2. Memorando

La Françafrique è moribonda, viva la NATOafrica!

“Viva Bengasi, viva la Libia, viva l’amicizia tra la Francia e la Libia!”, ha esultato Sarkozy di fronte alle migliaia di persone venute ad accoglierlo nella città della Libia orientale come un salvatore. Con la sua patetica imitazione delle famose esclamazioni del Generale De Gaulle in visita nelle colonie, e nel momento in cui uno dei suoi ex consiglieri svelava i funzionamenti del vecchio sistema, ‘Sarko’ inaugurava quello che dovrebbe essere il nuovo sistema di gestione dell’Africa e del mondo.

Mi diverte molto la Francia ufficiale quando fa finta di stupirsi e scandalizzarsi ogni volta che qualcuno svela un segreto di pulcinella.

Mi ricorda quando un vecchio ufficiale in pensione, Il generale Aussaresses, aveva scritto un libro in cui ha raccontato di aver praticato e fatto praticare la tortura su larga scala durante la guerra d’Algeria e di non pentirsene. La classe politica francese, destra e sinistra, si dichiarò scioccata e indignata… e il nostro uomo fu anche condannato … per apologia della violenza. Cioè, non per quello che ha fatto ma per averlo detto. Essendo che giudicarlo per quello che ha fatto voleva dire giudicare tutta la classe politica di allora, compreso il partito comunista che in parlamento aveva votato la concessione dei “poteri speciali” all’esercito in Algeria, e compreso il grande eroe, liberatore dal nazismo, che era il Generale Charles De Gaulle.

In realtà tutti sapevano. Il generale Massu stesso, l’artefice della repressione di quella che fu battezzata la Battaglia di Algeri (rappresentato nell’eccellente film, La battaglia di Algeri, di Gilo Pontecorvo come Colonnel Mattieu) Aveva da sempre riconosciuto, anzi non aveva mai negato, la pratica della tortura. (veder nel Video qui sotto). Lo aveva fatto su richiesta e con carta bianca da parte di tutto il governo francese. Lo aveva fatto, dice, come anche in Indocina. Ma come si sa, gli imperi non si costruiscono con le buone maniere. Violenza, corruzione, tortura, manipolazione e soprattutto tanta, tanta ipocrisia.

E qualche tempo fa, la Francia si è svegliata con un nuovo scandalo da Commedia dell’Arte. L’avvocato Franco-libano-senegalese Robert Bourgi ha riconoscciuto in una intervista su Le Journal du Dimanche, di aver personalmente trasportato valigie piene di soldi, inviate da 5 presidenti africani, per sostenere le campagne elettorali di Chirac e di Villepin.

Quella dell’avvocato Bourgi è una storia molto particolare. Di origini libanesi maronite, nato e cresciuto a Dakar, in Senegal, in seno ad una famiglia ricca ed influente, come sono molte famiglie di commercianti libanesi in Africa sub-sahariana. Poliglotta, parla perfettamente arabo, francese e inglese in più del Wolof, la lingua più diffusa in Senegal e particolarmente nella capitale. Amico personale di vari presidenti africani. La casa dei Wade a Dakar è quasi come casa sua. Racconta ad esempio che chiamava Omar Bongo “papà” e il vecchio dittatore gabonese lo ricambiava con un affettuoso “figliolo”. Ben introdotto anche a Parigi, grazie alle relazioni con l’élite della diaspora maronita, fortemente presente sopratutto negli ambienti della destra francese. Insomma, il perfetto intermediario tra l’establishment francese e quel sistema di stampo mafioso, che fu inaugurato alla fine del colonialismo diretto, e al quale fu dato il nome di Françafrique. Un sistema conosciuto da tutti ma che, come le guerre coloniali d’Algeria e d’Indocina, come i genocidi in Africa, come le guerre civili e i colpi di stato fomentati dalle multinazionali… ufficialmente non esiste. Ma che cos’è, quindi, questa Françafrique che non esiste?

Il sistema Françafrique è un sistema ideato dal Generale De Gaulle stesso. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, l’oppressione militare, politica, economica e culturale diretta di centinaia di milioni di persone da parte di un pugno di paesi europei, conosciuta come il colonialismo, era stata dichiarata inopportuna. L’occidente aveva appena sponsorizzato la nascita dell’organizzazione delle Nazioni Unite e la scrittura della Charta Universale dei diritti dell’Uomo. Si decise allora di dare l’indipendenza a tutti i paesi occupati (o quasi). Ma mentre si facevano in pubblico dichiarazioni di buona volontà e di riconoscimento dei diritti dei popoli, ogni potenza coloniale faceva, sotto sotto, in modo che il sistema di sfruttamento delle ricchezze e delle persone nelle colonie che assicurava alle metropoli ricchezza, tranquillità e stabilità, rimanga intatto.

