1. Le parole sono importanti!

Cercasi Futuro (in Ricerca)

La ricerca è uno delle cinque misure per crescere del governo Monti ed è indubbio che per far competere l’Italia con altri paesi europei bisogna investire di più e meglio nella ricerca. Fa sorridere (per non dire piangere) dunque il bando del “Futuro in Ricerca” del MIUR.

Il MIUR ha pubblicato il nuovo bando per il Programma “Futuro in Ricerca 2012″, per finanziare progetti rientranti in uno qualsiasi dei settori scientifici definiti dall’European Research Council e rivolti a:

a) Linea d’intervento 1: a dottori di ricerca italiani o comunitari, non assunti a tempo indeterminato di età inferiore a 33 anni e che abbiano conseguito il dottorato di ricerca da almeno 2 anni, i quali dovranno presentare 5 pubblicazioni (dotate di ISBN o ISSN);

b) Linea d’intervento 2: a dottori di ricerca italiani o comunitari, non assunti a tempo indeterminato di età inferiore a 36 anni e che abbiano conseguito il dottorato di ricerca da almeno 4 anni, i quali dovranno presentare 10 pubblicazioni;

c) Linea d’intervento 3: a giovani docenti o ricercatori, già assunti a tempo indeterminato presso gli atenei italiani, statali o non statali, e gli enti pubblici di ricerca afferenti al MIUR, di età inferiore a 40 anni, i quali dovranno presentare 15 pubblicazioni.

Piu che Futuro sembra Passato soprattutto se si guardano altri bandi europei o degli stati europei, come Marie Curie, Embo, Ramon y Cajal, CNRS, solo per citarne alcuni. Ecco un esempio lampante di come Italia escluda i figli di immigrati a meno che non siano giá stati assunti a tempo indeterminato e preclude a se stessa il reale avanzamento.
Non può partecipare al bando, anche se ha altri requisiti, chi è nato qui o arrivato da piccolo, ha fatto tutte le scuole in Italia, magari si è anche laureato in Italia o dottorato. Ma non solo non può partecipare chi è italiano di fatto ma non riconosciuto, ma neanche altri cittadini extracomunitari che hanno conseguito il PhD in Italia, Europa, Svizzera o Stati Uniti. La loro nazionalitá fa valere quel titolo meno rispetto a un cittadino europeo. E io lo trovo scandaloso, soprattutto perchè si parla di ricerca.


Neva Besker, nata a Zagabria nel 1976, dal 1989 vive a Roma. Laureata in chimica con il dottorato di ricerca in Scienze del Farmaco, è una precaria della ricerca. Fa parte della Rete G2. 

Fonte: Blog della Rete G2 Seconde Generazioni 

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