5. Letture d'altrove

Una fiction per togliere le “Fette di salame”

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Forse follia. O forse coraggio. Agli spettatori l’ardua sentenza riguardo alla fiction Fette di salame promossa da Surus, l’associazione non profit piacentina che vuol salvare una valle, una comunità, un’integrazione tra popoli.

La valle, quella piacentina, del Trebbia, soprattutto, ma anche le altre, perché soffre di silenzio, aggrappata al suo glorioso passato quando Hemingway la presentava come una delle più belle valli del mondo. Una comunità e qui non vi è un’ubicazione precisa, anche se le sequenze sono girate a Piacenza. È solo una questione di dettagli, gli stessi problemi si affacciano anche nelle altre città. Un’integrazione tra popoli, popoli che convivono sul territorio italiano e non sempre si capiscono. E non è una questione linguistica.

Follia o coraggio perché il casting è composto da dilettanti che interpretano se stessi o ciò che vorrebbero essere. Così qualcuno appare legnoso, come se la telecamera avesse inamidato il proprio essere, qualcun altro fissa l’obiettivo troppo spesso, altri ancora sembrano siano nati per recitare. Nel complesso, però, il risultato è sorprendentemente positivo anche perché questi giovanissimi attori hanno come voce guida solo quella di Paolo Guglielmetti, regista per passione e fotografo di professione.

L’azzardo del progetto, tuttavia, non si ferma nella scelta degli interpreti, ma anche dei temi. Integrazione, problematiche giovanili, lavorare i campi quando tutti lavorano appoggiati sull’asfalto delle grandi città, l’aspirante giornalista, straniero, curioso e volenteroso, la ragazza italiana, benestante, ma stufa di vivere dentro le regole della bambagia, l’immigrato di seconda generazione che non si sente più parte della cerchia dei suoi connazionali, ma nemmeno di quella degli italiani. Tutti, nessuno escluso, però, hanno in comune una cosa: le fette di salame sugli occhi. I pregiudizi, consapevoli o inconsapevoli, che distorcono la realtà.

La sensibilizzazione del pubblico la si vorrebbe attraverso la rete; infatti, la fiction è disponibile su youtube e pare che la corsa verso il raggiungimento del pubblico stia andando molto bene: già nei primi giorni la puntata è stata visualizzata da oltre duecento persone.

Se la sono cavata bene i ragazzi, sostiene Paolo Guglielmetti, «li ho visti essere molti interessati a far parte del raccontarsi, l’aspetto tecnico che a loro è nuovo può avere un po’ “spaventato” ma ho ricordato loro che stiamo partendo da zero, su tutto il fronte, di esperienza non ne hanno alcuna e che quindi scena dopo scena acquisteranno sicurezza. E, principalmente, l’obiettivo è quello di essere il più naturali possibile.»

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