5. Letture d'altrove

“La ballata di Dante” o dove gli asini parlano e gli uomini raccontano


Alcuni libri sono come la donna o l’uomo della nostra vita, prima o poi la/lo dobbiamo incontrare.

qualche anno fa assistetti ad un incontro con il professore Antonio Mellis, docente di letteratura ispanica alla facoltà di lettere di Siena e profondo conoscitore del Sud America, il tema dell’incontro era la letteratura indigena. Il professor Mellis, con la sua consueta efficacia, stilò una lista di autori che secondo lui meritavano di essere letti e compresi. Fra i testi da lui suggeriti c’era “La ballata di Dante” del peruviano Eduardo Gonzàlez Viańa. Qualche giorno dopo mi precipitai in libreria per comperarli e ne trovai solo alcuni,  “La ballata di Dante” non c’era.

Un paio di mesi fa, mentre giravo nel mercato dell’antiquariato ad Arezzo lo trovai su una bancarella di libri usati e, con la nostalgia di chi incontra la donna della sua vita, finalmente divenne mio.

Ed eccomi qui che lo sfoglio mentre scrivo queste righe, come per dirgli che sto parlando di lui. I libri hanno non solo la bocca, ma anche delle orecchie e un cuore.

Con questa lettura non pretendo “sdoganare” la letteratura latino-americana che ormai gode di un prestigio collaudato e conta numerosi premi Nobel della letteratura, fra cui anche il peruviano Mario Vargas Llosa. Tuttavia, una parte importante della produzione letteraria che arriva da quella zona del mondo rimane sommerso, e il lettore conosce tutto sommato solo quei pochi nomi che per un motivo o un altro sono entrati nel grande circuito di distribuzione.

Eduardo Gonzàlez Viańa racchiude in sé una tripla “identità”, innanzitutto è un indigeno da parte paterna, poi è un peruviano  e alla fine è un migrante.

Nato nel 1941 a Pacasmayo sulla costa settentrionale del Perù, Viańa ha girato mezzo mondo fra Europa, Africa e Medioriente (era presente in Iran durante la caduta dello Shah) prima di stabilirsi da una ventina di anni a Selem nell’Oregon, e da questa località invia periodicamente a un ampio circolo di lettori, fra cui il sottoscritto, l’email “Correo de Salem” che contiene osservazioni pungenti sulla società statunitense.

Lo stesso “El corrido de Dante”, titolo originale dell’opera, è ambientato negli Stati Uniti e la narrazione inizia proprio da Salem, dove il protagonista Dante Celestino, un immigrato clandestino messicano, apre la sua modesta casa per la festa della Quinceańera¹ della figlia Emmita che compie 15 anni. L’atmosfera festosa animata da amici e cantanti rigorosamente appartenenti alla comunità ispanica di Salem viene bruscamente interrotta perché la ‘non più piccola’ Emmita sceglie proprio quel giorno tanto atteso dal padre, in cui “Echa la casa por la ventana”², per scappare con il delinquentello Johnny Cabada.

Disorientato e triste Dante Celestino decide di partire alla ricerca della figlia a bordo di un vecchio furgone con un insolito compagno di viaggio, incontrato lo stesso giorno della fuga della figlia, l’asino Virgilio e sono queste le parole che sigillano questa amicizia: “L’amicizia tra l’asino e l’uomo iniziò come inizia quella tra un naufrago e un albero su un’isola deserta, cominciò mentre Dante si dirigeva verso Salem con il furgone, il veicolo che anni addietro aveva rimesso in funzione nell’officina della ditta in cui lavorava. Per strada si rese conto una volta per tutte che era solo al mondo, e che l’unico che era capace di ascoltarlo era Virgilio.”

Virgilio non solo ascolta, ma parla anche in un linguaggio che solo Dante può capire ed è anche lui un immigrato, ha attraversato le frontiere con la famiglia Espino, i suoi vecchi padroni prima di perdersi nei meandri degli Stati Uniti: “L’importante è di sapere come mai  gli Espino decisero si entrare in questo paese portandosi dietro un asino, quando tutti sappiamo quanto pesano le paure e la miseria che ci portiamo tutti dietro dall’altro lato. La verità è che tutti noi avremo voluto portato con noi l’asino, la casa, l’orgoglio pubblico, l’osteria e gli amici, ma venire in questo paese è come morire e bisogna portare solo quel che abbiamo addosso, oltre alle speranze e alle pene.”

