1. Le parole sono importanti!

Fra i sussurri e le grida dell’integrazione

Rosa Louise McCauley Parks (1913-2005),

Rosa Louise McCauley Parks (1913-2005),

 A proposito del dibattito suscitato dalla lettera di Raymond Dassi, una riflessione.

     Quando il pensiero si compromette con il simulacro della realtà e del pragmatismo, non è più pensiero ma compromissione e abdicazione, specie su temi mobili come quelli dell’immigrazione. Avere un ministro dell’integrazione con un passato migratorio non significa, per il semplice fatto di averlo, che si deve installare un senso di sazietà e un senso di compiuto.

Gettare il discredito su ogni protesta tacciandola di irreale, utopica o inopportuna perché fuori da un certo quadro d’onore e di disciplina – richiesto a colui il quale vengono affidate funzioni pubbliche, non al cittadino che chiede giustizia – e considerare ogni appello ai principi di giustizia una sorta di disfattismo equivale a invitare al silenzio. A un silenzio infame che lascia pensare che tutto è stato fatto e che non c’è più nulla da chiedere.

C’è una parte dell’umanità che non ignora nulla della vergogna di essere uomo, sono forse quei trentasei giusti che Dio mette in ogni generazione per non cedere alla tentazione di distruggere il mondo, come ci racconta il Talmud. Questi uomini traggono da quella vergogna di essere uomini la forza e la fierezza di battersi contro il senso comune per una semplice idea di giustizia. Questi uomini, armati dalla loro semplice utopia, hanno salvato più uomini di qualsiasi realista, di qualsiasi uomo d’onore e di disciplina. Martin Luther King e Rosa Parks provavano certamente questa vergogna di essere uomini e il loro gesto è stato il gesto del Profeta che dissacra e disconosce per poter dire la parola che interrompe il discorso muto e totale. La parola decisiva che ci strappa dal dubbio per avvolgerci con la più affascinante perplessità e ci rende finalmente liberi. Julien Benda rimproverava agli intellettuali di aver tradito i loro ideali mettendo la ragione al servizio dello sragionare delle masse, di tradire cioè la loro posizione universalista, il valore della giustizia e la democrazia, e dedicarsi invece sempre più a “passioni politiche”: da decenni, il fior fiore di questi intellettuali cerca di dimostraci la presunta stranezza dello straniero, del suo vestire e del suo agire piuttosto che dimostrarci che è il razzismo, invece, che mette in pericolo i valori della democrazia. Da decenni, i politici, nuotando nelle acque torbide di questo quadro fornito da questi intellettuali, cercano di dissuadere gli stranieri a essere stranieri anziché i razzisti a essere razzisti.

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5 thoughts on “Fra i sussurri e le grida dell’integrazione

  1. Bellissima questa poesia di Tahar Lamri, inarrivabile scrittore immigrato, grande teologo dei concetti che iniziano con “inter”, di cui inter-cultura, inter-religione ecc… L’ho quindi letto modestamente, con tutto il rispetto che si deve ai teologi. Devo dire che nel suo testo i concetti volano così alto che è difficile per noi terresti vederli. Parlavo umilmente della costituzione Italiana, opera democratica, fatta da umani, con pretese edonistiche terrestre, terreni, mondani! Evocare il “Talmud” costituisce di fatto, uno spostamento del confronto su sfere a me inarrivabili. Tuttavia, la solo la teologia parla di cose che non si vedono. Il mio piccolo chiedeva semplicemente di parlare alla Ministra con “onore e disciplina”, rivolgendo a lei richieste coerenti con la sua funzione. Dicevo che chieder a lei di andare a firmare una petizione, le faceva fare la figura dei “ferreristi” che pur stando al governo con Prodi, manifestavano in piazza contro il Governo di Prodi. Questa situazione paradossale, è meglio che la vivano gli altri, non la Ministra Cécile Kyenge e nemmeno gli altri Ministri. Occorre essere davvero un teologo singolare, per dedurre da questa mia posizione, un atteggiamento finalizzato a “invitare al silenzio”. Quando mi mandate un articolo nel quale dite qualche cosa di positivo sulla nomina di Cécile Kyenge a ministro, io vi mando indietro un messaggio di gradimento. Se in tutto e per tutto, voi vedete nella sua nomina solo cose negative, allora potete andare avanti con la vostra teologia, che tanto è sembra destinata a fare la fine degli insegnamenti di Zaratustra!

