5. Letture d'altrove

Il primogenito

Il primogenito di “Letture D’altrove” si chiama Mircea Cărtărescu. Arriva dal paese  di Dracula, di Emil Cioran, di Eugène Ionesco, di Mircea Eliade , arriva da Bucarest e di Bucarest scrive.

Decidendo di raccontarvi “Abbacinante. L’ala sinistra”  mi rendo conto che mi metto nella posizione di un predicatore che prima di iniziare la predica decide che non avrà mai discepoli, non per la scarsa qualità della predica,  ma  per la sua difficoltà ad essere capita.

Se siete appassionati di letteratura leggera, di Fabio Volo o di Moccia , vi dico subito che “Abbacinante. L’ ala sinistra”  non è un libro che fa per voi.

Ma vediamo intanto chi è questo professore di letteratura rumena  , sconosciute sotto le nostre longitudini, ma capofila nella sua patria della letteratura rumena postmoderna.  Mircea Cărtărescu è nato nel 1956 a Bucarest, comincia a scrivere molto giovane e presto conosce  la censura imposta dal regime di Nicolae Ceausescu. Nel 1976 insieme ad altri giovani poeti e scrittori anima un gruppo underground di cui Cărtărescu dichiara in un intervista: “Le parole e la poesia erano il nostro modo di resistere, non cercammo mai di essere pubblicati, ma solo di conquistare uno spazio di libertà. L’importante era che ci leggessimo a vicenda,  e cosi che siamo riusciti a sopravvivere”.

Dopo la caduta di Ceausescu, nonostante gli stravolgimenti radicali della società rumena, spazi di libertà esistono e Cărtărescu pubblica romanzi, poesie, teorie letterarie, critiche, irrompe perentoriamente sulla scena culturale rumena e si impone grazie alla qualità dei suoi lavori come una delle voci più straordinarie e innovatrici della letteratura rumena. Scrive e insegna in giro per il mondo.

Torniamo ad “Abbacinante. L’ala sinistra” la traduzione italiana di “Orbitor, Aripa Stàngà”. Questo libro straordinario è il primo atto di una trilogia che Cărtărescu conclude nel 2007 con “Orbitor, Aripa Dreaptà (testo ancora non disponibile in italiano) nel mezzo c’è “Orbitor, Corpul” (anche questo titolo ancora non è disponibile in italiano).

Bisogna avere una grande dose di coraggio per leggere Cărtărescu, come quel coraggio che ha avuto l’ottima casa editrice Voland ¹ nel proporre questo testo al pubblico italiano.

“Abbacinante. Ala sinistra” è un vero “livre-monde” dove la sociologia si fonde con la politica, l’antropologia con la psicologia, la sociologia con la mitologia, in uno straordinario scenario narrativo in cui si passa dall’onirico al reale, dall’irreale al fantasmagorico barocco.

Una verve letteraria travolgente che ha a che fare con la poesia allucinata, con la prosa malata e maledetta, una specie di scrittura mistica che mette a dura prova la pazienza del lettore, ma che lo tiene con il fiato sospeso a contemplare una Bucarest contemporanea e antica, mitologica e veritiera.

“Abbacinante” racconta l’infanzia di un rumeno “Mircea” attraverso il prisma di un mondo fantastico.  Mentre il piccolo Mircea si brucia i piedi sul termosifone contemplando via Stefan Cel Mar dalla sua finestra, mentre la costruzione di un palazzo gli impedisce poco a poco di vedere la sua Bucarest, la storia della sua famiglia è distillata goccia a goccia e con essa la storia della Romania e delle sue genti.

Il Verbo di Cărtărescu è raffinato, tramato con la maestria di uno scrittore che sa la storia, conosce la lingua e indaga la psiche. Non è un libro facilmente raccontabile perché come un sogno lo si può fissare solo attraverso delle immagini caleidoscopiche che riflettono lo spirito tentacolare delle storie in esso raccontate.  I tentacoli stanno per la ramificazione delle tematiche, per quell’ombra mistica, onirica e spesso grave che avviluppa il lettore.

Cărtărescu turba, non fa sconti a nessuno e fila dritto nella sua narrazione fra vocaboli difficilissimi e frasi lunghi e frammentat. Una prosa poetica magistralmente composta.

Lo scrittore rumeno realizza con “Abbacinante. Ala sinistra”  un colpo da maestro  che ripeterà per i seguenti due libri che compongono la trilogia di “Orbitor”. Mircea Càrtarescù non è un caso isolato nel panorama della letterature postmoderna rumena, il paese pullula di scrittori e poeti innovatori. Da Gabriela Adamsteanu a Ana Blandiana da Dumitru Tepeneag a Ilena màlàmcioic e da Nichita Danilov a Matei Visniec (per fermarsi solo ai vivi tradotti in italiano).

Il fatto che la Romania sia stata ospite d’onore della venticinquesima edizione del Salone Internazionale del Libro a Torino, con la presenza di un numero importante di scrittori, poeti, traduttori e editori rumeni la dice lunga sul dinamismo culturale di un paese ancora sconosciuto per la maggior parte dei lettori italiani.

“Prima che costruiscono l’edificio qui di fronte e tutto diventasse opaco e irrespirabile, guardavo Bucarest per notti intere, dalla tripla finestra panoramica della mia stanza in via Ştefan cel Mare. I vetri riflettevano l’immagine dei mie mobili a buon mercato, un sommier di legno giallino, un tavolino da toeletta con lo specchio, qualche pianta di Aloe e di asparagina in vasi di cotto posati sul tavolo; il lampadario con piccoli abat-jour di vetro verde, fra cui uno sbeccato da tanto tempo. Lo spazio giallo della mia stanza diventava ancora più giallo nella profondità dell’immensa finestra mentre io, adolescente magrolino e malaticcio, con addosso un pigiama liso e una giacchetta troppo ampia, passavo interi pomeriggi seduto su una cassapanca a guardare fisso, quasi ipnotizzato, il mio riflesso nello specchi trasparente dei vetri. Sistemavo i piedi sul termosifone sotto la finestra che d’inverno me li bruciava e mi procurava una sensazione ambigua, perversa, subliminale, di piacere e sofferenza”

 

Cărtărescu  Mircea                                         
Abbacinante. L’ala sinistra

A cura di Bruno Mazzoni

PP: 384

Anno 2008

Prezzo € 20,00

1-  Voland ha pubblicato altri due testi di Mircea Càtàrescù: Travesti (2000) e Nostalgia (2003)

 

 

 

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