2. Memorando

Egitto: è morto Ahmad Fouad Nagm, il poeta dei poveri

Ieri, 3 dicembre 2013, l’editore e intellettuale Mohamed Hachem, ha annunciato la morte di Ahmad Fouad Negm. Questo uomo sconosicuto al di fuori del mondo arabo è stato una icona della poesia e della lotta per generazioni di arabofoni che hanno sognato più giustizia sociale nelle loro società.

 

Un destino comune per un poeta fuori dal comune

Nagm

Ahmad Fouad Nagm

Ahmed Fouad Negm è nato il 22 Maggio 1929 a Sharqia, in Egitto, in una famiglia di contadini poveri, i “fallahin”, la vera linfa vitale dell’Egitto. Suo padre Mohammed Ezat Negm, faceva il poliziotto e aveva 17 figli. Come molti poeti egiziani, Negm ha studiato in un kuttab (scuola religiosa) sotto l’autorità della prestigiosa università El-Azhar.

Nel 1938 muore suo padre e il giovane Ahmad si ritrova in un orfanotrofio dove rimane fino all’età di 17anni. Dopo l’uscita pratica vari mestieri umili e comincia a frequentare la resistenza contro il colonialismo britannico.

La coppia artistica Negm-Imam: per la lotta e per la vita

Presto cominciò a scrivere poesia impegnata e a frequentare, nei quartieri poveri del Cairo, artisti, poeti e militanti. L’incontro con il cantante non vedente Sheikh Imam trasformerà la sua vita. La loro coppia artistica (parole di Najm, musica e interpretazione di Imam) dura fino alla morte del cantante nel 1995.

Sheikh Imam

Sheikh Imam

Insieme hanno cantato contro gli inglesi, contro la monarchia… Insieme sono stati nelle carceri degli inglesi e del re d’Egitto. Insieme hanno vissuto e cantato la delusione derivante dal regime nazionalista di Gamal Abdennasser che non ha fatto abbastanza per far uscire le masse egiziane dalla loro povertà. E insieme sono stati in prigione di nuovo. E così via. Sempre incisivi, sempre insolenti di fronte ai potenti di turno. Sempre a sputare in faccia alla tirannia e ad accettare di passare molte anni della loro vita in carcere.

La coppia Negm-Imam è tanto più incisiva e pericolosa perché continua a scrivere e cantare esclusivamente in dialetto cairota, la lingua del popolo, e a vivere da poveri in mezzo ai poveri. A parte alcuni anni in cui sono stati in esilio, in giro per il mondo, non hanno mai lasciato il vecchio Cairo, le sue stradine polverose e sporche e la sua umanità sofferente.

Il poeta in piedi… sempre

Dopo la morte di Cheikh Imam, Ahmed Fouad Negm continua a scrivere e a ispirare le nuove generazioni di artisti coraggiosi, quelli che accettano di rischiare e di tenersi fuori dallo star-system della pop-music egiziana.

Fouad Nagm muore a 84 anni da uomo libero in una Egitto che non ha ancora smesso di soffrire. E, da uomo libero, fino all’ultimo minuto, non ha mai accettato il ricatto della polarizzazione forzata della società egiziana e ha continuato a sputare in faccia sia ai fratelli musulmani che all’esercito.

Ahmad Ismail canta Negm: Qumi ya masr, Svegliati Egitto

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