1. Le parole sono importanti!

Arte della convivenza e scienza comparata del dolore

Di Tahar Lamri

Quando un eletto gode del diritto di parola da una tribuna, la sua parola è armata e se chi ascolta pensa che le parole siano senza peso o senza conseguenze, che spieghi allora ai parenti di un morto le ragioni di questa morte.

Dire, come fanno tanti politici senza scrupoli, di una comunità che è l’origine dei mali, insultare questa comunità, associare gli immigrati alla delinquenza e la delinquenza alla presenza degli immigrati, punire una comunità per i fatti di un singolo, dare per colpevolezza certa un sospetto, è alto tradimento della legge e della Costituzione. E’ offesa al lavoro delle forze dell’ordine. E’ un insulto al paese nel suo insieme.

Non è la presunta stranezza dello straniero che mette in pericolo i valori della costituzione, è il razzismo che ne mina le fondamenta. Sarebbe bene per la salute di tutti che i politici si ricordino ogni tanto dei loro doveri e non considerino la piazza pubblica, bene comune, una passerella per le loro passioni distruttive o il loro commercio della paura.

Le parole inquinanti, tossiche o che hanno un seppur vago sentore di esclusione o di separazione, dovrebbero essere messe al bando in una società dove l’intercultura non significa affatto assenza di cultura o cultura altra ma il nucleo di una cultura sempre negoziata e proiettata al futuro dove l’ecologia verbale è un diritto-dovere dei cittadini. Tutti i cittadini senza esclusione alcuna.

Silva, Leonora e Lavinia. Tre donne vittime di violenza ...

Silva, Eleonora e Lavinia. Tre donne vittime di violenza …

Sbaglia pesantemente quindi, a mio avviso, il deputato, nonché responsabile nazionale Nuovi Italiani PD, Khalid Chaouki, a scrivere come ha scritto l’11 setembre 2013 nella sua pagina FB, cito: “Capisco perfettamente il dolore e la rabbia per l’ignobile uccisione della dottoressa di Bergamo da parte di delinquenti di origine indiana, ma mi piacerebbe s’indagasse e ci s’indignasse in egual misura dell’orribile uccisione e abuso di cadavere nei confronti della giovane ragazza di origine rumena o della ragazza di origine brasiliana .. Entrambe vittima del delirio di due insospettabili padri di famiglia (italiani)” (fine citazione).

La dottoressa di Bergamo ha un nome e un cognome: Eleonora Cantamessa. Quante volte ci siamo indignati perché i giornali hanno omesso nomi e cognomi di immigrati vittime di atti razzisti? Eleonora si era fermata per prestare soccorso a un ferito e non c’entrava nulla con le risse fra quelle persone. Il discorso di Khalid Chaouki qui non è dissimile da tanti altri discorsi che ci fanno infuriare e indignare. Discorso facile, fatto forse per raccogliere una manciata di “Mi piace”, dico questo perché conosco bene Khalid e conosco le sue battaglie.

La dinamica interculturale non è una scienza di dolore comparato né una surenchère né tantomeno un noi e un loro e quel (italiani) messo così fra parentesi personalmente non lo posso accettare. Presento le mie scuse e le mie più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici di Eleonora.

Inna Lillahi wa inna ilayhi ragiu’un

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