Vite infrante sulle muraglie della fortezza Europa

Diciotto tunisini e una pecora

Di Pina Piccolo

 

Naufraghi Candida Karima

che mai aveva visto il mare

o sofferto nostalgia di terra

Paura aveva sì

Dei lupi che scendono a branchi

Per soddisfare la pancia

Inclemente che da dentro

Ti morde

Neppure questi lupi mai li avevi visti

Grigi in volto nella divisa grigia

Dalle sprezzanti mani che giudicano

E separano e abbattono

Complici neghittose al sacrificio altrui

Ti dilaniano non avendo

Mai gustato

Morbidezza di lana

Dolcezza di latte

Nenia di belato

Che la notte nella barca

Scioglie cuori raggelati

Nell’attesa.

 

Pina Piccolo 2011

One thought on “Diciotto tunisini e una pecora

  1. Non so se vi ricordate l’episodio a cui è ispirata questa poesia. Circa un anno e mezzo fa arrivò una barca a Lampedusa con diciotto tunisini che si erano portati dietro un a pecora per poter dare il latte al bambino che si trovava a bordo. Appena arrivati, il giorno dopo le forze dell’ordine uccisero la pecora in ottemperanza alle leggi sull’importazione clandestina di animali…

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