3. Specchio

Mare Chiuso

La corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha recentemente condannato l’Italia per i respingimenti verso la Libia. L’Italia ha violato l’articolo 3 della convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura. Ma come di fatto avvenivano questi respingimenti? Chi è stato sottoposto a questa pratica degradante? E in Italia l’opinione pubblica ha avuto adeguate informazioni? Sono fatti recenti, parliamo del 2009-2010, ma il paese sembra aver già dimenticato le sue colpe. Quello che di fatto è stato un crimine contro l’umanità è finito in un oscuro oblio. Ora però arriva un documentario, Mare chiuso realizzato da Andrea Segre e Stefano Liberti (in uscita il 15 Marzo), a recuperare questa memoria perduta.

Il documentario nasce da una semplice intuizione: nel Marzo del 2011 con lo scoppio della guerra in Libia sono tanti i profughi in fuga verso l’Italia o la Tunisia. Tra questi ci sono anche molti eritrei, somali, etiopi vittime dei respingimenti voluti dagli accordi tra Gheddafi e Berlusconi. Segre e Liberti attraverso una fitta rete di contatti costruita negli anni (frutto dei documentari precedenti A Sud di Lampedusa e come un uomo sulla terra) riescono a contattare alcune persone che hanno trovato rifugio nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia. Sono loro nel film a descrivere le modalità dei respingimenti, sono loro a testimoniare le violenze di cui sono stati oggetto e le dinamiche di questa operazione che l’Italia in accordo con la Libia ha compiuto in aperta violazione delle convenzioni internazionali. Il documentario però non è fatto solo di parole. Infatti sono importanti i contributi video forniti dagli stessi migranti. Sono loro a far vedere al mondo attraverso i filmini dei cellulari cosa gli sta succedendo. Il grado di informazione tra i migranti è molto alto. Sono in molti ad essere consapevoli delle violenze e delle trappole disseminate lungo il cammino che li porta in Europa. Però indietro non si può tornare. Il Corno D’Africa attualmente è una delle zone più pericolose del pianeta, devastato da guerre civili e dittature feudali. Non è quindi un caso che molti migranti si organizzino come testimoni. Perché l’informazione è in un certo senso una difesa per se stessi e per gli altri che verranno. Tra i contributi forniti è di un’importanza straordinaria il video che testimonia il respingimento del 1 Luglio 2009, uno dei primi. Sono scene (correlate dal commento del ragazzo eritreo che ha fornito il materiale) che fanno venire i brividi. Nel barcone ci sono donne, bambini, giovani uomini. Sono felici. Tutti pensano che la marina italiana sia venuta a salvarli da morte certa. Pensano che le loro sofferenze siano giunte al termine. Sono tutti eritrei su quel barcone del primo luglio del 2009, quindi non solo potenziali richiedenti asilo, ma potenziali rifugiati. La marina intercetta il barcone in acque italiane. Prima di respingerle in acque libiche, i migranti vengono trasportati sulla nave della marina, quindi in territorio italiano. Un’aperta e chiara violazione dei trattati internazionali.

In Libia il trattamento riservato ai respinti è feroce. Non c’è solo la detenzione, ma violenze di ogni genere. Donne e bambini sono vittime di stupro. Pene corporali sono all’ordine del giorno.

I racconti di Mare chiuso fanno luce su quello che è successo quando l’Italia, parafrasando un aggettivo usato spesso dall’ex ministro dell’interno Roberto Maroni, ha voluto fare la “cattiva”. I racconti delle donne e degli uomini di Mare chiuso sono racconti lucidi, pieni di dolore. C’è forza e dignità in ogni singolo vocabolo usato dai migranti. I fatti sono ricostruiti con estrema precisione. Un racconto di cui avevamo bisogno.

PER informazioni. http://www.zalab.org/newsite/

Trailer: http://www.zalab.org/newsite/chi-siamo/mare-chiuso-trailer-italiano/



Advertisements

One thought on “Mare Chiuso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...