6. La posta dell'Alma

L’uomo nero, la donna bianca

Un contributo per la Posta dell’Alma di Ouango K Judicael

postadellalmaCosa c’é in quei uomini che possa indurre a tanto dolore? E sinonimo l’Uomo nero di disagio e di orrore per la donna bianca? E la donna bianca, di cosa è sinonimo agli occhi dell’Uomo nero? Cosa induce dunque ad un rapporto che crea la vita e provoca la morte. La vita nella morte, i suoi occhi penetranti, la sua pelle così liscia e morbida. E lei? Così bianca, così diversa dalla donna africana, così lontana, ma così vicina, penetrante, onnipresente. Lui, così, semplicemente così. Una cultura, un valore, una menzogna, una verità, nella coppia mista, l’unica realtà son gli estremi, e con essi, l’amore vive la tragedia, costretto a rinascere dalla rabbia, dalla menzogna, dalla futilità, dalla diversità. Esso è a volte travolgente, povero di ragioni, banale di vedute, tragicamente umano. Nasce dalla voglia di un cazzo nero, o da uno sguardo, dal desiderio di mettere a pecora una bionda platinata, o semplicemente dal bisogno di credere in altro. A volte, dalla disperazione, altre volte, dalla convenienza. Chi sta in basso, non può che guardare verso l’alto, e chi, dall’alto, cerca di mettersi allo stesso livello degli altri, è in realtà ben di sotto. Così, l’Uomo nero cammina con la donna bianca nel paese degli uomini bianchi. Lontano dai suoi usi, dalla sua razza, spodestato della sua dignità di Uomo, colpito nell’anima sanguinante, e alla ricerca disperata di chi possa arrestare l’emorragia. Così, nel paese degli uomini bianchi, per l’Uomo nero, la donna bianca, è il miglior bendaggio. Che lo sappia o no, che lo accetti o meno, l’argine si rompe con l’integrazione tra le cosce, il seme si sparge nella pancia o sulla pancia tracciando i delicati contorni color cremisi sulla pelle di lei, e disegna la pace nei cuori di entrambi. L’Uomo nero deve sapere di essere uno stronzo. Di andare implicitamente ed esplicitamente verso i suoi interessi, spinto, si, è vero dal disagio, spinto, si, è vero, dall’avversità incombente su di loro, ma sempre è, che la donna bianca, è una salvezza, da cui nasce un sorriso, e la speranza. Che stronzo. La donna bianca. Così bella, dinamica, diversa, arrabbiata, confusa, quasi morta. La donna bianca che vede nella sua cultura null’altro che bianco, che ha scoperto di essere stata ingannata sulla sua vita stessa. La donna bianca è triste, abituata alla sua vita ed alla sua società. L’avventura anche se non le è proibita non fa parte dei suoi usi. La vita le è stata preclusa un po’ di secoli fa. Vede in bianco e nero. Il nero dà tutti i colori del mondo per lei. Lui è colui che le mostra che la vita è diversa. Lui è il misterioso, l’Uomo che non parla e che ha valori da cui non vuole recedere, tanti sono state le sue concessioni. Lui, è la via da cui passa l’avventura, con il suo viaggio, ha portato l’aria dell’Africa nei suoi polmoni, e pian piano, espira il caldo soffio della gioia dell’esistenza. Lui fa l’amore in modo diverso, quasi selvaggio, un misto di bestia e di Uomo del futuro, lui, raramente lecca la figa della sua donna, la sua cultura, non lo concepisce. E un Uomo, nel dubbio, scoprirlo, non avrà fine. E un bugiardo. Bugie d’innocenza, bugie di parità, bugie di credito, bugie di vite. L’esistenza viene sconvolta al loro fianco, il sorriso si fa più facile, ma anche la rabbia, l’infedeltà, perde il suo senso, la mente bianca, passa al rosso, poi al verde, ed intanto, non ci si accorge che il tempo passa. Il padre di lei spesso si immagina quel nero immenso su sua figlia dalla carnagione bianca e delicata. Cerca di non pensarci. La madre, sogna dei suoi anni giovani, chissà se lei, con un nero ci sarebbe stata. La sua generazione prende il sopravvento, i suoi valori di brava cristiana le impediscono di esprimere ciò che la sua cultura vorrebbe. Lei, la figlia, si sente diversa, fortunata addirittura. Tanti pianti, troppi, e quanti sorrisi. Forse non abbastanza, forse pochi, ma buoni. La qualità di una vita non può misurarsi, l’intensità di un rapporto è propria e personale solo a coloro che la vivono. L’Uomo nero e la donna bianca. Curioso. Il confronto diventa scontro, le lacrime da una parte sgorgano, i pacchetti di bionde, dall’altra parte si succedono. Perché? Forse se lui fosse bianco avrebbe capito che quando lei, bianca, singhiozza, bisogna andare a consolarla. Forse se lei fosse nera, pensa lui, nero, avrebbe capito che quella non era oltre un’avventura. Eppure, ognuno di loro due si è spinto al di fuori dei confini della propria cultura da cui dipendono sfortunatamente le frontiere della mente, ma la distanza è superiore a quella