4. Espressioni

Nuovi italiani a Sanremo, fra sacro e profano

Angelo_OgbonnaMusica Maestro. Va pensiero. E posati sui Nuovi Italiani. Ma non sulla cresta di Balotelli. Il momento è solenne, meglio Angelo Ogbonna, che è educato e ben si addice al palco di San Remo. Ma ormai il pensiero è andato e strada facendo si è fatto pensieroso e pone delle domande. Che sta succedendo? Dov’è il confine fra sacro e profano? San Remo, San Valentino e San Pietro sono sulla bocca di tutti. Sant’Iddio tutto sembra molto sacro, ma siamo in pieno carnevale. Saranno mica maschere tutte quelle vesti imporporate, gli eccentrici copricapo fluorescenti e le scarpine rosse? Non può essere, c’è solo grande movimento perché finito San Remo comincia il conclave. Chi lo condurrà ancora non si sa. Esclusa la Littizzetto. Non ha il contegno per non sfigurare in un concistoro. Lui, Ratzinger, dopo tante preghiere e ritiri spirituali ha trovato il modo di rimanere nella Storia. Quando il tuo predecessore è un gigante del calibro di Wojtyla sei condannato all’invisibilità. Devi inventarti un atto clamoroso se vuoi finire in prima pagina. E allora che poteva fare un Papa così dimesso? Ma ovvio, dimettersi. Tutto il resto è chiacchiericcio, roba da pagine interne. Come quest’uscita di Totò Cutugno rivolgendosi a Ogbonna: “C’è uno come te che gioca nel Milan, si chiama Balotelli”. E il pensiero riprende ad andare. Scusi, Totò: ma come te in che senso?

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