I pensieri del cammello

Voi siete qui

Voi siete qui, nel paese dei santi, ladri, bugiardi e disoccupati. Voi siete qui, dove i partiti rubano le caramelle ai bambini. Voi siete qui, dove i comici fanno politica e i politici fanno schifo. Voi siete qui, nel paese delle grandi opere incompiute. Voi siete qui, dove i ladri del nord son convinti d’essere moralmente migliori dei ladri del sud. Voi siete qui, dove i rapinatori di pollo marciscono in galera e i predoni di speranza salgono in cattedra. Voi siete qui, nel paese dove l’otto marzo gli uomini festeggiano le donne e il resto dell’anno regalano discriminazioni, abusi e botte. Voi siete qui, nel paese di Pasolini, Falcone, Borsellino, Don Gallo e Don Ciotti. Voi siete qui, nella scialuppa del capitano Schettino a guardare il paese affondare a mezzanotte e tre minuti. Voi siete qui, dove gli stranieri entrano liberi e si trovano clandestini. Voi siete qui, dove i giornalisti, intellettuali e scrittori sono senza coraggio e amano solo se stessi. Voi siete qui, nel paese della grande chiesa dei corvi, pedofili e riciclatori di denaro sporco. Voi siete qui, nel paese governato da vecchi per i vecchi. Voi siete qui, nel paese dei tagli a ricerca, cultura e istruzioni. Voi siete qui, dove i giovani impazziscono alla ricerca di un futuro. Voi siete qui, in questo paese senza memoria e, in caso di calamità naturale, non cercate le uscite di sicurezza, inutile, non ci sono. Voi siete qui, state calmi e buona fortuna.

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4 thoughts on “Voi siete qui

  1. Bravo Cammello, ora bisognerebbe passare dall’altra parte dello specchio (pressapoco la cruna dell’ago, ma più stretta). Lì la calca si attenua, le grida si affievoliscono, le rivendicazioni sono in sciopero della fame. E’ il paese in cui Alice si dice: Io sono qui, sono tanto il bambino quanto la caramella; l’opera compiuta, o in procinto di esserlo; porto nel corpo un Sud e un Nord, che non si derubano a vicenda, che invertono i loro punti cardinali diverse volte nello stesso giorno, a seconda se sono in piedi, se dormo e se faccio l’amore. Io sono qui; sono il pollo, e anche la speranza, che non permetterò a nessuno di portarmi via; Io sono qui, non ho mai fatto gli auguri l’otto marzo ma sarò per sempre fiero di essere nato dal ventre di una donna. Io sono qui, come Violetta Parra (un’altra donna che amo), dico Gracias a la vida, perchè mi dato la capacità di dividere il vero dal falso, gli uomini dagli ominicchi, dai piglianinculo e dai quaquaraquà, di pensare che sono qui (in qualunque posto io sia) e che è ora di cominciare a cambiare le cose. Anche al costo di perdere la calma, di dover incidermi ogni giorno una linea della fortuna nuova di zecca; forse scrivendo, intelligentemente, come fai tu.

  2. E tu sei qui dove calpesti una cacca di cane sul marciapiede e ti dicono “porta fortuna”. 😉
    Ma anche tu, cammello, secondo me le cacche dei cani te le becchi perché cammini con la testa nelle nuvole.
    A csa pensi mentre cammini al fatto che sei qui?

  3. Karim… il cammello non fa mai riflessione così profonda, del tipo “cosa ci faccio io qui”, è roba da essere umani. Il cammello invece mastica con rabbia il suo destino e cammina a testa alta, basta.

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