4. Espressioni

Chiacchere da Ufficio Comunale

Marco Paolini – Matematica e razzismo

Ieri ho sentito pronunciare più o meno la stessa matematica dalla bocca di un impiegato di un Comune italiano – sposato con una donna tunisina – mentre si riferiva agli arabi che vogliono andare in Francia soltanto per godere del generoso sistema sociale di quel paese.
Ha esordito con un «a loro interessa soltanto essere mantenuti dallo Stato. In Francia non cambieranno mai la macchina…terranno per sempre la loro Renault 4…mentre nel loro paese hanno il Mercedes!».
Ogni due settimane io lavoro in quello stesso Comune, e mi è accaduto altre volte d’incrociare il disinvolto impiegato in questione, non avendo tuttavia avuto occasione di intrattenere siffatte chiacchere da ufficio pubblico (nei bar, ancor meglio se dopo un bicchiere o due, di solito si filosofeggia più in alto).
«E tu, da dove vieni?», dice puntandomi con la sua curiosità. Ormai sono avvezzo a tali domande; anni e anni di esperienza non documentabile mi permettono ora di poter psicanalizzare anche l’interrogatore più solerte sul portato pregiudicante di domande di questo genere. «Sono nato in India», replico, scandendo e accentuando bene il “nato”.
«E che sei venuto a fare in Italia? Di questi tempi dovresti pensare bene di tornare in India!».  Stavolta  mi controllo e non parto in quinta per tediare l’impiegato con le conseguenze reali (e taciute dai compiaciuti portabandiera dello sviluppo economico di stampo occidentale) di quella tanto decantata “crescita”.
«Vivo in Italia da ventuno anni», continuo a suggerirgli. «Credo che non sarebbe facile per me di fare l’immigrato in India». Finalmente vedo un po’ di lume nelle manifestazioni  morfologiche dei suoi pensieri. «Ah! Infatti hai detto che ci sei soltanto nato in India».
Avevo ottenuto la riflessione che avevo cercato di suscitare; tuttavia in quello stesso istante mi è sembrato di essere diventato per lui un soggetto meno interessante, e finalmente (o purtroppo?) venivo inquadrato nel mio vero ruolo in quell’ufficio. «Allora, dimmi un po’. Come faccio a portare qui la mia suocera dalla Tunisia? All’ambasciata italiana le hanno rifiutato il visto per turismo….ad una povera vecchietta che vuole soltanto venire a salutare i propri nipoti!».

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2 thoughts on “Chiacchere da Ufficio Comunale

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