attraversata da loro, per venire qui. Ognuno di loro, lei, ed anche lui, hanno fatto dei passi avanti, ma il passato di entrambi, li raggiunge. E stranamente, prende il colore del soggetto. L’Uomo nero, torbido e misterioso, la donna bianca, aperta e limpida. Obiettivamente, il nero prende il sopravvento, non parla perché sa quello che vuole, il momento per lui non è oggi, ma domani, e domani, fatalmente arriverà. L’Uomo nero ha lasciato una vita per viverne un altra, ed è il suo vantaggio, ed è la sua debolezza, ed è il suo terribile e temibile segreto. Un segreto che non può condividere, nelle sue concessioni, ha deciso di non ferire, come lo concepiscono nei paesi dei bianchi. Allora mente. La sua natura divisa in due, il suo mondo diviso in due, la sua cultura divisa in molti più pezzi, percepisce la verità come una menzogna, e la bugia, come una carta vincente. L’onesta di chi è ricco, è ben diversa dell’onesta di chi è povero. La sua onestà, è verso il mondo, ma la realtà del mondo dove vivono gli uomini bianchi, a volte, è riservata solo a chi è bianco, o a chi abbia saputo bianchirsi con i soldi. La sua solitudine in modo stolto va verso la rabbia, incanala le frustrazioni di un mondo che gli ricorda ogni giorno la sua diversità ma ama una figlia della loro società. Odia i bianchi ma ama lei. Lei, è bianca, ma … Dannato ma. Lei prende la bugia, la osserva, ne è sorpresa dall’ingenuità, va in crisi, lo sperda si rialza, il corso della borsa sale, e poi, crac finanziario, e tutto crolla. Tutto si rimette in dubbio. Lui nero, e lei bianca, non si rendono conto di essere diversi al di la della diversità, e cercano un terreno solido dove possano fermarsi, mettono in primo piano le culture, ne fanno delle ragioni, erigono barricate, e scoppia la guerra. Il rispetto per l’altro è il loro motto, ma codesto rispetto non ha le stesse consonanze nelle due culture, ed allora, il caos regna, ed ognuno di loro si sente in colpa. Il senso di colpa, straziato anch’esso dai valori e credi, invade lo spazio comune e chiude la banale via della comunicazione. Dal sesso, passano tante cose, il tutto, a volte, li si placca. Il desiderio represso da secoli della donna bianca costretta a subire i loro uomini a comodi loro, e la presenza bestiale, animalesca e tinta di disperazione di coloro che con la pelle nera, approdano a nuove esistenze. L’Uomo nero è partito da casa sua con l’intento di tornare. Pochi ci riescono. Ed allora, la vita di li, ai loro occhi perde importanza, una nuova vita, si disegna sotto i loro occhi. La speranza di tornare, in fondo, rimane sempre. La donna bianca sposa il sogno dell’Uomo nero. Lei, già sa tutto del suo paese, sa tutto delle escort nei palazzi governativi, sa tutto delle segretarie accomodanti dei grandi manager, sa tutto della corruzione del suo sistema, e cambiarlo, sarebbe solo di guadagnato. Lui riesce a cambiare il suo destino, a farla sognare quei spazi grandi ed aperti dei campi africani, a farla desiderare di avere una famiglia numerosa da accudire aspettando il ritorno la sera del suo Uomo. Lui, vago e misterioso. capace di tanto amore come non ha mai visto, ma anche di freddezza estrema, peggiore della morte stessa. Loro due, riempiono i loro vuoti a vicenda, ma loro due, sono troppo pieni della materia dell’Uomo. E così, la fusione, è complessa, difficile, pericolosa. Loro due, seguono le regole. Saranno dunque le regole a renderci felici, o saranno i nostri corpi ad esprimersi nel silenzio? Un buon amico che incontriamo per strada è un pretesto per prendere un caffè e farsi due risate. Un ex professore incontrato per strada desta un sorriso e tanti ricordi di cui scegliamo accuratamente i migliori. Loro non ci appartengono. Il nostro compagno, si. La nostra compagna, si. Il diritto di amore va al di la delle regole semplici. Chi ama deve essere pronto ad appartenere, entra in gioco il possesso, da entrambi le parti. La donna bianca, attraverso il suo Uomo, vive la sua propria vita, e l’Uomo nero, attraverso la sua moglie, vive la propria. Un riflesso indotto dalle regole implicite che l’amore ha creato in molte società, quasi la totalità. La cultura dell’Uomo nero, lo porta a mentire alla donna bianca. La cultura della donna bianca, la porta a non capire. Le culture entrambi, sono false, ipocriti, pieni di buchi, e solo buoni ad essere stracciati. L’evoluzione dei popoli non cessa, le culture ci rendono ciò che siamo, le nostre voglie, quelle vere, intime, sono represse, e contano solo, ed esclusivamente, le regole. Sono dunque le regole a fare l’amore o sono gli umani ad ispirarlo? Ogni Uomo è cosciente delle sue azioni, ogni momento trascorso nella