I pensieri del cammello

Il mio ‘ponte’

Di Natalia Bondarenko

Oggi si festeggia la Pasqua ortodossa.

Ma non è di questo che volevo parlare. Stamani, mi è venuto in mente un pensiero che mi viene molto spesso negli ultimi anni: ma come mai noi, nati in un paese completamente laico e ateo, ora ci aggrappiamo ad ogni festività religiosa, direi quasi con le unghie, seguendo ogni rito con una passione mai vista prima? Coloriamo le uova, prepariamo pietanze tradizionali, scavando non si sa da dove vecchie ricette di torte pasquali. Andiamo in chiesa che molto spesso è una chiesa improvvisata, una semplice stanza di una parrocchia italiana con un’unica icona e con poche candeline da accendere, senza altare e senza la ricchezza degli addobbi che ci distingue. Non ci conosciamo fra di noi, non ci parliamo, soltanto preghiamo e non so quanti di noi sanno a memoria il Padre nostro o l’Ave Maria, ma sento che la fede della mia gente (se posso dire così) è talmente grande che mi sembra di vedere un’enorme ponte che parte dall’Italia e finisce dopo la frontiera dell’Est. E quel ponte si chiama amore, si chiama solidarietà e pace. È invisibile, ma pur sempre un ponte. Si sa che durante le guerre, la prima cosa che si distrugge – sono i ponti. Ma non riesco a capire, perche anche durante la pace, alcune persone vogliono distruggere questi ‘ponti’.

Ma, fa niente. Intanto, oggi si festeggia la Pasqua ortodossa.

L’altro giorno, un amico ‘spiritoso’, cercando di essere simpatico, mi chiese perché non festeggiamo le nostre feste insieme con cattolici visto che anche noi siamo cristiani; che, secondo lui, se siamo in Italia – dobbiamo essere come lui. Così io gli chiesi, perche lui continua a cercare caffè ristretto e ristoranti dove si mangia italiano quando va all’estero? Lui fece finta di arrabbiarsi molto per questo paragone e lo trovò troppo scontato. Alla fine, abbiamo bevuto insieme il ‘suo caffè’: lo feci per fargli piacere e in segno di pace. Tornando a casa ho capito che in qualche senso sono doppiamente fortunata perché tutte le feste religiose le festeggio due volte all’anno, salendo ogni volta su quel ponte invisibile della pace che per forza mi riporterà indietro, sulla terra dove vivo ora.

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