4. Espressioni

Un corno…

DISUGUAGLIANZA
Un corno che siamo tutti uguali,
qualcuno molto in sù, ha deciso impudicamente
che un tot di pasta deve essere consumata,
che il televisore deve stare in ogni casa e non si semina
il finocchietto selvatico nel vasetto sul balcone…

ci consuma, in anticipo, l’ansia del renditomentro
che non può sapere
da quanti anni sono in dieta (in)felice, ma irrinunciabile.
Sono libera di non essere libera di scegliere
un libro che manca in biblioteca civica,
accettare un caffe da uno sconosciuto,
senza l’ansia di spiegare che “oggi non ho gli spiccioli”,
degradante lo sconto messo sullo sconto della vita,
vendesi tutto, comprasi poco, scambiasi molto,
corpo a peso, cervello a etti, pazienza a pezzi…
La mia carne un corno è uguale alla tua!
E, vestita del mio capotto di seconda mano,
metto nelle tasche bucate le dita congelate perché
questo è l’ordine per non scoprire che l’uguaglianza
è come il vino preggiato che sa di tapo.

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4 thoughts on “Un corno…

  1. alcune licenze poetiche:sedicenti scrittori scrivono in una lingua non propria e sbagliano l’ortografia,è un errore o una ricchezza..?
    Il bimbo che impara a scrivere e sbaja le doppie, per esempio,va corretto o lodato per la sua diversità
    Pregiato
    Tappo

  2. La ringrazio moltissimo e devo confidarle che la ultima correzione è stata fatta da un italiano. Faccio un sospiro di sollievo: sono cresciuta abbastanza….

  3. Mi ricordo… Tanti anni fa, quando facevo ancora l’insegnante. Mi ricordo di un bambino che, in francese, era fortissimo in ortografia. non sbagliava mai un accento né una doppia. Ancora meno una tripla.
    Faceva il saputello. Si atteggiava a piccolo maestrino e sgridava gli altri perchè scrivevano “gron” invece di “grand”. Oppure “balon” invece di “ballon”.
    Un giorno chiesi alla classe di raccontare o inventare una storia breve. Una cosa buffa immaginata o realmente accaduta. Tutti finirono la loro storia dopo un po’. Lui rimase lì a scarabocchiare segni sulla copia brutta. Nervoso, arrabbiato con sé stesso.
    Sapeva usare le lettere, metterle insieme per formare parole, sempre giuste. Ma non aveva niente d’interessante da dire. tranne fare il piccolo saputello… poverino.

  4. Se qualcuno ti fa notare un tuo minimo errore, ci sono tanti modi di reagire. Puoi dirgli che è una abitudine tutta italiana trasgredire le regole. Poi sfidalo in una gara di conoscenza di una terza lingua. Puoi proporre una maratona a chi riuscirà a recitare a memoria più poesie nella propria lingua madre. Oppure parlare a lungo usando solo congiuntivi, vediamo se regge. Ma forse ridere e passare oltre è la reazione piu’ clemente/generosa nei suoi confronti.

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