vita è importante per noi e gli altri, ogni considerazione deve essere pronta ad essere modificata in base a noi stessi e non a quello che diventiamo. Non c’è, né mai ci sarà un valore universale, tale aggettivo può solo essere attribuito all’essere umano. La donna bianca, e l’Uomo nero. Due perfetti stronzi alla ricerca di quello che a loro manca. Strano, la donna bianca, e l’uomo bianco, la donna nera, e l’uomo nero, cercano esattamente anche tra di loro questo; quello che a loro manca. Ovunque ti giri, troverai chi ha un pensiero diverso dal tuo, un ideologia, delle idee altre, ma un corpo, una mente, un anima, e la facoltà di non scegliere. Troverai un cagnolino intento a difendere il proprio territorio, ringhioso e minaccioso. Ovunque, le persone camminano, investite dalla loro cultura, e quindi in realtà nude, e ridicole. L’Uomo nero capisce la donna bianca, la donna bianca capisce l’Uomo nero, l’unica cosa a separarli, è la loro concezione della vita, l’unica cosa ad averli messi assieme, è la vita stessa. Nell’incrocio delle loro vite, ci sono i divieti, messi dalle culture, imposte dalle civiltà, invalicabili nelle loro menti. Nelle esistenze, c’è la voglia di ricongiungersi, di viaggiare assieme. I segnali nei due sensi sono diversi, chi viene dall’Africa, incontra tanti semafori e stop, chi dall’Europa, viaggia su una corsia preferenziale a tre vie, con la priorità su tutti e tre. Il riscontro delle loro vite è la magnificenza, la passione, l’estremo. La limpidezza e la chiarezza della donna bianca diventano stranamente oscurità e comicità. La bugia non nasce dall’Uomo ma dalle sue impostazioni, la verità è quello che siamo, e la trasparenza a volte è troppo buia. Il cammino comune è quello di due esseri umani, e quello prescinde dal colore. Entrambi sono sporchi, sudici di valori, dipendenti da forze immani ma umani, gettati nella mischia dell’arena con solo un ascia e senza scudi. Schiena contro schiena, potranno sopravvivere, ma alla fine, il re chiederà un solo vincitore, e così sarà. La concezione. Che strana cosa. La società. Che brutta cosa. Deve esistere, nasce dalla promiscuità, deve perdurare, la solitudine non è una soluzione, ma deve sparire, per far posto ad un unico valore. Che facilmente gli ottimisti chiameranno amore, i pessimisti, possibilità. Il tradimento è una brutta parola, inammissibile, straziante, deludente. L’Uomo che rinuncia alla propria cultura tradisce dunque? L’Uomo che rinuncia alla propria patria tradisce dunque? L’Uomo che preferisce piatti stranieri tradisce? L’Uomo che fa l’amore con altri tradisce dunque? Non sono punti di vista, ma verità di cui ognuno di noi ha la risposta. Le regole. Un insieme di sbarre, la reità, spaventosa ma meravigliosa. L’ammissione a se stessi della povertà stessa dei rapporti che si vivono è un passo importante. Impoveriamo le nostre relazioni, aldilà delle nostre culture. Il rapporto non riguarda l’Uomo nero e la donna bianca, riguarda ogni rapporto e relazione condizionata da ciò che siamo, riguarda ogni nostro principio basato su un credo. Né l’Uomo, né la donna, sono colpevoli. Di colpe, non ce ne sono. Di soluzioni, molte, pressoché tutte, impensabili. Fare il vuoto nella mente può provocare la caduta irrimediabile verso la follia. L’argine determinato da valori fragili come la carta igienica è necessario a chi nella vita ha avuto bisogno di qualcosa in più dell’amore stesso per vivere. Una vita delineata da obiettivi e da tempi. L’Uomo nero non conosce tempo, la donna bianca si, nei loro appuntamenti, arrivano sempre in ritardo. Un po’ di lui, un po’ di lei, e la diversità prende forma in un cerchio perfetto, di loro, basterebbe solo l’umanità. Donna o uomo che siano, essi convergono in una direzione unica, in una vita iniqua. La bilancia quando si rompe, generalmente pende da un lato. L’Uomo non è un oggetto, non pende mai, la cosa la più importante, deve essere il tempo, che scorre tra lacrime e scopate, o che passa, nella monotonia del niente. I muri invisibili dei valori non impediscono all’anima di vedere ciò che è fuori, la ragione cerca di ragionare lo spirito, andare fuori può essere pericoloso sussurra, e nel mentre, si muore. E dopo, solo terra, con o senza valori, con o senza melanina, con, o senza grassi, brutti, o belli che siano. Fine. Ritorno dall’inizio. Chiudo gli occhi, e faccio finta di essere uno spirito che osserva l’Uomo. Li riapro, e vedo tanti spiriti intenti ad osservarmi. Giudizio. Tutti giudici, tutti virtuosi. Il premio va al meglio della società. Volevo dire della classe. Fine. E questa volta, lo è veramente.

Ouango K Judicael

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