Vite infrante sulle muraglie della fortezza Europa

Operazione Mare Nostrum: il danno collaterale

Immigrazione: Mare Nostrum, tutti i mezzi in campoLeggendo delle numerose “fregate” che l’operazione Mare Nostrum impiegherà per pattugliare meglio il canale di Sicilia mi è venuto spontaneo associare fregate a fregature. Non so se sarà o meno una fregatura, ma l’idea di qualcosa di sopra le righe, di trombonesco e in definitiva di sola mi è rimasta. Quest’armata brancaleone, infatti, che perlustra il mediterraneo da terra e dall’alto dei cieli con tanto di droni, predator, elicotteri, radar ad infrarossi e non so quante navi tutte battezzate con nomi di santi sa tanto di parata. Una messinscena ad uso e consumo dei media e del popolo bue. A testa di questo esercito si colloca ovviamente Letta. A dispetto dei mezzi bellicosi messi in campo il comandante in capo Letta ci tiene a sottolineare che si tratta di missione umanitaria. Non abbiamo ragione di dubitare delle sue buone intenzioni, rassicurati anche dalla sua aria bonaria da maresciallo in congedo, ma è chiaro che con tutta la ferraglia sputafuoco dispiegata ora nel Mediterraneo nessuno oserà più navigarci. L’effetto deterrente, a mio avviso, sarà così efficace che finirà per convicere non solo gli scafisfisti e i profughi a cercarsi altre acque e altre rotte, ma anche banchi di sardine e delfini a girare alla larga. Solo qualche squalo temerario oserà d’ora in poi farsi vedere da quelle parti. Ed in ogni caso la sua pinna non sfuggirà ai binocoli dei militari appostati sulle navi e in agguato sugli elicotteri. Dovremo abituarci ad un futuro senza più profughi e senza più fritture di pesce misto. E non mi sembra poco come danno collaterale.

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4 thoughts on “Operazione Mare Nostrum: il danno collaterale

  1. Ciao!

    Vorrei a proposito segnalare questi due articoli:

    http://terrasantalibera.wordpress.com/2013/10/17/4074/

    Siria: i mercenari-terroristi jihadisti violano l’accordo del cessate il fuoco per evacuare i civili e sparano all’impazzata, mentre l’agenzia Adnkronos si rende loro complice

    Siria: i mercenari-terroristi jihadisti violano l’accordo del cessate il fuoco per evacuare i civili e sparano all’impazzata.

    Siria: i terroristi mercenari jihadisti hanno violato l’accordo del cessate il fuoco per evacuare i civili, sparando all’impazzata contro i soldati dell’esercito siriano in zona densamente popolata, a Muaddamiet al-Sham, periferia di #Damasco.

    L’accordo prevedeva il cessate il fuoco nella zona di Muaddamiet al-Sham, permettendo all’esercito di garantire l’evacuazione sicura di migliaia di civili intrappolati nell’area e usati come scudo umano da parte di uomini armati.

    Ma stamattina, 17/10/2013, hanno aperto il fuoco contro l’esercito arabo siriano nel punto di passaggio durante il trasferimento della popolazione, con gli spari provenienti dalla direzione Sina’a, dove sono presenti i terroristi. Forse speravano in una nuova strage per poi incolpare l’esercito siriano, ma la reazione misurata e mirata delle forze armate siriane ha impedito il peggio.

    L’attacco ai soldati ha comunque provocato il ferimento di dieci soldati, di cui tre in gravi condizioni.

    A testimoniare l’accaduto è stata Madre Agnes Mariam de la Croix, affermando: “Nonostante questo attacco contro la postazione dell’esercito, con RPG e fucili di precisione, l’esercito non ha risposto all’attacco per paura di mettere in pericolo la vita dei civili in quel momento in movimento verso il punto di passaggio”.

    Madre Agnese ha fatto sapere che il governo siriano ha fornito tutto il necessario per un’evacuazione sicura per le persone di al-Muaddamieh, tramite l’accordo con il Ministero degli Affari sociali, il governatorato di Damasco, la Mezzaluna Rossa e la Croce Rossa.

    Da sottolineare che una settimana fa, in collaborazione con gli enti e le organizzazioni sopracitate, si è riusciti a portare in salvo 3000 donne e bambini, trasportandoli in centri d’accoglienza.

    ~

    L’agenzia Adnkronos si rende complice dei terroristi jihadisti.

    L’agenzia di dis-informazione Adnkronos distorce invece i fatti, dando una versione completamente opposta, ricevendo le notizie probabilmente da fonti vicine al terrorismo internazionale alqaedista.

