3. Specchio

Piccoli spazi di informazione interculturale crescono in rete

di Marina Morani, studentessa alla Scuola di Giornalismo, Media e Studi culturali della Cardiff University. Pubblicato su Cittadino Globale

La realtà vista attraverso i nostri media mainstream assume spesso una prospettiva sbilanciata che dà una voce e un volto solo ad alcuni, distanziando il pubblico da quelli che vengono considerati “gli altri”. Partita dunque alla ricerca di un modo nuovo di raccontare le storie del nostro presente ho cominciato a chiedermi: come posso conoscere e raccontare il mondo nella sua dimensione locale e globale attraverso le sue molteplici voci, culture, punti di vista e storie. Come rappresentare e restituire voce alla varietà di esperienze e radici culturali di persone con le quali interagiamo, viviamo e condividiamo il nostro presente?
Ho quindi cominciato a esplorare il mondo dei media sul web, o media digitali, alla ricerca di un
modo partecipato, libero e dinamico di fare informazione. Subito ho pensato a Internet come il terreno più interessante da cui partire per scoprire progetti indipendenti. Soprattutto cercavo un’informazione prodotta da redazioni giovani e “diverse” da quelle dei media nazionali, che adottassero  uno sguardo decentrato, e nuove prospettive.
Così ho incontrato e conosciuto diversi progetti sul web ai quali per mia scelta ho accostato l’aggettivo “interculturali”. Sono siti web multimediali di informazione – di solito nel formato di blog o video blog collettivi – che nascono dal bisogno di far sentire quelle voci che nei media italiani non vengono fatte ascoltare o al limite vengono filtrate attraverso le parole di qualcun altro. Sono le voci di una società multietnica e variegata, ricca di culture, lingue, religioni e storie. Sono redazioni che diventano piattaforme di ritrovo
per giovani dalle diverse radici culturali, magari che hanno vissuto un’esperienza di migrazione.
Per dirla con le parole con cui si presenta la redazione del Blog Yalla Italia, si tratta di giovani «che nessuno ha trovato il modo di definire: seconde generazioni, nuovi italiani, generazioni 1.5, figli di immigrati, i mille volti che rappresentano il carburante silenzioso, il Paese reale.»
Con loro la diversità culturale diventa un valore, un arricchimento, un’opportunità rivolta alla costruzione di un progetto comune. I media interculturali sul Web sono quindi qualcosa di ben oltre che semplici portali d’informazione e servizi rivolti alla popolazione “immigrata”. L’informazione diventa un’esperienza e una discussione critica e plurale su temi che interessano non solo la società italiana ma a più larga scala l’Europa e il mondo intero.
Lookout.tv, «il magazine con tutti i colori del mondo», ha una ricca collezione di videointerviste che
parlano di progetti e iniziative (inter)culturali, o commentano i temi caldi del dibattito nazionale e internazionale. Ad esempio il punto di vista di un blogger e di una giornalista egiziani sulla “primavera araba”, voci che difficilmente passano sui media nazionali.
A.L.M.A blog, ovvero A.lzo L.a M.ano A.desso, è invece un progetto collettivo nato da pochi mesi grazie al quale scrittori, giornalisti e blogger di varie origini intervengono nel dibattito nazionale.  Uno dei temi caldi è la riforma della legge sulla cittadinanza, ma non mancano riflessioni personali su fede, lingua, letteratura, news su eventi e festival, e c’è anche una rubrica sentimentale intitolata “L’amore ai tempi della BossiFini”.
L’ironia spesso contraddistingue lo stile brillante e a volte irriverente dei media interculturali. I pregiudizi sono dibattuti, smontati e ribaltati, così come fanno i giovani redattori di Yalla Italia nella sezione “s-veliamoci”. Con uno stile acuto e diretto essi affrontano temi controversi come ad esempio il velo nel mondo arabo, o poco esplorati come la moda islamica, o semplicemente «storie straordinarie nella loro normalità» raccontate da chi porta con sé un diverso patrimonio di esperienze culturali, linguistiche e a volte professionali. Le storie nascono dalle riflessioni di chi vive i problemi dell’integrazione tutti i giorni, a
scuola, all’università, al lavoro, nelle realtà associative locali e anche, ovviamente, nelle stesse redazioni. Spesso al centro del dibattito è l’identità culturale, intesa come un percorso in continua costruzione e movimento, un interminabile viaggio, un’esperienza di crescita personale sempre a cavallo tra due mondi o culture.
Decidendo di studiare, mappare ed esplorare i media interculturali sul Web, ho innanzitutto scelto di
guardarli come laboratori di intercultura prima che come portali di notizie. L’informazione interculturale è quindi una finestra sul mondo aperta a tutte le voci che abbiano voglia di raccontare la nostra storia presente collettiva con pezzi di esperienze diverse e prospettive nuove. La realizzazione di progetti come Yalla Italia, Lookout.tv, A.L.M.A. blog e tante altre iniziative, che continuano a nascere e a crescere sul Web, allarga e sfida l’orizzonte dei media nazionali legati a un tipo di informazione spesso ancora incasellata da pregiudizi e luoghi comuni circa “l’altro”. Con le parole della redazione di Yalla, l’informazione diventerà interculturale quando «noi diremo la nostra: non da italiani, o da arabi, o da eurocentrici: semplicemente come nuovi cittadini che appartengono contemporaneamente a due mondi e che si divertono a coglierne gli aspetti più interessanti, contraddittori, ambigui, problematici e, perché no, provocatori.»

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