    • Il Talmud sarebbe l’esegesi della Torah e cioe’ il tavolo della legge Mosaica…..comunque riportiamo il confronto della questione in essere sui piani della contemporaneita’. Caro stimato Ray, mi dovresti sostanziare al meglio il tuo ragionamento attraverso un ‘argomentazione logica quale, riconosco davvero le tue capacita’ nel momento in cui ritieni di volere confutare retoricamente. Ti prego di non liquidare la questione con un linguaggio politico. Certo, lo so anch’io che esiste la semantica politica ma, credimi non e’ il nostro caso……….parliamo anche dell’ ALLEANZA DEI POPOLI come una piattaforma dialogante in prospettiva, direi di si’ . Ma fuggire non. Anzi questo confronto dovrebbe venire fuori con tutta la sua topologia letteraria.. Aspetto la tua risposta.

  2. Buongiorno signor Lamri!

    Mi può spiegare chi sono questi signori e perché pensano che andare nel mondo a spezzettare le persone il cui pensiero non collima con il loro sia una scelta condivisibile?


    Leader of Largest Rebel Group in Syria: Let’s Bring Back Omayyad Caliphate & Crush the Magi’s Heads

    Grazie!

    p.s.:

    -sono allergica e straziata dal maschilismo italiano e a colpo d’occhio mi pare che gli altri maschilismi siano ancora peggiori. Lo dico per spiegare che sono un po’ prevenuta, direi quasi razzista nei confronti degli uomini e quindi la prego di usare parole adatte e magari dichiarazioni di voci femminili o maschili purchè anti-maschiliste per favore, cioè di cui io possa essere certa che stanno lottando contro le ingiustizie per davvero, se le conosce e se riesce a trovare la misericordia di rispondermi.

    -sono anche allergica e straziata dalla classe dominante, quindi mi scusi se poco, ma vorrei sentire se possibile le voci del popolo, quello consapevole di strada vissuta, non delle classi sopraelevate perchè queste ultime stanno ampiamente dimostrato senza smentirsi sopratutto in questi ultimi due anni e in ogni modo loro possibile di essere inaffidabili e tristemente traditrici dei popoli.

    Grazie infinite.

    Valeria Sonda

  3. Caro Raymon, ma perché continui a spostare la questione su Cécile Kyenge mentre le risposte si riferiscono a te, a ciò che hai detto tu e non a una dichiarazione di Kyenge o di un indagare sui lati positivi e negativi della nomina di Kyenge? Non è il tema, non è lo scopo, quindi non puoi aspettarti un articolo nel quale si dice del bene di Kyenge, per il semplice motivo (questa volta semplice e non talmudico o dell’Antico Testamento o di Zaratustra) che sono le tue parole a essere oggetto di queste risposte e non le parole o la funzione o la nomina della ministra Cécile Kyenge. Sempro che ti si chiariscano i termini del dibattito che ha lanciato proprio tu. Prima di leggerti, non avevo mai pensato che certi “intellettuali” potessero essere scontenti di avere CèCile Kyenge come ministro né di volere il suyo posto. La lettera di Igiaba scego, scritta sul tono piano della confidenza, l’ho letta come una lettera da sorella a sorella e l’invito di Bitjoka l’ho visto come un rivolgersi a una di noi, senza animosità né invidie. Teologicamente io ho sorvolato queste questioni, mi sembravano un po’ gratuite. Ma, a mio avviso, la tua richiesta a Otto Bitjoka di rivolgersi a Cécile Kyenge, parafrasando la Costituzione, con “onore e disciplina”, l’ho letta come un invito a tacere, specie perché l’articolo dal quale tu estrapoli l’espressione chiede “onore e disciplina” agli eletti non agli elettori. La teologia, quindi, qui serve a rimettere le pendules à l’heure. Tutto qui.

  4. Condivido la lettura di Tahar, la questione non e’ la ministra ma, la sostanza e la forma del contenuto della risposta di Raymon. A mio avvio, abbiamo una necessita’ filosofica di fondo, nel promuovere un vero confronto sulla vacuita’ elaborativa degli immigrati in italia. Ogni tentativo viene sempre bollato con processo d’intensione, il che non giova. Vorrei e spero di potere organizzare presto un pubblico dibattito, sotto forma di convegno sul nostro impegno nella nuova italia, la nostra capacita’ progettuale e nonche il protagonismo dei singoli in uno scenario davvero interessante per le prospettive del futuro prossimo. Scusate il mio non e’ una dialettica delle dicotonie noi-loro ma, una cosciente consapevolezza del ruolo che possiamo assumere, come vettore di un eventuale cambiamento in essere.

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