4. Espressioni

Terra di notte

La terra di notte,
dall’alto di un aereo decollato per solo andata,
era inaspettatamente piccola

luccicava di lacrime, la ragnatela luminosa:
incroci annodati delle vie e dei vicoli senza uscita e senza speranza;
occhi colorati delle finestre senza tapparelle,
sempre tristemente vigili, sempre falsamente vivi
[da giovane,
scappavo di notte, di soppiatto, per osservare la città…
per sentirmi meno sola e più accompagnata]

piccoli lampi mi facevano venire il torcicollo:
era mia madre che, camminando avanti e indietro,
benediva la nostra casa con il sale delle sue lacrime tardive
[lei sapeva più di me, io credevo di sapere tutto]

e quando, prima ancora
di far atterrare sulla terra altrui,
la mia carne timbrata e pagata profumatamente,
con l’unico bagaglio smarrito e mai più ritrovato
[i ferri per fare la maglia, il libro di un poeta morto suicida
e una piccola immagine sacra rubata a mia madre]
pensavo di sorridere all’alba sbagliando direzione,
in realtà,
strizzavo l’occhio al tramonto illusa di non vedere più la notte.

Dal libro “Terra altrui” (Samuele Editore, 2012)

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