1. Le parole sono importanti!

Immigrato e No-Tav. Ma è possibile?

Oggi è il primo Marzo. In varie città d’Italia ci sono manifestazioni per i diritti degli immigrati. Contro la bossi Fini. Contro i CIE? Non contro i Cie, no. Non siamo “estremisti”. Non balliamo mai fuori dalla pista assegnata. É di tutto ciò che dovrei parlare. Invece io, da vecchio cabilo con la testa dura come le rocce delle sue montagne, ho voglia di parlare della Valle di Susa e di buttarmi nella mischia del dibattito No-Tav Vs Sì-Tav. Anche se molti, soprattutto tra gli immigrati mi negano questo diritto.

Quella della Val Susa è una di quelle questioni che creano molto imbarazzo negli ambienti degli immigrati “impegnati”. Mi ricordo, due anni fa, durante una riunione affollata del (ormai defunto) Collettivo Immigrati Auto Organizzati di Torino, quando un membro albanese mise il tema sul tavolo. “avete sentito tutti quello che sta succedendo in Valle”, disse Ilir, il giovane e dinamico attivista, “io credo che come collettivo dobbiamo prendere posizione”. Silenzio nella sala. Tutti a guardare per terra.

Tra gli immigrati attivi nelle associazioni, nei sindacati… è solito considerare i partiti del Centro Sinistra come alleati. Dicono spesso di amarci. Gli piace tanto portarci a spasso per le vie della città il primo maggio. Qualche volta qualcuno di noi riesce persino a diventare “responsabile area immigrazione”. Sai che orgoglio quando prendi la parola in pubblico e dici “Mi chiamo Kadour Ben Kadour e sono dirigente dell’area Immigrazione del Partito X….” Oppure “Segretario Nazionale Ufficio Immigrazione del Sindacato Y…” Poi c’è quella lì, la Livia Turco che è sempre in TV a spiegare che gli immigrati sono una ricchezza per l’economia italiana. É talmente convinta di quello che dice che quando è stata al governo ha creato una specie di cassa forte dove vengono custoditi gli eccedenti di ricchezze inutilizzati dall’economia italiana: i CIE. Poi trovi sempre qualcuno che dice che sono lager per migranti…Ma sono tutte dicerie.

Insomma, comunque se ti comporti bene, qualcosa, gli amici del Centro sinistra, te lo danno sempre. Una sede per la tua piccola associazione, ti permettono di usare la fotocopiatrice, il telefono. Qualche volta, se bussi abbastanza spesso alla porta dei loro assessori, ricevi anche qualche finanziamento. Persino in questi tempi di crisi… Ma tutto ciò a una condizione: devi piacere a loro e anche ai loro amici che tanto di sinistra non sono. E devi dire sempre, sempre, come dicono loro.

E, a Torino, per la realizzazione della TAV (e non solo per quello, le amministrazioni di Centro Sinistra si sono sempre schierate a fondo, da degni eredi del movimento operaio, dalla parte dei padroni. E non siamo noi forestieri pidocchiosi malapena tollerati nei luoghi di lavoro malsano e sottopagato, che romperemo questa bella armonia tra servo e padrone. Amen!

“Senti… fratello”, si decise finalmente a dire Abdoulaye, dell’Associazione degli Studenti Africani, “La storia della Valle Susa non ci riguarda. Noi siamo immigrati, ci occupiamo di difendere i nostri diritti, promuoviamo le nostre culture d’origine, punto e basta. Questa storia è troppo grande per noi.”

In questi giorni in cui la lotta contro la realizzazione della linea Veloce Torino-Lione sta prendendo una piega veramente drammatica, mi torna in mente questo elemento e mi rammento che tra gli immigrati in Piemonte, quelli schierati apertamente a fianco dei Valsusini si possono contare sulle dita della mano. Dopo i miei interventi sul mio blog e altri mezzi d’informazione a favore della lotta (vedere questo ad esempio) molti mi hanno dato dell’incosciente. Come se ci fossimo portati con noi la nostra paura dei potenti, quella con la quale siamo cresciuti, succhiata insieme al latte materno sin dalla nascita.

Io dico che immigrato e “No-Tav” è possibile. Immigrato No-Tav, No-Dal Molin, No-inceneritori, No-discariche, No-impunità per i ricchi, No-stato di polizia per i poveri, No-pagamento della crisi delle banche dalle tasche de poveri, No-alle guerre travestite da missioni di pace, no ai respingimenti, no alla guerra tra poveri, no ai lager per migranti.

