5. Letture d'altrove

Alma donna: Differenze di genere e identità in una classe elementare

C’è chi ha accolto con entusiasmo l’iniziativa di A.L.M.A di dedicare tutta la settimana alle donne, e chi bonariamente ha storto il naso. Capiamo bene le ragioni dei primi e capiamo ancora meglio le motivazioni dei secondi!

Nemmeno noi siamo per i festeggiamenti facili e melensi. Nemmeno noi crediamo che le donne abbiano bisogno che le si dedichi una giornata che incoroni i loro diritti e aspirazioni alla parità. Siamo consapevoli che le feste e le giornate nazionali o internazionali dedicate ad una causa, un diritto o un genere finiscono presto per entrare in quella sfera folcloristica delle commemorazioni che in fin dei conti lasciano il tempo che trovano. Ma l’abbiamo voluto fare lo stesso! Abbiamo voluto non dedicare una settimana alle Donne quindi ad un genere, ma alle scrittrici, alle giornaliste, alle attiviste, alle insegnanti e alle poetesse. A loro e alla loro sensibilità creativa abbiamo chiesto di appropriarsi dello spazio di A.L.M.A, e l’unica concessione che abbiamo fatto e quella a noi maschi di stare in disparte ad ascoltare ed imparare.

Oggi “Letture d’altrove” ospita Marina Morani che ci racconta “Bomba liberi tutti” un documentario girato nella scuola elementare Galileo Galilei (Pistoia) che attraverso lo sguardo degli alunni, maschi e femmine, si interroga sull’identità soprattutto quella di genere e dimostra come gli stereotipi di cui le  società sono impregnate impediscono la realizzazione dell’Essere femminile o maschile che esso sia.

Buona Lettura.

Rabii El Gamrani

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di Marina Morani

bombaliberitutti“Vorrei giocare a calcio ma non sono portata. Vorrei inventare canzoni rap ma è da maschi.” Con queste parole appuntate su una piccola coccarda in occasione della giornata dell’8 marzo una alunna di quarta elementare confida le sue passioni. Un’altra bambina esprime il desiderio di indossare le tute, quelle “da maschio”, perché sono comode e poi hanno i colori che le piacciono. A un loro compagno, invece, piacerebbe lavorare a maglia, senza essere preso in giro.

Riflettere sulle differenze di genere a partire dai desideri e dalle aspirazioni individuali è solo una tra le tante attività che sono state proposte ai bambini della scuola elementare Galileo Galilei di Pistoia nell’ambito di un progetto educativo sull’identità, in particolare quella di genere.

È proprio da un vivace percorso di riflessioni e analisi critiche intrapreso dalle insegnanti con i loro giovani alunni che è nata la realizzazione del documentario Bomba libera tutti, vincitore del premio Immagini Amiche venerdì 1 marzo a Milano.

Il documentario di Pina Caporaso e Daniele Lazzara ripercorre le attività svolte dalla classe quarta A in forma di piccoli gruppi di discussione con l’obiettivo di riconoscere e discutere gli stereotipi di genere che ancora alimentano i meccanismi narrativi di tanta pubblicità e letteratura per l’infanzia. Le osservazioni e le domande dei bambini coinvolti nel progetto mostrano una capacità sorprendente di leggere attentamente e con interesse quelle immagini che propongono rigidi modelli maschili e femminili limitando la possibilità di una molteplicità di aspirazioni, scelte, colori, passioni e modi diversi di costruire la propria identità.

Come viene raccontato in apertura al documentario – visibile su Youtube – il progetto educativo nasce dalla sfida lanciata con la domanda di una alunna che arriva “come una doccia fredda” durante un’attività a scuola sul mondo dell’arte : “Maestra, ma l’artista può essere anche femmina?”. Il disagio iniziale dell’insegnante di fronte all’osservazione non scontata di Matilde diventa l’occasione per iniziare un’avventura didattica che comincia con l’analisi di storie. I bambini rendono evidenti, con la loro curiosità e i loro commenti, il radicamento di stereotipi e la costruzione di differenze di genere perpetuate dai media e ancora in molti casi radicati nel vissuto quotidiano della nostra società.

In una delle attività filmate i bambini leggono e commentano in gruppo alcuni racconti che hanno come protagonisti personaggi animati spesso imprigionati a ruoli e comportamenti di genere stereotipati. Tuttavia, nella seconda parte della storia la narrazione rovescia la situazione iniziale e offre ai personaggi la possibilità di vivere un finale aperto a nuove possibilità di vita familiare e affettiva in armonia con le proprie aspirazioni e interessi.

La vivacità delle discussioni dei piccoli protagonisti intorno al tema dell’identità di genere di cui c’è sempre bisogno di parlare e con cui si deve riflettere per giocare e re-inventare, sembra ricordare un pensiero di Jean-Marie Domenach che parafrasato potrebbe diventare: “imparare non è sapere di più ma pensare diversamente”.

Marina Morani

Bomba liberi tutti. Stereotipi e differenze di genere in una classe delle elementari. Un documentario di Pina Caporaso e Daniele Lazzara.


http://www.bombaliberatutti1.blogspot.it

e-mail: bombaliberatutti1@gmail.com

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