L'amore ai tempi del Dragone/Varie

L’amore ai tempi del Dragone : Appunti sparsi sulla vita amorosa degli abitanti della Repubblica Popolare Cinese

Puntata 5: L’altra metà del cielo.

Di Serena De Marchi

Una donna Mosuo, Du Zhima, 68 anni, posa di fronte la sua casa nel villaggio di Luoshui, sulle rive del lago Lugu (foto di Dave Tacon)

Una donna Mosuo, Du Zhima, 68 anni, posa di fronte la sua casa nel villaggio di Luoshui, sulle rive del lago Lugu (foto di Dave Tacon)

Circondati da un panorama mozzafiato, tra le altezze dell’altopiano tibetano e alle rive del lago Lugu, al confine con lo Yunnan e il Sichuan, vivono i Mosuo, un popolo che ufficialmente appartiene al gruppo etnico dei Naxi, una delle 55 etnie minoritarie che popolano la Cina.

«Le donne reggono l’altra metà del cielo» diceva Mao Zedong, ma probabilmente le donne Mosuo lo reggono proprio tutto. Quella Mosuo è infatti una delle ultime società matriarcali1 del mondo ad essere sopravvissuta (sebbene attraverso inevitabili adattamenti e compromessi) alla globalizzazione.

Nella società Mosuo non esiste il matrimonio: le donne sono a capo della casa e della famiglia, e anche l’eredità dei beni è matrilineare.

Una delle feste più caratteristiche è quella della danza intorno al fuoco, che celebra l’avvenuto passaggio all’età adulta, e dove giovani uomini e giovani donne si conoscono e s’innamorano.

«Se al ragazzo piace una ragazza, le darà tre colpetti sul palmo della mano. Se anche a lei piace lui, glieli restituirà», Ci Lazhu, una diciottenne con un vestito di seta gialla e un copricapo tutto ingioiellato descrive la cerimonia: «Anche se al giorno d’oggi, siccome abbiamo tutti il telefonino, se c’è qualcuno che ci piace gli mandiamo un sms».2

Il turismo che si è sviluppato negli utlimi anni ha portato grandi sconvolgimenti nella vita di questa popolazione, che si trova, da un lato, a godere dei benefici della tecnologia (l’elettricità è stata introdotta solo 10 anni fa) e dall’altro a dover proteggere il proprio mondo e i propri valori dalle influenze esterne.

Ragazze Mosuo si preparano per la festa intorno al fuoco (foto di Dave Tacon)

Ragazze Mosuo si preparano per la festa intorno al fuoco (foto di Dave Tacon)

Ciò che i turisti cercano qui è quell’esotismo che civiltà dalla storia millenaria e indifferenti allo scorrere dei secoli come questa inevitabilmente portano con sé, insieme al fascino esercitato da uno stile di vita così diverso da quello tradizionale.Qui le donne fanno la maggior parte del lavoro3, i figli sono cresciuti nel nucleo familiare della madre, dove gli zii fungono da padri; la donna più anziana (matriarca) è il capo indiscusso della famiglia.

Gli uomini si occupano dell’approvvigionamento del cibo e della costruzione delle case: possono visitare le loro amate di notte, e trattenersi solo fino all’alba, per poi ritornare a casa propria, nel rito che è noto come zou hun, o walking marriage.

Le donne possono avere quanti partner desiderano, e lo stesso gli uomini, senza che ci si aspetti da questi ultimi che si prendano cura della prole o che garantiscano la sussistenza economica della madre.

Questo sistema del walking marriage, dagli anni ’50 in poi, ha dovuto affrontare le campagne di propaganda comunista, nonché le campagne di integrazione culturale con i cinesi Han, il gruppo etnico maggioritario. In passato le donne Mosuo continuavano a ricevere visite da diversi partner anche dopo la nascita dei figli, arrivando ad avere fino a 30, 40 o addirittura 50 partner nel corso della loro vita. Oggi tuttavia, la maggior parte delle donne accetta soltanto le visite del padre dei loro figli. Certamente, eccezioni a questa regola esistono e non sono condannate dalla morale comune: il popolo Mosuo non si è trincerato dietro il concetto di esclusività, e il termine “gelosia” non esiste nella loro lingua.4

Le relazioni si basano sull’affetto reciproco, e quando uno dei due partner perde interesse verso l’altro, la relazione finisce senza rancore. Tuttavia, se nel passato i padri non erano tenuti ad occuparsi della prole, oggi le donne si aspettano che essi in qualche modo contribuiscano alle spese, soprattutto per quanto riguarda l’educazione scolastica dei piccoli.

