2. Memorando

Mughal-e-Azam e le “storie” particolari

Mughal-e-Azam – Wikipedia, the free encyclopedia

Che gran bel film! Che storia! Che scenografia! A confronto, la Bollywood di oggi, con tutti i suoi mezzi economici e tecnici produce orribili pellicole! Qualche giorno fa era stato trasmesso in un canale satellitare…pakistano. Niente di strano? Si, niente di strano. I film di Bollywood trovano un vasto seguito anche dai nostri cugini pakistani.

Però mi sento di poter fare una riflessione su questo.
Nella loro “storia” i pakistani mettono tutto ciò che è funzionale ad una presunta civiltà musulmana del subcontinente avulsa dalle altre “civiltà” dello stesso territorio. Dalle civilità dell’Indo (una presenza ingombrante l’esistenza di Harappa e Moenjo Daro?) – lungamente precedenti all’ingresso in scena dell’Islam (e dell’Induismo) – a Tipu Sultan (interessante personaggio sulla cui vita sta per iniziare una serie tv dedicata, su un canale satellitare indiano) passando per i Moghul. La “storia pakistana” è una artificiosa selezione di fatti, funzionale al confezionamento di un’altrettanto artificiale identità nazionale pakistana; ma si potrebbe dire esattamente la stessa cosa per i tentativi analoghi di costruzione di una esclusività storica, portati avanti dalle destre hindu in India. Ad accomunare questi movimenti di pensiero e di azione politica, musulmani e induisti, è il fondamentalismo, che prolifera sui fertili terreni dell’ignoranza delle masse donde i cattivi maestri degli uni e degli altri seminano parzialità storica, ravvivando antichi e spesso improbabili torti cui riparare e destini predestinati verso i quali marciare.
Queste identità artificiose, oggi più che mai, sono vittime delle loro stesse contraddizioni. Ciò è tanto più evidente nel caso del Pakistan.
 «E’ una fondamentale legge sociologica che ciò che è ritenuto vero divenga vero nelle sue conseguenze», scrive lo storico Michelguglielmo Torri nella sua Storia dell’India, parlando dell’ambigua (e pericolosa) “idea di Pakistan” di Muhammed Ali Jinnah, il padre della patria della “terra dei puri”.
Riusciremo, prima o poi, a rimediare alle conseguenze degli errori che abbiamo preso per veri?
Riusciremo ad educarci al dubbio, alla critica e alla sua tolleranza?
Riusciremo a ricomporre una storia che non è solo degli uni o degli altri, ma dell’umanità che ci accumuna tutti?
——-
ps: a chi interessasse materiale sulla storia del subcontinente indiano, su Radio Radicale si trovano molti audio di interventi del professor Torri.
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6 thoughts on “Mughal-e-Azam e le “storie” particolari

  1. Grazie del consiglio, spero di trovarlo con i sottotitoli in inglese. La storia dei Mughal è affascinante ed una vera ossessione per i pakistani immagino. Vorrei prendere i canali di cui parli… mi incanterei a guardare anche se non capirei una parola!

  2. Non è difficile prendere quei canali, basta puntare la parabola verso Eurobird 1/Astra 28.2°E.
    Ci sono tantissimi canali indiani, pakistani, bengalesi….e tutti in chiaro!

  3. Quella della distorsione della storia è la base di ogni nazionalismo. E più il nazionalismo è estremo più estrema la distorsione.
    Ma ti volevo dire: lo sai che molto prima che arrivasse la moda di Bolliwood in occidente, in Africa i film Indiani andavano alla grande. Ad Algeri c’erano almeno due cinema che non davano niente altro che film hindi. E la musica punjabi era molto amata.
    Mi ricordo come oggi quando a 6 anni ho fatto un vero scandalo a mia madre al mercato… Non voleva comprarmi la maglietta con la faccia di Shoshi Kapoor!

  4. Si Karim, sono a conoscenza del vasto seguito del cinema Bollywoodiano (in calo negli ultimi anni? Forse – secondo me – per la sua crescente volgarità?). Me ne hanno parlato persone di tutto il nord Africa e di tutto l’est Europeo! Ogni volta resto a bocca aperta per tutti i titoli di pellicole e nomi di autori snocciolati da persone dal Marocco come dall’Albania o dalla Macedonia.
    Sarà stato forse un lascito degli scambi avvenuti all’interno del movimento dei paesi c.d. “non allineati”?

    • Sì… purtroppo quello fascino è scomparso. Quello per i film di karate di Hong Kong è sceso parecchio ma funziona ancora. Quello per i film lacrimogeni egiziani è uscito dalle sale scure per rifugiarsi nelle TV satellitari. Ma la passione per i film indiani è quasi del tutto scomparsa. Purtroppo.

      • Il film è notevole considerando i registi indiani del’epoca, però mettiamo i puntini sulle i, visto che parliamo di Storia pakistana e indiana, in questo film akbar è il “cattivo”…ma è lui che ha permesso la tolleranza di tante religione diversissime in india e non ha imposto l’islam!
        Se vi interessa il film non cercatelo sul satellite, lo trovate facilmente su youtube in hindi, basta poi scaricarsi i sottotitoli in inglese (in italiano non esistono…quando ci apriremo ad altre culture cinematografiche?)
        E, sempre per puntualizzare, karim, a hong kong non fanno film di karate…il karate è giapponese! Se dicessi una cosa del genere a un cinese si arrabbierebbe!
        Comunque bollywood può ancora regalare soprese ogni tanto anche al giorno d’oggi

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