6. La posta dell'Alma

Per San Valentino: arriva la posta dell’Alma

Siamo quasi alla San Valentino. La stampa è già invasa da contenuti all’acqua di rosa. Fra due giorni i centri commerciali saranno assediati da cacciatori di regali last-minute. I venditori di rose bengalesi correranno per le strade come matti nella speranza di vendere qualche rosa in più…Tutti a parlare di amore e a pensare al consumo. Il collettivo Alma può tirarsi in dietro, far finta di niente e aspettare che passi l’onda mediatico-consumistico-modaiola? Di certo, sì. Ma abbiamo preferito fare meglio. Abbiamo deciso di rifletterci sopra.
Innanzitutto, riflettere sul senso e l’origine della festa di San Valentino, con un interessante post di Milton Fernandez dal titolo “San Lupercus o San Valentino?“.
Ma prima di questo, e per tentare di proporre in questa occasione una riflessione diversa sui rapporti di coppia in genere, il Collettivo Alma ha deciso di approfittare dell’occasione per lanciare una nuova rubrica: La posta dell’Alma.

La posta dell’Alma si vuole il luogo nel quale si parlerà delle questioni di cuore in chiave inter-multi-trans-bi-culturale-etnico-nazionale-religioso… Insomma una specie di “l’amore ai tempi della Bossi-Fini“. Una rubrica che si vuole interattiva e che ha bisogno della posta dei lettori e degli amici di Alma-Blog.

Per stimolarvi e, speriamo, incoraggiarvi a scriverci le vostre opinioni, storie, esperienze, testimonianze, riflessioni sul tema eccovi l’appello-“teaser” partorito dal nostro inimitabile Mohamed Malih:

 L’appello:

 Se hai il cuore diversamente infranto, se sei felice del tuo nuovo amore Masai, se nemmeno tu hai saputo resistere al fascino conturbante di quella femme fatale della tua badante, se lei signora mia, non più giovane, anzi matura al punto giusto, ha incontrato in quel baldo giovanotto magrebino un intenditore di frutti non più acerbi, e si è lasciata cogliere dalle sue esperti mani prima della inevitabile stagione che tutti i frutti appassisce, se tu o lei che siete di larghe vedute e non trovate niente di male nell’approfittare della porosità delle frontiere – che questa benedetta globalizzazione inevitabilmente comporta – per dare un’occhiata non propria disinteressata all’umanità che vi filtra all’uopo di infoltire i vostri incontri amorosi andando oltre la razione che il destino una volta vi assegnava. Se insomma anche voi trovate arcaico il detto “moglie e buoi dai paese tuoi”, se cioè sapete apprezzare la “carne nostrana” ma non disdegnate nemmeno quella d’importazione ebbene, sappiate che l’amore è sempre amore. E così come esistono gli amori lieti e le storie spinose, tutto questo potrete incontrare anche se siete coppie miste.

La posta dell’alma, la nuova rubrica di Alma.Blog, fa proprio al caso vostro. Noi di Alma sapremo prestarvi ascolto. Apriteci il vostro cuore, diteci le vostre vicissitudini. Siamo qui quando siete felici ma anche quando lacrime amare righeranno le vostre gote. Noi siamo qui perché sappiamo quanto a volte può essere complicato l’amore ai tempi della Bossi Fini. In definitiva noi saremo sempre qui, ad auscultare i cuori misti dei nuovi e vecchi cittadini in amore. Indirizzate con fiducia le vostre missive alla posta dell’alma e sarete in buone mani. A dire il vero qualche missiva andrà nostro malgrado senz’altro cestinata, ma state pure sereni non sarà la vostra.

Questo è l’indirizzo: postadellalma@gmail.com … aspettiamo i vostri contributi.

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22 thoughts on “Per San Valentino: arriva la posta dell’Alma

  1. Io sono una tedesca sposata con un’italiano di origini sarde… abbiamo una bellissima figlia… e siamo felici insieme da oltre 17 anni… so che le “nostre etnie” non sono poi cosi distanti fra loro, ma abbiamo comunque anche noi culture completamente diverse…. che e’ stato bello fondere e far crescere insieme… secondo me cosi dovrebbe essere….. dunque
    viva le coppie miste