laghetto

il lago Lugu

I Mosuo sono molto legati alla loro terra, e sull’origine del loro popolo sono state tramandate tantissime storie: secondo una di queste leggende, tanto tempo fa, sull’altopiano dello Yunnan, c’era un piccolo villaggio di contadini. In questo villaggio abitava un orfanello, che tutti i giorni portava il bestiame al pascolo presso Shizi Shan, la Montagna del Leone. La gente del villaggio gli affidava pecore e mucche, ed egli le accudiva con dedizione. Un giorno il ragazzo si appisolò sotto un albero, e fece un sogno nel quale un grande pesce si rivogleva a lui con queste parole: «mio buon ragazzo, come sei misero, da oggi in poi non avrai più bisogno di portarti il cibo per il pranzo, basterà che tagli via un po’ di carne dal mio corpo per mangiarne». Il ragazzo si svegliò e cominciò a salire la montagna per cercare il grosso pesce. Arrivato sulla cima, finalmente lo trovò in una caverna e fece come questi gli aveva detto nel sogno, e ne mangiò le carni fragranti. Il giorno seguente vi andò di nuovo, e con sua sorpresa trovò che le carni di cui si era cibato il giorno prima erano ricresciute. Questa faccenda prodigiosa giunse alle orecchie di un’altro contadino di quel villaggio, che preso dall’ingordigia, volle a tutti i costi catturare il grosso pesce, e con l’aiuto di altri compaesani lo tirarono fuori con delle corde legate a nove cavalli e nove buoi. A quel punto si scatenò l’ira dello Spirito Pesce: da quella caverna proruppe un fortissimo getto d’acqua, che diventava sempre più forte, minacciando di sommergere l’intero villaggio. A quel tempo, nel villaggio, c’era una donna Mosuo che stava accudendo i maiali, e i suoi due figli erano lì accanto che giocavano. Resasi conto dell’imminente pericolo, la donna fece appena in tempo a mettere i bambini in salvo deponendoli nella mangiatoia dei maiali, e venne quindi ricoperta dalle acque. I due bambini si salvarono fluttuando in quella barchetta d’emergenza e divennero i progenitori del popolo Mosuo. Al giorno d’oggi, per commemorare il sacrificio di quella madre, i Mosuo costruiscono le loro imbarcazioni a forma di mangiatoia dei maiali, e con quella navigano le acque del lago Lugu che si formò in seguito a quell’inondazione, il quale viene peraltro chiamato Il lago Madre.5

laghetto con le barchette

le tipiche imbarcazioni dalla forma di mangiatoia dei maiali

Per concludere, ciò che trovo interessante di questa cultura è senz’altro il modello di relazione amorosa che propone: agli antipodi rispetto a quella monogamo-patriarcale cui siamo abituati nel mondo occidentale. Cercando di evitare facili idealizzazioni di questo popolo, comunque bisogna ammettere che la loro è una cultura più gentile della nostra, in cui non esiste neanche il corrispettivo della parola “stupro”, il suicidio è raro e l’omicidio un concetto totalmente estraneo6. Non posso evitare di chiedermi come abbiamo fatto noi occidentali a deviare così tanto da queste radici, e perché (credavamo che il matrimonio ci rendesse più felici?).

Ma soprattutto, come possiamo ripensare le nostre relazioni alla luce di tutto questo? Se è vero che il popolo Mosuo costituisce la prova vivente che un diverso modello di relazione è possibile, potrebbe questo spingerci a ripensare quei dogmi dati per assoluti delle nostre relazioni monogame, patriarcali e fondate sul sacro vincolo del matrimonio?

Secondo me vale la pena fermarsi a rifletterci un po’.

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 1In realtà, secondo la ricercatrice Pascal-Marie Milan, sarebbe più opportuno parlare di “società matrilineare”: «Esistono comunità matriarcali in India e Africa, ma in quelle società è previsto il matrimonio. Nella società Mosuo non c’è il matrimonio. Secondo la loro tradizione l’uomo fa visita alla donna di notte. È l’unica società al mondo che prevede questo tipo di interazione sociale». Da Women on top, articolo del The Sidney Morning Herald, 16/02/2013: http://www.smh.com.au/lifestyle/women-on-top-20130211-2e792.html

2Da Women on top, vedi nota precedente.

3La società Mosuo è prevalentemente agraria, i lavori consistono nell’allevamento del bestiame e nella coltivazione soprattutto di patate e grano.

4T. Blumenfield, The Na of Southwest China: Debunking the Myths, 5/2009

5Esistono diverse leggende sull’origine del lago Lugu e del popolo Mosuo. Questa è la traduzione di quanto ho trovato in rete sul motore di ricerca cinese baidu: http://zhidao.baidu.com/link?url=HHCB_AvKKqeXQFw0p8N7wvkIW7s5bbyJmvRXtXnK07AfN7Kl788t5I0o7vOwKhyykmYMwAa_GDdlAHdvtQvbo_

6T. Blumenfield, vedi nota 4.

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