1. Le parole sono importanti!/I pensieri del cammello

Lega menoverde

Un contributo per la Stanza degli ospiti di Ismail Ademi

Quello che sta succedendo alla Lega Nord in questi giorni sembra ricalcare perfettamente la legge del contrappasso. Succedono cose strane, moltissime delle quali si prestano a tal punto ad un sarcasmo pungente, che uno non infierisce ulteriormente per decenza.

Il partito era nato inizialmente per ribellarsi a Roma ladrona, e campeggiavano scritte e slogan che condonavano in modo netto i ladri dei soldi pubblici, cioè i corrotti. Addirittura è rimasto nella memoria (di quelli che la usano) la scena del deputato leghista che esibisce il cappio in aula dentro Montecitorio, per poi essere sgridato dall’allora presidente della camera Giorgio Napolitano. Successivamente, anche per il fatto che ha governato per moltissimi anni, ha mollato un po’ la natura secessionistica e si è dedicata a fomentare l’odio contro gli immigrati/extracomunitari/clandestini e categorie simili. Sarebbe una perdita di tempo ricordare le azioni delinquenziali e non degne di un paese democratico, che il movimento della Lega Nord, con varie su espressioni ha messo in atto durante questi 20 anni. Poi succede, secondo quello che si legge nei quotidiani di questi giorni, che le finanze leghiste sarebbero state gestite allegramente; i soldi sarebbero stati usati per fini personali e a volte anche delinquenziali; il partito avrebbe pagato le lauree del cerchio magico ecc. Visto che molti di quei soldi sono pubblici, vuol dire che anche i 5 milioni di immigrati hanno contribuito in parte a darglieli, attraverso le tasse che pagano, e onestamente non sono felicissimo che parte dei miei soldi per la collettività vadano sputtananti in questo modo; per di più da chi mi offende se non quotidianamente, quasi.

Rendere la vita difficile agli immigrati era/è diventato, oltre ad un bancomat elettorale illimitato, anche uno sport nazionale in grado di svegliare i peggiori istinti delle peggiori pance italiane. E allora ecco le leggi sull’immigrazione restrittive al limite del non rispetto dei diritti umani, i respingimenti in mare, la chiusura dei servizi sociali per gli immigrati, ronde, ordinanze sindacali e avanti di questo passo. La corte europea di Strasburgo, ha condannato l’Italia per i respingimenti in mare che sono costate la vita, ufficialmente ad una settantina di persona, ma realmente a centinaia. Ecco, il ministro che gestiva la situazione era Roberto Maroni, il cosiddetto volto umano della Lega Nord, più volto che umano direi. Ce lo dobbiamo ricordare.

Poi oggi che cosa scopriamo? Che alcuni leader leghisti usavano sim telefoniche intestate a cittadini extracomunitari, stavolta veramente a insaputa di quest’ultimi. Ma come? I sempreverdiceloduristi padani che si abbassano a usare il nome di un bengalese, senegalese o altri, per parlarsi al telefono? Mi stupisco, e spero che si stupiscano anche quelli che li hanno legittimati con il loro voto. Se fossi al posto di una delle persone immigrate intestatari ignari di sim usate dalla Lega, farei uno di quei mega ricorsi con risarcimenti morali che non finiscono più. Suggerisco agli avvocati dell’Asgi di patrocinare la causa se possono.

Intanto in Italia i dirigenti leghisti, approfittando del fatto che in Italia non si dimette mai nessuno, stanno cercando di vendere le purghe di alcuni e le dimissioni di Bossi, come un comportamento impeccabili, quasi da lacrima agli occhi. In un paese normale, non solo non farebbero notizie le dimissioni,ma se mai andrebbero in galera un po’ di persone e il partito scomparirebbe. Qui facciamo finta che stanno facendo pulizia, ma dobbiamo stare molto attenti. A partire dalle epurazioni sono riapparsi vecchi miti leghisti. I messaggi di questi giorni sono:

Bossi è malato e incapace, ed è per questo che ha sbagliato a valutare.

Rosi Mauro è una terrona, e non una vera padana.

Belsito è una mela marcia

Appena i veri padani si appropriano del partito tutto andrà bene.

A Bergamo qualche giorno fa è andato in onda la serata dell’orgoglio leghista, anche se c’è poco da essere orgogliosi. E anche li il fiume di barbarie, poco sognanti, è stato travolgente. Mentre Borghezio teneva caldo il tema anti immigrati, distribuendo volantini dal titolo “Come denunciare i malfattori extracomunitari”, parti della “folla” urlavano “Badante puttana” indirizzata a Rosi Mauro, cioè la persona che a sua volta fino a qualche mese fa inveiva sugli immigrati, badanti comprese. Come è strano il mondo.

Quindi, vecchie storie, vecchi simboli, vecchie facce,  e vedrete che a breve, per recuperare credibilità cominceranno (ab)usare di nuovo l’immigrazione, in tutte le sue forme. Vedrete che alla fine cercheranno di usare vecchi miti e vecchie credenze. Mi auguro soltanto che gli italiani siano in grado di non farsi più ipnotizzare da una banda di prestigiatori mascherati da politici.

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2 thoughts on “Lega menoverde

  1. Bell’articolo. La speranza insita nell’ultima frase è un qualcosa che vedo raramente oggigiorno: lo sconforto invece dilaga.
    Vorrei fare tuttavia una puntualizzazione, forse un po’ pedante, al tuo articolo. Quando scrivi “sempreverdiceloduristi padani”, fai lo stesso errore dei leghisti, cioè usare l’aggettivo padano come sinonimo di leghista. Sebbene la Padania non sia un’entità geografica, né politica etc. (ma lo sappiamo tutti), l’aggettivo padano si riferisce a tutti gli abitanti della Pianura Padana (nonostante la lega se ne sia appropriata). Siccome non tutti i padani sono leghisti, cerchiamo di non continuare a usare le loro espressioni errate. La tua frase, anche se sono sicura che tu sia cosciente della differenza tra le due espressioni, sembra dare quell’impressione.

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