  2. Riporto qui il mio post scritto su Facebook: Grazie per il post… Sicuramente tra gli “amici di JAWHARA” ci sarà qualcuno/a interessato/a… In primis la sottoscritta che risponde al vostro post ed appello dicendo che non le piace affatto la definizione “coppia mista”… Cosa vuol dire??? Tutte le coppie (di persone ma anche di oggetti, più banalmente), in quanto tali, sono miste, in quanto ogni parte è diversa e pertanto complementare dell’altra. A mio modestissimo parere se, tuttavia, continuiamo a trattare e parlare delle “coppie miste” come qualcosa di diverso e distaccato dalle altre coppie (tanto da dedicare perfino una “rubrica” apposita di un blog), che per contrapposizione saranno le “coppie normali”, rischiamo di fomentare forme di intolleranza, emarginazione del fenomeno… O ancor peggio rischiamo di ingigantire – se non creare di sana pianta – problemi che in realtà con le differenze culturali/religiose spesso non hanno nulla a che vedere! Per me e mio marito, convenzionalmente “coppia mista”, domani è solo San Valentino… Un giorno come un altro per amarci da esseri umani! Grazie per l’attenzione!

    • Noi più umilmente crediamo che parlare delle cose, pubblicamente, con pacatezza e argomentazioni pensate e misurate, confrontare punti di vista non può “fomentare forme di intolleranza”. Al contrario lasciare le cose non dette. Lasciarle al passaparola, ai sentito-dire, ai “sembra-che-l’amica-della-sorella-di-una-vicina”… alimentino solo immagini preconcette e pregiudizi.

    • Si Paola, sono d’accordo con te.
      Io proporrei la sostituzione di “coppie miste” con “coppie transculturali” o “coppie transnazionali”.

  3. Ciao!
    penso che l’occasione del racconto sia fantastica per ripensare e raccontare la mia esperienza ma s.valentino sarà domani e non riesco a farlo per tempo, gradite racconti anche dopo questa data?
    Maria Sole

    • Ciao Maria,
      Grazie del commento e dell’interesse. San Valentino ci è solo sembrato una occasione buona per lanciare questo scambio che in realtà ci frullava in testa sin dall’inizio del progetto. E andrà avanti fin che ci sarà gente che vorrà parlare di amore in chiave multi…
      Aspettiamo il tuo racconto

  4. Io di pelle bianchiccia quasi cadavere ho da tre anni un moroso dalla pelle nera molto virante al marrone. Una cosa che non sopporto è quando lamentandomi con alcune amiche per alcuni suoi comportamenti (come si fa in confidenza tra amiche) mi viene risposto: “Beh certo si comporta così perchè viene da una cultura africana (cultura africana?????)!”. Ma perbaccolina (espressione tradotta dal’imprecante, lingua molto diffusa nella mia umile dimora), il mio ragazzo è nato a Londra, dai 3 ai 13 anni ha vissuto in Sierra Leone, dai 13 ai 20 ha vissuto a Londra, dai 16 ha vissuto da solo e dai 20 è venuto a vivere in Italia fino ai 38 anni e tu mi vieni a dire che se non risponde ad un messaggio è perchè viene dalla cultura africana (entità astratta di dubbia capienza)!!!!!!!!!!!!! Scusate lo sfogo, a volte mi sa che sono io a venire da un altro pianeta.

    • Ciao Francesca,
      Bello però il tuo sfogo. Va a puntare proprio il dito su quello che è uno de problemi principali delle coppie miste: Il fatto che tutti aspettino che non funzioni. E al primo attrito, tutti a dire “vedi? lo sapevo io!”
      Se hai voglia di allungare un po’ il tuo sfogo, potrebbe essere un ottimo post da pubblicare come testimonianza.

  5. Ormai sono 2 anni e 6 mesi che rivivo la stessa prima giornata d’innamoramento con il mio fidanzato. Io sono algerino e lui è pugliese. Direi che il nostro rapporto ci ha aperto la mente sulla diversità che non poteva che renderci delle persone migliori, verso noi stessi ed altrettanto verso la società. Ogni mattina – dato che il mio cervello, misteriosamente, non riesca a “connettersi” i primi minuti in nessuna altra lingua – dico al mio moroso “sbah elkhir” (buongiorno) e lui mi risponde in arabo perché sa che mi fa sempre piacere cominciare la giornata con una parola in arabo! 🙂 Anche se potrà sembrare non aver senso per voi, ma volevo condividerlo comunque.

    • Scusa perché potrebbe non aver senso per noi? Noi chi? cosa che potrebbe non aver senso? ci hai raccontato la tua storia d’amore e noi questo aspettavamo. Ma se ce la racconti con un bel post di una pagina, la storia tua l’Algerino con il tuo amoroso pugliese, noi saremo solo felici di pubblicarla. Per noi ha molto senso invece.

