2. Memorando

Basta ipocrisia. Israele ha ragione!

La rete è piena di messaggi e di testi di sostegno ai criminali integralisti palestinesi di Gaza mentre Israele, ricordiamolo: unico stato democratico e civile dell’area, soffre il martirio.

Per dimostrarvi che bisogna stare dalla parte di Israele vi racconto un storia che mi fu raccontata da un anziano del mio paese, tanto tempo fa.

Una pericolosa Beduina che minaccia la pace e la democrazia

C’era un ricco e potente proprietario terriero che regnava senza condivisione su un piccolo paese di contadini. Chiunque osava dire una parola contro il suo dominio veniva trascinato fuori da casa sua dai suoi servi per essere frustato in pubblico. O addirittura veniva semplicemente eliminato.

Il padrone aveva un figlio bello, alto e prestante che tutto il giorno scorrazzava sul suo stupendo cavallo nero. Il figlio era molto ammirato e temuto da tutti. Era un degno erede per suo padre. Rispetto e timore lo seguivano ovunque andasse. Nessun giovane della contea gli arrivava al ginocchio per intelligenza, bellezza, forza fisica o destrezza nel manipolare la spada.

Il giovanotto aveva però un brutto vizio. Non passava un mese senza che violentasse una ragazza del paese. Le fanciulle si nascondevano al suo passaggio, ma ce n’era sempre una che non faceva in tempo, che non lo vedeva arrivare o che era distratta da qualche lavoro. Allora lui si gettava sulla sventurata, la caricava sul suo cavallo e la portava nei boschi vicini. Dopo un po’ la poveretta tornava in lacrime con le vesti strappate. Ma tutti facevano finta di non aver visto niente, di non aver sentito niente. Eppure la gente di quel paese non scherzava con l’onore e la loro legge era severissima con gli stupratori. Se un contadino osasse disonorare la figlia di un altro contadino, la legge prevedeva addirittura la morte se, come succedeva la maggior parte delle volte, le due famiglie non si mettessero d’accordo per cancellare il disonore con un matrimonio. Invece si sapeva che le ragazze del paese avevano avuto quasi tutte a che fare con il figlio del padrone e le strade pullulavano di bambini che sembravano tutti tirati da uno stesso stampo. Ma nessuno diceva niente. Nessuno o quasi nessuno.

Un giorno ad attraversare la strada davanti al pargolo fu la figlia di uno dei più poveri tra i poveri contadini del paese. Uno che viveva in una piccola proprietà da solo con la figlia cresciuta in una dignitosa povertà e con sani principi. Quando la ragazza si trovò di fronte il cavaliere intento a rapirla non fece solo finta di scappare ma scappò per davvero. Quando dopo un lungo inseguimento questo la raggiunse e la afferrò, non fece soltanto finta di resistere ma resistette sul serio. Lo colpì con tutta la forza che aveva, lo graffiò, gli diede anche qualche morso. Ma l’uomo era veramente forte e agguerrito ai combattimenti corpo a corpo e quindi seppe bloccarla e legarla alla sella del cavallo per portarsela nel solito bosco. Mentre si allontanavano, la gente sentì le grida, gli insulti e le maledizioni che la ragazza lanciava ad alta voce in direzione del signorotto.

Quando la ragazza tornò a casa piena di lividi e con le vesti strappate, il suo padre si presentò davanti ai rappresentanti del consiglio del paese per porre una denuncia e esigere un processo.

Il paese aveva leggi e istituzioni e non poteva non rispettare la forma una volta che qualcuno ha avuto il coraggio di presentare una denuncia. E quindi ci fu il processo. C’era tutto il paese. Il padrone era seduto insieme a suo figlio per mostrare che non aveva intenzione di consegnarlo alla giustizia dei poveracci. Sia l’assistenza che i giudici erano visibilmente imbarazzati. Solo il povero contadino e sua figlia osavano sostenere lo sguardo minaccioso del padrone e del suo erede. I fatti erano successi in pieno giorno e in pieno centro del paese. Tutti avevano visto. Non si poteva negare l’evidenza. Ma chi poteva testimoniare?

