1. Le parole sono importanti!

Shock Politik

«Winston, come fa un uomo a esercitare il potere su un altro uomo?». Winston rifletté. «Facendolo soffrire» rispose. «Bravo, facendolo soffrire. Non è sufficiente che ci obbedisca. Se non soffre, come facciamo a essere certi che non obbedisca alla nostra volontà ma alla sua? Potere vuol dire infliggere dolore e umiliazione. Potere vuol dire ridurre la mente altrui in pezzi che poi rimetteremo insieme nella forma che più ci parrà opportuna. Cominci a intravedere, adesso, il mondo che stiamo costruendo? È esattamente l’opposto di quelle stupide utopie edonistiche immaginate dai riformatori del passato. Un mondo fatto di paura e tradimento, di tormento, un mondo nel quale si calpesta e si viene calpestati, un mondo che nel perfezionarsi diventerà sempre più spietato. Progresso, nel nostro mondo, significherà progredire verso una sofferenza più grande. Le antiche civiltà sostenevano di essere fondate sull’amore o sulla giustizia, la nostra è fondata sull’odio. Le sole emozioni destinate a esistere nel nostro mondo saranno la paura, la collera, l’esaltazione e l’umiliazione. Tutto il resto lo distruggeremo. Tutto. Già stiamo smantellando quelle abitudini mentali che erano un retaggio della Rivoluzione. Abbiamo infranto ogni legame fra genitori e figli, uomo e uomo, uomo e donna. Oggi nessuno più ha il coraggio di fidarsi di una moglie, di un bambino o di un amico, ma in futuro non ci saranno più né mogli né amici. I bambini saranno tolti alle madri all’atto della nascita, così come si tolgono le uova a una gallina. L’istinto sessuale verrà sradicato. La procreazione sarà una formalità annuale, come il rinnovo di una tessera per il razionamento. Aboliremo l’orgasmo. I nostri neurologi ci stanno già lavorando. Non ci sarà forma alcuna di lealtà, a eccezione della lealtà verso il Partito. Non ci sarà forma alcuna di amore, a eccezione dell’amore per il Grande Fratello. Non ci sarà forma alcuna di riso, a eccezione della risata di trionfo sul nemico sconfitto. Non ci sarà forma alcuna di arte, di letteratura, di scienza. Quando avremo raggiunto l’onnipotenza, non avremo più bisogno della scienza. Non ci sarà differenza fra il bello e il brutto. Non ci sarà curiosità, né la gioia del processo vitale. Tutti gli altri piaceri che potrebbero mettere a repentaglio un simile progetto saranno distrutti. Ma ci sarà sempre, sempre — e tu non lo dimenticare, Winston — l’ebbrezza del potere, che diventerà sempre più forte e raffinata. Ci sarà sempre, in ogni momento, il fremito della vittoria, la sensazione di calpestare un nemico inerme. Se vuoi un’immagine del futuro, pensa a uno stivale che calpesti un volto umano in eterno.»*

Viviamo come nel 1984 di Orwell, un mondo dominato dalla paura. L’odio e la paura sono organizzati ed inculcati scientemente, i loro flussi sono orientati attraverso la società per ottenere gli effetti desiderati.
Penso al terrore di finire in un Cie, nel paese in cui sè nati e si è cresciuti, soltanto perché si ha perso il lavoro, come lo possono perdere e lo stanno perdendo centinaia di migliaia di cittadini italiani e stranieri, a causa di macchinazioni finanziarie globali sulle quali non hanno alcun potere, di delocalizzazioni in paesi dove si può fare a meno del garantire diritti minimi ai lavoratori, insomma di una economia sempre più volatile e sempre meno controllabile; e se tutto si lega ad un contratto di lavoro oggigiorno in Italia si finisce per crearlo, il lavoro, anche quando non c’è, o a comprarsi un’assunzione.
Penso alla paura di non riuscire a pagare una nuova tassa che lo Stato applicherà soltanto su di te in quanto cittadino straniero, che non puoi votare e non puoi decidere minimamente sulla destinazione di quei fondi; risorse che serviranno a reprimere, incarcerare, respingere qualcuno meno fortunato di te. E’ l’invenzione dell’Immigrato Bancomat®.
Penso alla paura che leggo negli occhi degli immigrati che incontro negli sportelli dove lavoro i quali – per il timore che qualche nuova decisione del Sovrano possa rendere ancora più difficile vivere in questo paese – si premurano di essere più “in regola” dello Stato stesso, perché dicono: «non si sa mai…potrebbero fare qualche nuova legge che peggiora tutto, e far diventare ancora più difficile rinnovare il permesso di soggiorno». Questo timore non resta mai disatteso e chi ormai è stato abituato a prendere bastonate, impossibilitato a reagire e privato degli strumenti politici e democratici per farlo, si allena a prenderle meglio riducendo il danno per quanto possibile.
La stessa politica della paura e della sopraffazione la vediamo in atto in Val di Susa ed ovunque la gente manifesta contro l’imposizione di scelte che non solo non corrispondono alla volontà della gente chiamata a subirle, ma che appaiono irragionevoli oltre ogni dubbio.
Penso al presente, all’immagine di uno stivale che calpesta un volto umano, ed ho paura.

ps: vi è capitato di leggere la “mappa” delle nostre paure tracciata dal Rapporto annuale su “Insicurezza sociale ed economica in Italia e in Europa. Significati, immagine e realtà“, realizzato da Fondazione Unipolis, Demos & Pi e Osservatorio di Pavia?
Lo potere scaricare da qui.

[* Tratto da: 1984 di George Orwell]

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2 thoughts on “Shock Politik

  1. In tutti i luoghi tante persone credono che la subalternità è un modo per potersi tutelare dall’angheria del potere! Ma la storia confuta
    l’utilità di tale rimedio. Bravo Jaska per avere evidenziato il fatto che il potere non si considera tale senza la necessità di incutere paura. Tanta paura.
    Adel Jabbar

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