1. Le parole sono importanti!

Il senso eroico della Bayer

Foto: copyright Shelly Kittleson

La società farmaceutica tedesca Bayer ha una lunga e illustre storia alle spalle.  Può vantarsi, per esempio, di essere stata la prima ad usare la sperimentazione sugli animali su scala industriale ed è stata il primo gigante farmaceutico. Inoltre nel 1898 brevettò l’eroina e nel 1902, il 5% dei suoi profitti netti furono dovuti alla sua commercializzazione. Nel 1899 la stava già esportando in altri 23 paesi nel mondo.

Il nome sotto il quale il prodotto fu commercializzato, Heroin, fu scelto per marcare la sensazione che dava a coloro i quali la sperimentarono: i pazienti dicevano di sentirsi ‘heroisch’ (eroico) durante la somministrazione. Sembrava una manna dal cielo per quelli che soffrivano di tubercolosi e polmonite, permettendogli finalmente di trovare un po’ di riposo con questo magico ‘’sciroppo per la tosse’’ del tempo.

Sui volantini e negli articoli specializzati delle riviste scientifiche, Bayer presentava l’eroina come un sostituto della morfina, a differenza della quale (a suo dire) non dava alcun tipo di dipendenza.

Fu inoltre commercializzato come medicina per le malattie respiratorie infantili.

Solo molti anni dopo il mondo si accorse del danno procurato, quando ormai c’era un numero spaventoso di  ‘’junkie’’: persone dipendenti dall’eroina. Il termine trae origine dalla parola inglese  ‘junk’ (‘immondizia’) per via della loro sempre più frequente presenza sulle strade, intenti a rovistare tra i rifiuti nella disperata ricerca di trovare qualcosa da vendere per comprare il loro ‘’sciroppo’’.

L’anno prima dell’introduzione dell’eroina, Bayer aveva scelto di rigettare la possibilità di mettere sul mercato l’acido acetylsalicyclico (aspirina) per via dei suoi ‘’potenziali effetti cardiaci’’, e perché fu ritenuto un medicinale ‘’privo di alcun valore’’. Solo qualche anno dopo Bayer decise di commercializzare anche questo prodotto.

Questa settimana il governo indiano ha fatto una scelta con non poche conseguenze per Bayer e il  mondo farmaceutico: ha decretato che la Società non possiede il diritto esclusivo di un suo medicinale per il trattamento di alcuni tipi di cancro. Inoltre una società indiana sarà obbligata a produrre una versione generica del farmaco e a venderla ad una riduzione del prezzo originale pari al 97%.

Come c’era da aspettarsi, Bayer è andata su tutte le furie, insinuando che senza tutti quei profitti non varrà più la pena investire sulla ricerca e che tutto il mondo, a lungo andare, soffrirà per la decisione.

In ogni caso il principio odierno per cui chi ha l’oro fa la regola, almeno per una volta non è stata rispettato.

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One thought on “Il senso eroico della Bayer

  1. La ricerca ha come scopo il profitto o quello di migliorare la vita delle persone?
    (E’ una domanda retorica, lo sò….).

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