Si alzò il più servile tra i servi del tiranno e cominciò a esporre i fatti. Iniziò il racconto dicendo: “Stavo uscendo da un negozio in centro quando ho incrociato il piccolo signore che dava un passaggio a quella poveraccia ingrata sul suo bel destriero. E quella invece di ringraziare lo malediceva e lo insultava. Ha osato persino dare del ‘bastardo’ al figlio dell’uomo più onesto e più onorato della nostra comunità. Ve lo immaginate?”

Allora d’un colpo la sala si animò e tutti cominciarono a inveire contro la ragazza. E quello che doveva essere il processo contro lo stupratore diventò contro la stuprata che ha osato maledire, insultare il figlio benamato del padrone, mentre le stava insegnando le buone maniere.

E io che sono per la legalità e per la democrazia e la civiltà dei potenti, dichiaro qui e di fronte al mondo intero che Israele ha ragione. Israele è la vittima! Se violenta il popolo palestinese da 60 anni, è solo per il suo bene. Ma quei maleducati di Gazaoui, solo perché sono rinchiusi in quella gabbia e costretti a morire lentamente, non possono permettersi di lanciare i missili. Anche se. come i colpi e i graffi della ragazza, i loro poveri razzi non rigano nemmeno la corazza dello stato caserma. non è giusto! 

Ma ciò che è peggio, è che Gaza osa opporsi e insultare il figlio beniamino dei potenti di questo mondo che tanto si spendono in giro, poverini, a insegnare la democrazia con i bombardieri. E questo né io, né tutti i democratici per bene di questo mondo, a quel ammasso di beduini testardi e arretrati, glielo possiamo perdonare.

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8 thoughts on “Basta ipocrisia. Israele ha ragione!

  1. —-Messaggio originale—-
    Data: 20-nov-2012 2.3
    lun 19-nov-12, fsm ha scritto:

    WORLD FEDERATION OF TRADE UNIONS

    Class oriented – uniting – democratic – modern – independent!

    FERMIAMO IL MASSACRO DI ISRAELE CONTRO I PALESTINESI

    16 de noviembre de 2.012

    Solo nelle últime 48 ore l’ esército israelíano, via terra e via mare, ha attaccato più di 156 obiettivi nella Striscia di Gaza. Un nuovo círcolo di orrore e sangue si è scatenato causando conseguenze mortali per il popolo palestinese, che da ormai molto tempo è víttima della política imperialista di Israele e dei suoi alleati, gli USA e la NATO.

    Il ministro israelíano della Difesa, Ehud Barak, ha posto in marcia più di 30.000 soldati per portarli a Gaza. Secondo le últime informazióni più di 10 camion che transportano carri armati e veícoli blindati si sono piazzati verso detta área.

    Da parte loro i governi degli USA, Germania, Gran Bretagña, Francia e Canadá hanno distribuito apertamente a metà l’ aggressività israelíana colpevolizzando in eguale misura l’ agressore e le víttime.

    La FSM denuncia, nella maniera più piena possibile, gli attachi assassini d’ Israele contro la Striscia di Gaza. Una volta di più la Federazióne Sindacale Mondiale non rimane neutrale di fronte al vergognoso massacro attuale contro i palestinesi che meritano uno stato palestinese con le frontiere del 1967 e con la sua capitale nell’ est di Gerusalemme.

    Questa attuazióne aggressiva contro il popolo palestinese, che forma parte della generale scalata di aggressività imperialista nel Medio Oriente contro Siria e Irán, deve finire immediatamente.

    Chiamiamiamo le organizzazioni sindacali del Mondo a esprimere attivamente la propria solidarietà con la lotta del popolo palestinese e a reclamare l’ immediata fine di questo massacro contro di esso.


    COMISION DE COMUNICACIONES
    FSM EQUIPO COLOMBIA

    visitenos en:
    http://www.fsmcolombia.org
    Facebook/Federacion Sindical Mundial

  2. la soluzione ideale sarebbe un solo paese democratico in cui vivano due popoli, rispettandosi.
    siccone ciò non è stato possibile, allora va bene la soluzione due popoli e due stati ma lo devono fortemente volere sia gli USA, sia i paesi arabi, altrimenti crescerà sempre più il terrorismo da esntrambe le parti