La Francia mise in azione un sistema molto complesso e elaborato per lasciare militarmente l’Africa senza sospendere i rifornimenti. Si trattava di concedere l’indipendenza formale ma imponendo i dirigenti. In genere erano ex militari dell’esercito francese o funzionari dell’amministrazione coloniale conosciuti per la loro disciplina e obbedienza. In alcuni casi è stato anche necessario eliminare un po’ di personaggi scomodi che avevano capito il giochino e volevano opporsi. In cambio della loro servilità alla vecchia potenza coloniale ai nuovi dirigenti si dava carta bianca per reprimere, rubare, saccheggiare… insomma far in modo che il paese non arrivi mai allo sviluppo economico, politico e soprattutto culturale.

L’artigiano per conto di De Gaulle di questo sistema fu Jacques Foccart. Partigiano durante l’occupazione nazista, gaullista della prima ora, Foccart prende contatto con l’Africa nei primi anni 50 e si lega di amicizia con Félix Houphouët-Boigny, Allora ancora deputato d’oltre mare del parlamento francese. É Houphouët-Boigny che utilizzerà per primo il termine di Françafrique, in senso positivo, come ricetta, secondo lui, di sviluppo e prosperità per le due sponde. Insieme Houphouët-Boigny e foccart inaugureranno il sistema mafioso di mantenimento al potere degli amici della Francia, in una Africa francofona trasformata in vero e proprio dispensa di ricchezze per la potenza coloniale.

In sessanta anni, niente è stato risparmiato per far funzionare la macchina. Corruzione, menzogne, rapimenti, violenza, torture, guerre civili studiate a tavolino, massacri, genocidi… tutto. Niente è troppo per mantenere in buona salute la bella democrazia francese.

Ma, siccome nessuno scava e nasconde fosse per farci cadere gli altri senza prima o poi cascarci anche lui, sono anni che attivisti e associazioni come François-Xavier Verschave e l’associazione Survie (http://www.stop-francafrique.com/) denunciano il fatto che la Françafrique non è dannosa solo per l’Africa ma si è da tempo trasformata in “Afrique-France”. Cioè non solo i vari despoti africani, mantenuti al potere con questo sistema mafioso, hanno nel tempo influenzato la politica francese grazie alle fortune colossali che hanno immagazzinato (come tutti sanno in Francia e in Africa, anche se adesso fanno tutti finta di cadere dalle nuvole), ma che è tutto il sistema mafioso di corruzione, manipolazione e di gestione del potere creato per l’Africa che poi si è riversato anche sulla politica francese. Con i suoi soldi sporchi, con i suoi agenti dei servizi deviati, con i suoi mercenari e assassini vari, diventati talmente ricchi e potenti che possono influire anche sulla politica francese.

(vedere in questo video – infrancese e un po’ lungo- Xavier Verschave che spiega molte cose sul sistema e in particolare come l’esercito segreto della Françafrique è stato anche usato per creare e sostenere il Front National di Le Pen e a far salire il razzismo in Francia quando ce n’era bisogno).

Françafrique l’envers de la dette from cvu-togo-diaspora.org on Vimeo.

E oggi, è in questo sistema mai smontato, anzi molto più efficace di quanto lo era all’inizio, che la Francia di Sarkozy inaugura una nuova immagine della Françafrique. Una immagine non più basata sul sostegno alle dittature, con ogni potenza occidentale la sua, ma basata sulla sponsorizzazione di “democrazie” altrettanto sottomesse e gestite in join venture tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia. L’irruzione di nuove potenze globali (Cina, India, Brasile, Turchia…) hanno convinto l’alleanza atlantica a giocare in squadra. Dall’altra parte, si passa da un colonialismo nazionale, che lavorava per arricchire i rispettivi paesi, a un colonialismo privato che lavora per il bene di un pugno di multinazionali che sostengono economicamente la classe politica al potere nei paesi occidentali per assicurarsi la protezione militare e nasconde il resto dei soldi nei paradisi fiscali. La gestione della crisi in Repubblica Democratica del Congo e più recentemente in Libia, non sono altro che l’inaugurazione di questo nuovo sistema. Si passa dalla Franciafrica e Gran BretagnAfrica… a una nuova fase. Viva l’Africa Libera, Viva la NatoAfrica!

Fonte: articolo già pubblicato sul blog Divagazioni: http://karim-metref.over-blog.org/article-la-fran-afrique-e-moribonda-viva-la-natoafrica-84705916.html

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4 thoughts on “La Françafrique è moribonda, viva la NATOafrica!

    • Grazie Causeperse. Dal tuo nome si vede che non puoi che condividere queste parole. Perché l’Africa è la più grande delle cause perse, almeno nell’immediato e a breve termine. Più in là… continuiamo a sperare.

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