Io vivo qua e da qui devo mettere il mio impegno per un mondo migliore. E in Italia il mondo migliore comincia dal contrasto alle opere faraoniche inutili e dannose a favore solo delle “mafie” del cemento e dell’acciaio. Che ne dicano gli amici del Centro Sinistra e il parroco del quartiere (che tra l’altro è No Tav anche lui).

Io sono No-Tav e conosco Luca Abbà, l’attivista caduto dal traliccio, da più di dieci anni. Non siamo amici, perché spesso abbiamo litigato sulle rispettive posizioni politiche, su questioni lontane dalla Tav. Ma ci conosciamo abbastanza. E so una cosa. Luca nella storia non aveva niente da guadagnare né da perdere. Come molti attivisti, era proprietario di un metro quadro di terra nella Val Clarea. Ma il suo gesto non era a difesa del metro quadro di proprietà privata. Era a difesa della Terra con una T maiuscola. Luca non aveva interessi diretti e la sua azione era una pura azione nonviolenta di resistenza: mettere la propria vita in pericolo senza minacciare la vita altrui. Se è caduto è perché la deontologia dell’uso della forza pubblica(che dovrebbe mettere l’incolumità del manifestante prima di ogni altra considerazione) non è stata rispettata nemmeno quella. Perché qualcuno ha detto che cominciare le trivellazioni passa prima di tutto… anche della vita umana. Luca non aveva niente di personale da difendere in questa storia. I mandanti politici del suo incidente invece sono ammanicati con le mafie delle grandi opere fino al collo, e dai guadagni dei loro padroni dipende la loro carriera politica.

Io sono immigrato e sono anti TAV. mi schiero con Luca e i suoi amici “anarco-insurrezionali” puzzolenti e non con gli amici del centro sinistra dei profumati salotti torinesi. Perché Luca anche se non andiamo molto d’accordo e non abbiamo esattamente le stesse idee politiche, è pulito, sincero, appassionato e disinteressato. Vorrei tanto poter dire la stessa cosa dei nostri amici…

Io sto da questa parte che non va mai in Tv e non dalla parte di quelli che dicono spesso in tv di amarci e che siamo una ricchezza. Anche se in questo momento su molte piazze d’Italia questi amici stanno manifestando insieme a noi per l’abrogazione della bossi Fini, per facilitare l’accesso alla cittadinanza ai nostri figli…

Sto da questa parte perché so che se domani perdo i documenti, come li hanno già persi centinaia di migliaia di persone, per colpa della Turco-Napoletano che ha legato la mia vita al mio contratto di lavoro, e se mi prendono per le strade di Torino mi porteranno Nel CIE di Corso Brunelleschi, creato con la Turco-Napoletano. Perché so che quando sarò dentro, quelli per i quali abbiamo portato tante volte la bandiera in piazza il giorno del primo maggio, guarderanno dall’altra parte. Mentre Luca e i suoi amici anarco-insurrezionali, nonostante non andassimo d’accordo politicamente, mi cercherà, mi verrà a chiamare una volta al mese dall’altra parte del muro e mi getterà il suo numero scritto su una pallina da tennis. Per chiedermi al telefono se sto bene. Se non mi manca niente. E per dirmi che non sono solo.

Riprenditi presto, Luca. Non so se ti può aiutare in qualche modo, ma io sto con te. Non sei solo nemmeno tu.

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13 thoughts on “Immigrato e No-Tav. Ma è possibile?

  1. non mi esprimo sulla No – Tav perchè non sto seguendo questa storia, ma sul resto condivido, come quando parli degli immigrati porta bandiere nelle manifestazioni politiche promosse dalla “sinistra”. ho sempre trovato dannoso ed ipocrita questo uso politico degli immigrati, buoni per far massa nelle manifestazioni o per guadagnarsi facili bollini da persone “eque e sostenibili”. trovo questo modo di fare deleterio per la causa migrante e più nocivo del chiasso dei vari Barghezio

  2. Grazie Karim.
    Il mio essere stato parte quest’oggi del piccolo corteo in solidarietà al popolo valsusino (e al popolo italiano, che in buona parte non si accorge dello scempio che sta avvenendo difronte al suo disinteresse) che oggi ha sfilato per le strade di Perugia, assume un senso ulteriore, ben più profondo, con queste tue parole.
    Come assume più senso, a posteriori, il fatto di aver marciato da Perugia ad Assisi l’anno scorso, ed aver partecipato alcuni anni fa a Vicenza alla grande manifestazione contro il Dal Molin…