    • La soluzione 2 paesi per 2 popoli è più irrealizzabile che mai. L’unica uscita possibile dalla crisi è di considerare tutti quanti come degli esseri umani portatori degli stessi diritti ad una vita dignitosa, alla sicurezza, alla casa, all’acqua…. su tutto il territorio storico della Palestina e per tutti i popoli che ci vivono : arabi, israeliani, armeni, drusi, musulmani, ebrei, cristiani…
      Solo questa è secondo me la via d’uscita. Il che vuol dire, è questa la cosa più difficile, mettere da parte tutta una classe politica da una parte e dall’altra che ha costruito il proprio potere sulla guerra, sull’odio, sul progetto di Gerusalemme solo ebraica o solo musulmana o solo cristiana…etc.
      Ma fin qui sono tutti sogni. La realtà oggi sono i massacri e l’embargo e questo bisogna gestire in qualche modo.

  3. Capisco la rabbia, ma mi vien da dire: non farebbero meglio ad abbracciarsi e lasciar perdere le armi? In sessanta anni di guerra non hanno ottenuto altro che farsi inutilmente del male. A che serve? Non spenderebbero meglio i loro soldi a costruire case ed ospedali anziché razzi e carri armati?

    • Questi sono sogni. La realtà sono i massacri.
      è vero che in un conflitto, perché ci sia, la pace deve essere voluta da tutte e due le parti. E in questo caso gli estremisti palestinesi non semplificano le cose.
      Ma è vero anche che quando un uomo di cento kili è seduto sopra un altro che pesa 40 kg e lo sta massacrando di botte, un tantino di responsabilità in più ce l’ha quello che ha il rapporto di forza a suo favore.
      Quello sotto può anche smettere di sputare e di insultare, può voler la pace con tutto il cuore, ma fin che l’altro non avrà deciso di mollare, continuerà a ricevere botte all’infinito.

  4. Non riesco ad intravedere soluzioni che nascano dal dialogo e dal commpomesso: troppo radicati sono gli estremismi di entrambi gli schieramenti, parte dei quali fondati sul fanatismo religioso. In parte i veri responsabili siamo noi europei dato che la questione israelo-palestinese poggia le sue fondamenta sugli esiti del colonialismo britannico e sulle conseguenze dell’olocausto. Chissa’, magari l’UE dovrebbere concedere di diritto permessi di residenza a tutti i palestinesi e loro discendenti. La storia offre molti esempi di popoli cacciati dalle proprie terre, basta non andare lontano nel tempo e nello spazio e vedere come nelle citta’ costiere dell’Istria e della Dalmazia quella che era la popolazione autoctona italiana sia stata semplicemente spazzata via. Quale reazione si dovrebbe avere? Nessuna, la storia decide per noi a meno di non voler pagare un prezzo altissimo nel tentativo di sovvertirla. Istriani e Dalmati hanno trovato rifugio nel resto d’Italia ed altrove ma i palestinesi sembra non volerli nessuno (se non come cittadini di serie B) ! La famigerata umma musulmana ( tra l’altro il 98% delle vittime dell’islamismo sono mussulmani) sembra non esistere per loro. Stride vedere quel fazzoletto chiamato Israele ed abitato da 7.5 milioni di persone riuscire a tener testa a piu’ di 100 milioni di musulmani (quelli dei paesi limitrofi): che sia tutta una commedia? Sembra che a qualcuno convenga che la questione palestinese sia condannata all’eternita’, pena la perdita del piu’ prezioso motivo di ricatto “psicologico” nei confronti dell’Occidente. Israele ha il 20 % di popolazione araba (prevalentemente islamica), forse Gaza dovrebbe essere altrettanto capace di accettare e tollerare la presenza del 20% di ebrei nel proprio territorio, alla fine il processo osmotico permetterebbe il superamento di confini geopolitici e mentali. Altrimenti ( poco politicamente corretto) l’unica soluzione e’ quella di armarsi e partire, le Nazioni si sono sempre fatte e disfatte nel sangue, se alle parole dovessero seguire i fatti Israele dovrebbe gia’ essere stato nebulizzato da tempo ( malgrado la sua tecnologia e gli amici americani): un uomo ed un AK 47 possono fare comunque danni enormi, e quanti uomini avrebbe la Palestina ! Ma nessuno sembra avere interesse a chiudere il sipario e terminare lo spettacolo….

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