1. Le parole sono importanti!

ISLAMICAMENTE parlando…..

Un contributo per la Stanza degli Ospiti di Moulay Zidane El Amrani.
“The Satanic Verses” di Salman Rushdie era un romanzo modesto del sottogenere “fantastico”, ma la “Fatwa” dell’Ayatollah Khomeini che decretò la condanna a morte dell’autore, nonché la spropositata indignazione popolare di certa opinione pubblica musulmana che ne seguirono, scaturirono un grande battage mediatico trasformando paradossalmente il libro in un best seller tradotto in decine di lingue e l’autore in una star mondiale iper-protetta. Il romanzo poteva passare tranquillamente inavvertito, non lo ha mai letto neanche Khomeini stesso, ma la protesta diede vita ad una delle più grandi operazioni marketing dell’editoria contemporanea, a costo zero, ma non in termini di vite umane. Il traduttore milanese dell’edizione italiana venne pugnalato sotto casa sua e si salvò, peggior sorte toccò al traduttore giapponese del romanzo che venne barbaramente assassinato.

Anni dopo, un pastore ultraconservatore della Florida, visibilmente affetto da “nevrosi identitaria” e dall’ossessione islamofoba, bruciò alcune copie del Corano. Reazione: apriti cielo. Le furiose proteste di certa opinione pubblica nostrana gli regalò inconsapevolmente un posto al sole. Divenne famoso, le sue interviste gli resero centinaia di migliaia di dollari ed ha scritto anche un libro. Mentre in Afghanistan almeno 12 persone morirono nella repressione delle proteste. E pensare che, seppur con intenzioni opposte, anche i nostri genitori bruciavano le copie consumate e non più utilizzabili dei nostri Corani scolastici, per non buttarle nella spazzatura e per rispetto verso il sacro contenuto.

Sulla stessa perversa scia, un folcloristico ministro italiano, quasi sconosciuto oltre i fantomatici confini della sua Padania, si esibì con una maglietta raffigurante le improbabili, ma ormai famose, vignette danesi e norvegesi sul profeta Muhammad (pbsl). Puntualmente, la smisurata protesta “islamica”, amplificata ad arte dai media, regalò anche la lui per qualche giorno la visibilità internazionale che non si era mai sognato.

Un egiziano italiano, diventato Cristiano di nome e di fatto, ha scritto libri e fatto dichiarazioni di dubitabile attendibilità letteraria ed intellettuale, ma ritenute lesive da un certo Islam, finirono per assumere il grande valore che non hanno e valsero a lui, oltre alla fama e al seggio parlamentare, una scorta ravvicinata di ben dodici poliziotti, molti più di quelli che garantivano la sicurezza del compianto Giovanni Falcone. Il seguito è storia conosciuta.

Ora, puntualmente, si perpetua lo stesso cliché, con la medesima malsana dinamica di “azione e reazione” e con gli stessi devastanti e disorientanti effetti. Un volgare film-spazzatura del sottogenere Trash, diretto da uno sconosciuto cineasta che si autodefinisce “ebreo israeliano” e finanziato dalle solite lobby sioniste e cristiane oltranziste, non lascia dubbi sull’ennesimo intento di inquinare l’immagine del milione di musulmani americani. Tuttavia, sappiamo che il sedicente film non ha conosciuto alcuna distribuzione nelle sale, eccetto poche proiezioni in teatri americani semivuoti, ma il lancio del suo Trailer sul popolarissimo Youtube ha scatenato l’ennesima spropositata protesta. Come previsto dal collaudato cliché: detto, fatto.

Vista la celebrità mondiale che la protesta sta regalando al film, specie con la barbara uccisione dei diplomatici americani, non mi stupirei se dovessi vederlo distribuito su larga scala.

Di questo passo la collettività musulmana rischia di diventare paradossalmente il più efficace trampolino pubblicitario che regala fama e celebrità a chi diversamente non se le sarebbe mai sognate, facendo il gioco del provocatore. “Al-Qaida”, nella sana accezione araba del termine che vuol dire “Regola” è semplice quanto diabolica: “Offendi l’Islam o il suo profeta e certi musulmani ti rendono ricco e famoso”.

Perché molta opinione pubblica musulmana continua puntualmente a cadere in questo tranello della Fabbrica della paura e dell’etnicizzazione del male?

Seppur con minori finanziamenti e maggiori restrizioni e controlli, la società civile musulmana dispone degli stessi strumenti comunicativi e divulgativi di cui dispongono gli anti-islamici, gli islamofobi e quella parte del genere umano a cui la pace provoca il prurito. Usiamoli, queste armi, con la stessa maestria, furbizia e lungimiranza con cui gli usano loro, memori che il nostro sapiente uso del web e dei social network è stato determinante nel successo della nostra Primavera Araba.

Usiamoli per dichiarare, qualora ci fosse bisogno, che l’Islam si difende da solo, non ha bisogno di mani armate e repudia chi assassina il prossimo.

Usiamoli per ricordare, qualora ci fosse bisogno, che malgrado la campagna di persuasione occulta voluta, organizzata e finanziata da grandi lobby internazionali per screditarlo, l’Islam permane la religione monoteista con il più alto trend di crescita e di conversioni al mondo. La fonte non è l’ISTAT talebano, ma l’attento ed attendibile Atlas of Global Christianity 2010.