      • ciao,
        quando ho scritto “voi”, mi riferivo al pubblico ; il fatto di provare un’immensa emozione a sentirmi dire buongiorno in arabo, dal mio compagno che non è “arabo” potrebbe sembrare insignificante ad alcuni!
        Per quanto riguarda la nostra storia- quella mia con il mio compagno-, potrei scrivere qualcosa sintetizzando ciò che abbiamo dovuto affrontare, insieme e separatamente, in una pagina. 🙂

  6. “uno de problemi principali delle coppie miste: Il fatto che tutti aspettino che non funzioni.”

    Questo è spesso vero, ma credo che nel mio caso si tratti più di un pregiudizio ed una superficiale generalizzazione. Solo perchè il mio moroso è nero di pelle non viene visto come persona singola e unica, ma come un’entità culturale, oltretutto molto discutibile nei termini: “cultura africana” vuol dire tutto e il contrario di tutto, in quanto com’è noto il continente africano è moooooolto vasto e eterogeneo al suo interno. Inoltre, liquidare i suoi comportamenti con tale affermazione, è impreciso e fuorviante, perchè come ho spiegato, il mio ragazzo si porta dietro diverse “culture”, che non si limitano, oltretutto, al dato geografico, ma anche generazionale, di genere, educazione parentale, ecc.., associate ad un dato personale di carattere, indole e storia di vita. Come del resto ogni essere umano.

    • Non ti preoccupare. Se ti può in qualche modo consolare, sono sicura che anche dalla parte della famiglia e amici del tuo fidanzato c’è qualcuno che vede in te “la bianca”. Se c’è proprio una cosa che prova che siamo tutti della stessa razza, quella umana, è il meccanismo sempre uguale con il quale creiamo queste categorie e questi pregiudizi.

      • Ne sono consapevole, ma, se da un lato, questa consapevolezza nutre in parte la mia fame di giustizia cosmica, dall’altro nulla toglie al senso di frustrazione quotidiano. A ragion del vero, però, mi sento in dovere di aggiungere che per quanto riguarda la mia famiglia in senso stretto ed i miei amici, a parte quella minoranza di cui parlavo protagonista delle mie invettive, per la maggior parte, il mio ragazzo non è “l’africano tout court”, ma Il Joe (da alcuni familiari soprannominato anche “Il Bel Joe” 🙂

  7. Sono ormai passati tanti anni ( 16 ) da quel mio primo amore palestinese. E’ stato così importante da farmi capire perchè con gli uomini italiani le cose non funzionavano.

    I suoi racconti dell’infanzia, il condividere modi di vedere il mondo, la vita in maniera così diversa ma al tempo stesso così vicina, mi hanno toccata profondamente e fatta crescere.

    Quando finì, scrissi una storia ispirata al nostro incontro e da allora ho scoperto anche la mia passione per la scrittura, questo per dire quanto i rapporti con persone di culture differenti possano aprirci scenari interirori insospettati.

    Da allora ho amato soltanto uomini stranieri e gli italiani non mi interessano più: tutto troppo scontato, siamo della stessa cultura e non ho niente da scoprire che mi appassioni quanto l’avvicinare persone che mi raccontino e a cui racconto storie impensate e bellissime, con cui intrecciare la trama di amori coinvolgenti.

    Ho scoperto che anche amarsi è diverso, in tutte le manifestazioni che questo significa perchè il nostro modo di sentire gli altri, di entrare in relazione, persino di provare sentimenti è influenzato in maniera decisiva dalla cultura di appartenenza.

    Per ora queste sono le mie riflessioni ma mi propongo di scriverne delle altre perchè questo è un tema molto più ricco di implicazioni di quanto possa sembrare ad un primo sguardo.
    Maria Sole.

  8. Concordo su una certa avversione alla locuzione “Coppia mista”.
    Sul tema, bisogna innanzitutto, dal mio punto di vista, non mettere tutti i casi insieme. Una coppia giovane ha più entusiasmi e speranze, una più matura vedrà le cose diversamente, probabilmente subentrerà una maggiore tolleranza,o almeno si spera. La mia è di queste ultime.
    Io ero divorziata e già maturotta, ma soprattutto con gli italiani non funzionava. Ho abbracciato la trappola dei sogni, ma non passo il tempo a lamentarmene. Lui, senegalese, non è molto più giovane di me e penso mi abbia sposato per la sicurezza che rappresentavo, e allora? C’è qualcuna in giro che, passati gli “anta” crede di essere irresistibile? Se lo è, in genere ha altri giri nella sua vita. Altrimenti si tratta di qualche tardona in cerca di avventure. Io lascerei tranquille le coppie che ci provano, eviterei polemiche. I matrimoni oggi sono un terno al lotto, figuriamoci tra culture lontane. Io l’ho fatto, ma se la figlia che non ho mi comunicasse una scelta del genere, non lo nego, sarei prudente prima di entusiamarmi.

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