  3. Bravissimo Karim. Mi sento uguale a te, anche io sono stufa di essere strumentalizzata come la prova provata dell’interculturalita’ della sinistra. Come le scimmie circensi da esebire ad occasione. Anche io sono con i NO TAV. E sara’ sempre piu’ dura caro amico, il linciaggio mediatico sta dando i suoi risultati peggiori, Napolitano ha convocato Monti ad hoc per far sentire la risposta dello stato urgente, che temo sara’ il tentativo di eguagliare i NOTAV ai brigatisti e terroristi. Vedremo…

  4. bisogna iniettare lo stesso ragionamento anche per gli italiani no tav. ossia per quanto ho avuto io personalmente delle occasioni scritte, orali oppure di lettura passiva la cosiddetta massa No Tav non è del tutto(forse anche per la maggior parte) in grado di capire cosa vuol dire esattamente il bene comune. Oppure credo che non ci siano delle riflessioni mature sulla difesa dei diritti civili oppure sulla difesa del territorio con quelli che ci vivono oppure sulla parola di solidarietà. come dice un’associazione turca attivista per i diritti delle persone lgbttq “la libertà per gli omosessuali renderà più liberi gli eterosessuali”. la battaglia contra la Tav non è una semplice battaglia contro un treno oppure per salvaguardare le belle montagne(anche) ma è una battaglia per un futuro sano, non criminale, non corrotto ed economicamente e socialmente forte, un futuro in cui è previsto anche l’immigrato in modo dignitoso.

  5. Conoscendoti, credo che le tue parole, Karim, non solo siano una riflessione personale e molto lucida, ma anche che escano sia dalla mente che dal cuore. Anche se molto diversi tra di noi, e a volte in contraddizione, su alcune questioni si possa stare, e di fatto finora in Valsusa si stia, dalla stessa parte: centri sociali e vecchi pensionati, famigliole e antagonisti,anarchici ed ex-alpini. E perchè no anche immigrati? I pelosi interventi delle varie Turco e del paternalista Napolitano parlano al vento e al dunque si riparano dietro agli stessi poliziotti che istigano a manganellare in Valle di Susa e giustificano quando picchiano gli immigrati in caserma o nelle carceri. QUesto è uno Stato forte con i deboli e debole con i forti. Sta a noi dimostrargli che non siamo abbastanza deboli da farci piegare.
    Un abbraccio.
    Amedeo (reduce da 2 giorni in Valle)

  6. Caro, non ho ancora tanti elementi per essere pro o contro, ma sono d’accordo con il resto. Sei semplicemente geniale, sia dal vivo che come scrivi.
    Sara

  7. Nell’appassionato e coraggioso intervento, Karim cita un giovane il quale afferma in quanto immigrato cerca di occuparsi solo di “affari suoi”! Questa affermazione rappresenta un dato caratterizzante del profilo sociopsicologico di una fascia estesa dei migranti economici. L’immigrato prettamente”economico” tende ad avere un ordine di priorità di tipo utilitaristico: è una strategia finalizzata all’acquisizione soprattutto di beni che vengono ritenute fondamenti per la realizzazione del progetto migratorio. In questa prospettiva diventa assai problematico immaginare che gli immigrati siano degli attori sociali e politici attivi in percorso di emancipazione e di una visione complessiva di diritti di cittadinanza. Questo aspetto a mio parere è molto determinante( accanto ad altri ovviamente)) nel far si che l’associazionismo e l’attivismo degli immigrati è caratterizzato da una endemica fragilità e debolezza. Questo fatto forse spiega il perché dell’utilizzo, da diverse botteghe, di alcuni migranti come appendi striscioni o come figure addomesticate da collocare nelle proprie vetrine!

  8. Vi ringrazio tutti. Per le numerose visite, per le condivisoni su Facebook e altri media, e infine per le belle parole nei commenti.
    Capisco che lontano dal Piemonte la questione della Valle Susa possa sembrare poco importante. Ma si sbaglia, credo a prendere queste questioni una ad una. Bisogna prenderle nel loro insieme: Cementificazione, mega-opere inutili, Gestione disastrosa dei rifiuti, “termovalorizzatori”, rigassificatori, ponti e megastrade inutili, spese militari assurde….
    E’ nell’insieme che bisogna dire fermiamoci un attimo e vediamo e ripensiamo l’idea di sviluppo e l’ordine di precedenze. Come diceva una mamma in tv l’altro giorno: non si può avere delle scuole che cadono a pezzi e voler a tutti i costi un treno ultraveloce.

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