Speranze e pene che Dante trascina nel lungo viaggio che lo porta da Salem fino a Las Vegas alla ricerca della figlia. E’ un romanzo On the road dove sfila uno dei ritratti degli Stati Uniti meno conosciuti, quello degli immigrati latinoamericani, soprattutto quei clandestini che sono costretti un’intera vita nell’illegalità senza nessuna possibilità di uscire dall’ombra.

Dante, in una magistrale narrazione, alterna momenti di esilarante comicità ad evocazioni di una tenera tristezza. Al volante del suo vecchio furgone, mentre percorre la vastità degli Stati Uniti, racconta le sue peripezie, la sua vita a Sahuayo in Michoacan, la storia d’amore con Beatriz, le rocambolesche avventure per entrare clandestinamente negli Stati Uniti, la fatica e lo sfruttamento sul suolo americano, il ricongiungimento con Beatriz dopo anni di solitudine e nostalgia, la morte di quest’ultima e la nascita di Emmita.  Viańa attraverso una moltitudine di personaggi che corredano il suo romanzo “offre un’immagine vivace delle contraddizioni che attraversano la società statunitense, nel suo miscuglio singolare di ultramodernità  e di provincialismo esasperato. Lo fa impiegando strumenti squisitamente narrativi, costruendo una trama avvincente, ricca di colpi di scena e di personaggi stravaganti e indimenticabili”. Queste parole sono del professor Mellis che ha scritto una straordinaria prefazione alla traduzione italiana dal titolo “Un uomo e un asino politicamente scorretti”. Anche Viańa arricchisce ogni capitolo del suo romanzo, per un totale di 28 capitoli, con titoli poetici che hanno la valenza di preparare il lettore a ciò che lo aspetta. Il finale hollywoodiano de “La ballata di Dante” rispecchia la natura di una società violenta dove le armi sono maneggiate con estrema facilità, ma mettetevi l’anima in pace, è un  “Happy end”.

Attraverso questo dolce, poetico, cantato e avventuroso romanzo, Viańa discute di tematiche tremendamente attuali come l’immigrazione clandestina, lo sfruttamento degli immigrati, il razzismo nella società americana, il conflitto fra genitori e figli  all’interno della comunità dei migranti che non riescono a condividere gli stessi valori e lo stesso modo di intendere la vita, le condizioni che spingono gli uomini a lasciare la loro patria, l’opportunismo della società ospitante… E sono tutte tematiche trasportabili sotto altri cieli, quello italiano compreso.

“La ballata di Dante”, uscito nel 2007 per Gorée Edizione, ha vinto diversi premi negli Stati Uniti e non solo, fra cui Il Premio Internacional Latino De Novela e il Premio Memoria Cultural, è ormai un libro cult fra i lettori ispanici negli Stati Uniti e anche la sua traduzione inglese ha avuto una calda accoglienza.

L’approdo dello scrittore peruviano nella lingua italiana inizia ancor prima della sua traduzione nella lingua di Dante, i nomi dei suoi protagonisti parafrasano la Divina Commedia a significare il loro viaggio fra i tre stadi dell’aldilà.

Eduardo Gonzàlez Viańa è il diretto erede di quella straordinaria traduzione culturale inaugurata nel Perù dal gruppo avanguardistico noto come “Grupo Norte”. Il gruppo, nato nel 1915 a Trujillo, era inizialmente conosciuto con il nome di “Bohemia di Trujillo”, e si fissava come obiettivo il rinnovo della cultura peruviana spolverando il patrimonio storico e linguistico anteriore alla colonizzazione spagnola e alla sua deliberata volontà di seppellire ogni traccia di quelle straordinarie civiltà che si svilupparono nel Sud America.

L’autore di “Vallejos en los infiernos”  insegna in varie università statunitensi, non ha mai abbandonato lo spagnolo come lingua d’espressione, ed è capofila di quella intellighenzia sud-americana residente negli Stati Uniti che lotta assiduamente per i diritti giuridici, linguistici e culturali degli immigrati nel paese, che una volta offriva un sogno a chi non ne aveva. Appunto, una volta!

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1  Tipica manifestazione della tradizione ispano-americana che consiste nell’organizzare una grande festa per le fanciulle al compimento del loro 15° anno segnando così il loro “ingresso nella società.”

2 “Butta la casa dalla finestra” cioè non bada a spese.

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Eduardo Gonzàlez Viańa, La Ballata di Dante        

Traduzione dallo spagnolo di Lucia Lorenzini

Casa editrice, Gorée Edizione, 2007

Prezzo: 18,00 Euro

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