Usiamoli per sottolineare, qualora ci fosse bisogno, che tutti i film, gli articoli, le vignette, le dichiarazioni e le attitudini cosiddette lesive, ledono l’Islam quanto un topolino riesca a ledere una montagna.

La lesione, se di lesione si può parlare, non viene dalle tempeste esterne, ma nasce dalle viscere della montagna medesima ed è quel magma estremista, oscurantista e e spesso illetterato che si agita minando le fondamenta della montagna.

La montagna dell’Islam rimane e rimarrà intatta nella sua bellezza millenaria e il Libro è protetto dal suo Creatore, ma si sa, la montagna partorisce anche i topolini, a volte con in mano il Kalachnikov.

“O gente, vi abbiamo creato da un maschio ed una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Dio, il più nobile di voi è colui che più Lo teme”. (Il Corano 49:13). E Dio si chiama “Salam” perché ama la Pace.

3 thoughts on “ISLAMICAMENTE parlando…..

  1. Grazie Moulay!

    Orgogliosamente e laicamente parlando,
    più che con dei ragazzi che si fanno rapinare l’anima dalla mattina alla sera perchè per quanti soldi si guadagni l’anima si sa non si può comprare e se uno ci crede davvero a vendersela non può che morire dentro,
    mi fanno una rabbia incredibile i leaders quelli che sono consapevolissimi di chi e perchè ci vuole tutti divisi per sesso, per anima, per pelle, per origine, per reddito
    e se ci fossero altre mille “differenze” preparerebbero altre trentamila trappole per dividerci.

    Invece di cadere nella trappola e sottometterci al confrontarci nei nostri lati paranoici,
    perchè se è vero che differenza non c’è di paranoia si tratta,
    invece di farci radiografare in piena crisi economica ed esistenziale, farci affogare nel mediterraneo, farci affamare, farci dissanguare gli uni dagli altri, invece di correre il rischio di offenderci, di condannarci, di abbandonarci…. se è tutto questo che ci vogliono far fare…. perchè non facciamo il contrario?

    Abbiamo solo bisogno di stare insieme. Stare uniti fra popoli, rispettando la pluralità del sentire.

    Non facciamoci più dividere.
    Io penso così.

  2. Che vuoi fare, i cretini ci sono sempre; non tutti hanno la testa sulle spalle; esistono i deliquenti, i truffatori, esistono quelli che rimestano attorno alle religioni;

    Se i musulmani avessero l’indifferenza e la sicurezza interiore dei buddisti e di una parte dei cristiani, queste vicende non esisterebbero.

    Non ci sarebbe islamofobia, per altro diffusissima e della quale non sono responsabili solo gli islamofobi.

    La vicenda dei versetti satanici, vale per gli europei come 10 attentati all’anno.
    Assistere al rogo dei libri, vi assicuro, che è la cosa peggiore a cui si possa assistere.

    Vedere persone che si esaltano bruciando il pensiero, anzichè affrontarlo con un pensiero più forte ed argomentato, è orrendo. Ricorda Fra-Diavolo ed il cardinale Ruffo, di nuovo fra noi.

    Se qualcuno fa un attentato e uccide 100 spagnoli o 100 francesi o 100 inglesi o 100 olandesi e contemporaneamente, il resto della comunità di appartenza ,manifesta la giusta distanza, che problema c’è.

    In Europa abbiamo ampiamente manifestato dissenso nei confronti delle guerre criminali in Irak ed in Afganistan.
    In quste guerre ci siamo infilati anche noi, chi più e chi meno…come se non ne avessimo già fatte abbastanza.

    Islamofobia è il timore del regresso. Pensi che gli Europei ci tengano a disquisire di puro o di impuro, di regole alimentari, di velo o di non velo. Di queste avveniristiche amenità ne avremmo volentieri fatto a meno.

    Gli altri stranieri non ci ossessiono con queste stupidaggini…quando si afferma che Dio è grande, è opportuno assumere l’affermazione con più coerenza; lo smarrimento europeo è totale quando si eleva al divino un cumulo di empiria storica.
    La gastronomia, i vestiti, i gesti , le barbe, i veli nevroticamente gestiti perchè nemmeno un capello sfugga alla presa. Dio è spirito, trascende la storia ed il tempo, non consente agli uomini di assumere i suoi comandi come comandi e null’altro. Non siamo automi. Dio ci rispetta se ci comportiamo come enti pensanti.

    Io sono ateo; ma amo profondamente la religione quando cerca Dio, senza mai trovarlo, perchè Dio è sempre oltre.
    Se lo trovi che Dio è?…non è religione, è scolastica, ripetizione e nient’altro.

    Averroè era un grande filosofo ed un vero musulmano.
    Ma che avete fatto alla vostra religione per ridurla così? Dio si meritava dei credenti così insulsi? Maometto si meritava dei discepoli così stolidi? Dopo il grande Imperatore Moughul Akbar che è rimasto…barbe, veli, e divieti alimentari… come traviare una grande religione e ridurla al grottesco.

    Ci vuole tempo, pian piano i pretesi Musulmani, diventaranno tali.

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