    Una vera vergogna per il giornalismo il fatto che non vengano verificate le notizie e si prendano per buone quelle pervenute da fonti terroristiche jihadiste, che molte volte sono state scoperte come false e artefatte a scopo propagandistico.

    Di seguito il ritaglio della notizia falsa diffusa da Adnkronos oggi.

    ADNKRONOS-FALSE-NEWS-20131017

    .

    FONTE

    This page at http://terrasantalibera.wordpress.com/2013/10/17/4074/

    http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20131015/manip2pg/14/manip2pz/347178/

    I preziosi doni di Letta a Obama
    RUBRICA – Manlio Dinucci

    Essere ricevuti alla Casa Bianca equivale oggi, in Occidente, a quello che un tempo significava essere ammessi a corte. Il gran giorno per Enrico Letta sarà dopodomani, quando verrà accolto dal presidente Obama. Portando in omaggio preziosi doni. Lo si capisce dal comunicato della Casa Bianca. Anzitutto «il Presidente e il premier Letta sostengono entrambi la Partnership transatlantica per il commercio e gli investimenti».
    Il progetto di una Nato economica, voluto dalle multinazionali e grandi banche Usa, al quale il presidente Napolitano, lo scorso febbraio alla Casa Bianca, ha espresso incondizionato appoggio ancor prima che l’accordo sia scritto e ne siano valutate le conseguenze per l’economia italiana (soprattutto per le pmi e le aziende agricole). Altro tema dell’incontro sarà «la cooperazione Usa-Italia nella Nato». Ossia la cooperazione italiana alla presenza di comandi e basi militari Usa, cui si aggiungono le strutture Nato sempre sotto comando Usa. Letta assicurerà Obama che il Muos di Niscemi sarà completato, nonostante l’opposizione popolare. Gli assicurerà che l’Italia resterà nel programma del caccia statunitense F-35, comunque si esprima il parlamento. Lo testimonia il fatto che, nonostante la Camera (26 maggio) e il Senato (16 luglio) abbiano impegnato il governo a non acquistare caccia F-35 senza che il parlamento si sia espresso nel merito, il 12 luglio è stata consegnata all’impianto di Cameri la fusoliera del primo F-35 «italiano» e, il 30 luglio, il Pentagono ha ordinato alla Lockheed Martin i primi 6 dei 90 F-35 che l’Italia acquisterà. A un prezzo ancora da definire: nel budget 2014 del Pentagono, i primi 29 caccia costano 219 milioni di dollari l’uno, che salgono a 291 compresi sviluppo e collaudo.
    Terzo tema dell’incontro quello delle «comuni sfide in Nordafrica e Medio Oriente».
    Letta assicurerà Obama che l’Italia, oltre a restare in Afghanistan quale «nazione quadro» dopo il 2014, si occuperà in Libia di ricostituire esercito e istituzioni e di disarmare le milizie. Non a caso, tre giorni prima il ricevimento di Letta alla Casa Bianca, il suo governo ha lanciato la «missione militare umanitaria», il cui scopo dichiarato è rendere il Mediterraneo «un mare sicuro». Obiettivo dell’operazione, dichiara il ministro della difesa Mario Mauro, è quello di «triplicare la nostra presenza, in termini di uomini e mezzi, nell’area sud del Mediterraneo, per una missione militare-umanitaria con lo scopo di contenere la crisi dovuta in parte alla situazione di ‘non Stato’ in cui si trova la Libia».
    Le stesse forze aeronavali, usate nella guerra che ha ridotto la Libia a un «non stato», vengono ora mandate a «contenere la crisi» che ne è derivata. Si strumentalizza la tragedia umana provocata dalla guerra, di cui le ultime stragi nel Mediterraneo sono solo la punta dell’iceberg. I salvataggi dei naufraghi, sotto gli occhi delle telecamere, servono ad accreditare l’idea che occorre potenziare le forze armate, sempre e ovunque impegnate in «missioni umanitarie».
    Se il vero scopo fosse salvare vite umane, non si userebbero navi da guerra, costosissime e non adatte a tali operazioni, ma si creerebbe una apposita task force civile. Scopo reale della missione, che triplicherà la presenza militare italiana nell’area sud del Mediterraeo, è rafforzare la strategia Usa/Nato in Nordafrica e Medio Oriente. Sulla missione «umanitaria» Obama loderà Letta sotto gli occhi delle telecamere. Quelle che ci mostrano le tragedie del Mediterraneo, invece, tra non molto si spengeranno. E altri barconi affonderanno in silenzio.

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