1. Le parole sono importanti!

Fare il “Ramadam” e ascoltare “l’Iman”

Di Rabii El Gamrani

Gli italiani davanti alla complessità della lingua araba si sono premuniti, mettendo le mani avanti e targando qualsiasi cosa risulti loro incomprensibile come: “Arabo”.

Eppure ci sono lingue molto più complesse e dalla pronuncia ancora più improbabile rispetto alla lingua del Ḍād (l’arabo viene chiamato così perché è l’unica lingua al mondo che contiene questa consonante, una specie di D molto rafforzata.).
L’“avversione” nei confronti dell’arabo è al quanto bizzarra.
L’italiano accanto allo spagnolo e il portoghese sono sicuramente le tre lingue romanze che sono state maggiormente influenzate dalla lingua araba. Il vocabolario italiano e i vari dialetti, soprattutto quello siciliano e genovese, contengono a bizzeffe dei lessemi di etimologia araba.
La penetrazione di arabismi nell’ italiano è avvenuta in un periodo storico in cui gli arabi giocavano un ruolo chiave nella scacchiera geopolitica del mondo. Il dominio sulla Sicilia e sulla penisola iberica, la forza mercantile nel Bacino Mediterraneo ed oltre, il grande movimento di traduzione in epoca Abbaside dal greco e dal latino verso l’arabo, poi dall’arabo verso le lingue neolatine, movimento che contribuì a salvare la filosofia greca dall’essere definitivamente persa, ecc. Tutti questi sono fattori che hanno permesso che i lemmi arabi andassero a colmare dei vuoti semantici di cui fino ad allora l’Italiano soffriva.
Il lessico arabo è entrato di diritto in tutti gli ambiti, da quello scientifico a quello politico, da quello artistico a quello agricolo .
Non è chiaro quando gli italiani hanno alzato gli scudi nei confronti della lingua araba, ma parrebbe che questa avversione sia avvenuta nel periodo delle incursioni piratesche dei turchi nelle coste italiane. Gli Ottomani parlavano giustamente turco e non arabo.

Arriviamo ai giorni nostri e cominciamo con lo sfatare qualche mito: sembra incredibile, ma turchi e iraniani non sono arabi. Non si dice Ramadam bensì Ramadan, e se il Venerdì vado alla Moschea è per ascoltare il sermone dell’Imam e non dell’Iman.
Finché sono delle persone comuni a commettere questi errori si può chiudere un occhio, ma quando giornalisti e intellettuali, con cuor leggero, si permettono queste distrazioni linguistiche, il fatto diventa grave, e denota non solo una certa incompetenza in argomenti di cui hanno la pretesa di disquisire, ma anche una sorta di altezzosità nei confronti di una lingua che fornisce loro espressioni in mancanza delle quali ci sarebbe solo il vuoto.

Nemmeno i nomi arabi (e non solo) hanno molta fortuna presso gli italiani, è facile trovare un Rabii ribattezzato Roberto, un Abd Essalm Abele e un Ibrahim Abramo.
Quanto ai giornalisti la storpiatura dei nomi di politici e artisti, sportivi e delinquenti è all’ordine del giorno.
Solo i cinesi si rivelano più furbi degli italiani.
Ho conosciuto molti studenti cinesi, ragazze e ragazzi, avvisati da questa inevitabile condanna alla rimozione dei loro veri nomi, si presentano direttamente con un nome italiano, risparmiando agli italiani lo shock fonetico, e a se stessi la seccatura di vedersi battezzare con un nome non da loro scelto.
Ho conosciuto Rebecca, Giulio, Jessica, Francesco….e forse sono stato uno dei pochi a sapere che Rebecca si chiamava Fu Lou, Giulio: Bo Wang, Jessica: Heylin Sheng, e Francesco? Non mi ricordo proprio, aveva davvero un nome impronunciabile.
Ramadan Mubarak a tutti.

6 thoughts on “Fare il “Ramadam” e ascoltare “l’Iman”

  1. I cinesi ovunque vadano si danno un nome locale. Nel 2005 ero in Erasmus a Lione e ho conosciuto molti cinesi che si davano un nome europeo. Quanto al “parli arabo” credo sparirà presto. Quand’ero piccolo molti dicevano “lavoro come un negro” per dire che lavoravano duro. Ora non si usa più . Quanto al Ramadan il correttore automatico di word 2007 lo dà in modo corretto. Così mi sono evitato uno strafalcione su questo articolo http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2012/07/23/news/col-ramadan-c-e-chi-fa-affari-d-oro-1.5447787

  2. Ottimo post. Breve, chiaro, intelligente… Il finale è semplicemente fantastico. Siamo contenti di averti con noi Rabii

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