1. Le parole sono importanti!

Il non razzismo facile. E la facile immaginazione.

Di Elisabetta Libanore

 Basquiat

Basquiat

Sappiamo bene ormai che i vari social network, in primis l’amato facebook, sono un adorabile palcoscenico per – paradossalmente – esibirsi senza esporsi, dal momento che permettono di postare e commentare e discutere di qualsiasi argomento senza doverlo per forza approfondire e – ahimè – talvolta senza neanche conoscerlo.

Ma veniamo al dunque: tante volte leggo di premurosi post che, dal pulpito della buona creanza, difendono appassionatamente gli appartenenti a razze non italiane, presenti sul territorio, distinguendoli più – mi pare – per colore che per una loro essenza o personalità.

A me pare talvolta la difesa un tantino asettica, dettata piuttosto dal dover essere: dover essere antirazzista, perché così è se vi pare, indipendentemente dal contesto o dai fatti. A priori. Anche quando in realtà non si ha concretamente molto a che fare con gli individui non appartenenti alla propria etnia.

Non che tale difesa sia di per sé un male, intendiamoci. Anzi. I tempi stanno cambiando e possiamo per fortuna ammettere che in quanto a convivenze multirazziali siamo messi meglio che in passato.

Vorrei però comunque chiedere,

a tutti i non razzisti facili

a tutti i pronti paladini di coloro che chiamiamo immigrati

– come se difenderli fosse, a priori, il loro impiego principale:

ma voi,

avete mai scambiato due parole con ‘gli stranieri’?

avete mai condiviso con almeno uno di loro un pasto – quel momento di grande intimità e condivisione, comune a tutte le culture e non di meno a quella italiana?

avete mai con almeno uno di loro condiviso un letto – un’ora di riposo su un materasso o una intera notte di calore umano e affetto e / o sesso?

"Coppia di amanti"  Otto Mueller

“Coppia di amanti” Otto Mueller

avete mai ad almeno uno di loro domandato come stai? Cosa provi? E soprattutto, perché?

Sono stufa di questo buonismo facile, predicato da un salotto di casa tutto italiano, in un qualsivoglia quartiere italiano, multietnicamente su misura per italiani, invaso da locali italiani pieni di italiani, dove – vi chiedo ancora – avete mai invitato un non italiano a bere qualcosa in allegria?

Non basta distaccatamente difendere una causa, per quanto nobile.

Senza una vera, attuale partecipazione. Senza sporcarsi le mani.

Cerchiamo di riflettere, prima di parlare.

Di vivere e abitare le situazioni, invece di immaginarle.

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2 thoughts on “Il non razzismo facile. E la facile immaginazione.

  1. Bello, anche se l’ utilizzo di quella parola “Buonismo” , lo trovo insopportabile. Qual’ è il suo contrario, il “Cattivismo” ? In ogni caso , condivido l’ idea che senza il contatto diretto non si può dire di essere antirazzisti, e nemmeno, a mio parere, razzisti. Semplicemente non si è “conoscenti” come lo si dovrebbe essere per comprendere , nel bene o nel male.

  2. Cara Elisabetta, sono d’accordo sul quel che dice, però la prego non usi la parola “razze”, è provato, e non da ieri, che le “razze” non esistono. Anche il concetto di etnia oggi è piuttosto labile, ma, ovviamente, ci sono parole che si devano usare per ragioni pratiche del discorso, e su questo non discuto.
    La parola “razza” no, semplicemente perché è una parola morta, e speriamo muoia presto anche il suo concetto e l’immaginario che si porta dietro.

    Elide La Vecchia

    P.s. Se il suo era invece un uso ironico che io non ho colto, allora mi scuso.

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