statua di Abu Nuas

Baghdad: statua di Abu Nuas, il più grande cantore del vino nel mondo arabo.

Vorrei farvi un discorsetto sul vino e sul divino. Vino e divino: gioco di parole sin troppo facile. Senz’altro puerile. Lungi da me il ricorrere a simili banalità per aggraziarmi il lettore. Lo so con chi ho a che fare. Si presume voi siate lettori smaliziati e, almeno per la mia esperienza, spesso questo vuol dire anche essere amanti del buon bere. E gente siffatta è innanzitutto la schiettezza che la contraddistingue. Anche un certo intuito nel cogliere al volo la corposità di un ragionamento; la limpidezza di un esposizione. Bando alle ciance dunque e vengo al sodo.

Quel che ho da dire ha a che fare con l’ebbrezza del vino e la vertigine del divino.

L’uomo da sempre cerca la verità. Molti la trovano nella religione. Certo esistono anche gli atei, come d’altronde esistono anche gli astemi. Nessuno è perfetto.

Beviamo alla loro salute e continuiamo il nostro discorso. Prosit. Come esistono le cattedrali, le chiese e le basiliche, così il mondo è pieno di enoteche, osterie e cantine. In tutti questi posti vengono celebrati dei riti: da una parte i sacerdoti dall’altra i sommeliers.

Per i cristiani il vino è nientemeno che il sangue di Cristo. Simbolicamente ci si nutre di dio con un ostia e un buon rosso. Sia chiaro, amici miei, non vi è nessun intento sacrilego nel mio dire. Che siate cristiani o musulmani sono affari vostri. Io vi rispetto entrambi. E a proposito di musulmani, non è mica vero che hanno in uggia il vino. Così sta scritto infatti nel sacro Corano: “è dei frutti delle palme e delle viti vi fate bevanda inebriante e buon alimento, e certo è ben questo un segno per gente che sa ragionare”.

Nel paradiso dei musulmani, fra l’altro, scorrono ruscelli di ottimo vino. Curioso dunque questo legame che lega il vino al divino. Il fatto è che l’uomo ha sete di verità. E si nutre di sapere per colmare questa sua sete. Ed per questo che ai banchetti dello spirito troviamo sempre vino e religione. Si nutre lo spirito e magari ci si salva l’anima .C’è anche chi arriva a campare nutrendosi solo di questa ricerca di verità. Parlo degli asceti, dei mistici o anche ,perché no, di certi ubriaconi cronici. Sentite questo verso di Omar Khayyam, mistico persiano:

Prima del dì, su un margine, a sedere
stavo, colla mia bella e il mio bicchiere;
e il vin mandava tanti raggi attorno,
che l’araldo del Sole annunziò il giorno.

Ecco, ho detto quel che avevo da dire sul vino e sul divino. Non so se sono stato chiaro…abbiate pazienza mi gira un po’ la testa. Prosit.

Spero che almeno un po’ vi sia chiaro il legame che c’è fra vino e religione. Per quel che mi riguarda vino e religione sono i mezzi attraverso cui l’uomo si nutre di verità. Che ci sia più verità nel vino o nel divino questo non saprei. Vuoi vedere che anche questa volta la verità se ne sta in mezzo. Prosit.

Fonte: vivere italia

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4 thoughts on “Vino e divino

  1. Che cos’è intanto la verità e se va ricercata per mezzo del vino e/o o della relgione. Sarebbe forse il caso che prima si convenga cosa si intende per verità e in un secondo momento a quali i mezzi ricorrere per raggiungerla, premesso che sia possibile!
    Adel Jabbar

  2. Grazie fratello Malih per aver introdotto questo bellissimo argomento. Secondo me meriterebbe d’essere trattato con una serie di articoli per riflettere sul rapporto con l’alcool di diverse culture.
    E tu sei partito dall’esempio più magnifico, l’alcool e il divino.

    Io mi considero un umile discepolo e danzatore dell’anima (e dell’Alma) di Ustad Nusrat Fateh Ali Khan, poeta, cantante sufi e qawal pakistano. Il “sharaab” (l’alcool) scorre a fiumi nelle sue recitazioni qawali, e si mischia con l’amore per una donna e l’amore per Dio, che s’intersecano fino a confondersi.

    Io vorrei riprendere il discorso in un articolo più strutturato.
    Per ora, godiamoci questa meraviglia.
    Prosit!

    <>

    Testo completo su: http://nusrat.info/ye-jo-halka-halka-suroor/

  3. […]

    piitaa baGhair izn ye kab thii meri majaal
    dar-pardaa chashm-e-yaar kii shah paa ke pii gayaa

    I do not dare to drink without permission
    but the patronage of veiled eyes of my beloved beckoned.

    zaahid ye merii shoKhii-e-rindaanaa dekhnaa
    rahmat ko baatoN baatoN meN bahlaa ke pii gayaa

    O abstinent! Look at the mischievousness of my drinking
    I drank by befriending the forgiveness [of God].

    […]

    na namaaz aatii hai mujhko na vuzuu aataa hai
    sajdaa kar letaa huuN jab saamne tuu aataa hai

    Neither I know prayers nor ablutions,
    I prostate whenever you come in front of me.

    maiN azal se bandaa-e-ishq huuN
    mujhe zuhd-o-kufr kaa Gham nahiiN
    mere sar ko dar teraa mil gayaa
    mujhe ab talaash-e-haram nahiiN

    I am a follower of love since the beginning of life
    [and] I do not care for piousness or irreligiousness.
    My head has found your house,
    now I do not search for the mosque.

    merii bandagii hai vo bandagii
    jo ba-qaid-e-dair-o-haram nahiiN
    mera ek nazar tumheN dekhnaa
    baa-Khudaa namaaz se kam nahiiN

    My devotion is such devotion
    that is not bound by the mosque and the temple.
    When I see you once
    by God, it is no less than a prayer.

    […]

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