1. Le parole sono importanti!

No. Morire da migrante non è eroico

Barche dei migranti. Foto:  C. A. Clerici

Barche dei migranti. Foto: C. A. Clerici

No, non c’è nulla di eroico nell’immigrare. No, non c’è nulla di eroico nell’affrontare la morte in mare. Nessuna madre può approvare un tale gesto.

Madri senegalesi, marocchine, tunisine si sono riunite in associazioni e nelle lacrime e nei cuori stretti, là nel sud del mondo, e riceverebbero questa frase “sono morti tredici eroi” di Fabrizio Gatti come un insulto e un incitamento ad altri giovani a rischiare il mare. Il mio amico Mandiaye Ndiaye, tornato in Senegal, dove ha fondato una compagnia teatrale dopo 20 anni di teatro in Italia, mi disse, dopo una tournée in Europa con alcuni suoi attori: “La mia più grande realizzazione e gioia è di aver fatto capire a questi giovani che si può andare in Europa e tornare dall’Europa con l’aereo”. Aver attraversato il deserto assieme agli immigrati facendo il giornalista, non è immigrare. E’ un’altra cosa.

Tahar Lamri

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