1. Le parole sono importanti!

Razzismo, Sessismo, Shaitsu e Champions League

Di Murat Cinar

Eh già! E’ un titolo parecchio impegnativo. In più io non sono molto portato per scrivere delle riflessioni. Quindi vi chiederei di avere un po’ di pazienza durante la lettura, se volete scoprire tutto il contenuto dell’articolo. Iniziamo…

La scorsa settimana c’è stato un avvenimento sportivo piuttosto importante per la città di Torino. L’azienda calcistica Juventus ha incontrato la squadra calcistica Galatasaray all’interno della coppa europea Champions League. Quello che dava importanza a un semplice incontro sportivo era il fatto che questa partita fosse l’ultima occasione rimasta per entrambe le squadre per proseguire con la loro avventura in Champions League. In parole povere: tanti soldi. La sera del 12, come previsto dal calendario, l’incontro si è svolto nello stadio di Galatasaray a Istanbul, tuttavia al trentesimo minuto, come previsto da almeno una settimana, ha iniziato a nevicare. Nevicava così tanto che ormai non era più possibile giocare. L’arbitro centrale ferma la partita, si consulta con gli altri cinque arbitri, con i capitani di tutte le due squadre e in più con il rappresentante dell’UEFA, e decidono di sospendere la partita. Dopo poche ore l’UEFA comunica che la partita continuerà dal minuto in cui è stata interrotta sempre nello stesso stadio il giorno dopo alle 13:00 ore locali. Alla Juventus basta un pareggio ma per Galatasaray serve una vittoria e nei primi trenta minuti dell’incontro nessuna delle squadre è ancora riuscita a segnare un goal.

Il giorno dopo, giocedì 13 dicembre ad Istanbul, poche ore prima dell’incontro le persone addette puliscono velocemente il campo. Gli arbitri con il rappresentante dell’UEFA decidono che l’incontro si può svolgere. Entrambe le squadre scendono in campo. Come previsto dal regolamento giocano 15 minuti per finire il primo tempo, fanno una pausa e si invertono sul campo ed iniziano il secondo tempo. Galatasaray, verso la conclusione della partita, segna un goal e l’incontro finisce con la sua vittoria. Per la Juventus l’avventura della Champions League si conclude qui. Dopo qualche minuto di consolazione con i miei colleghi juventini torno a lavorare. Dato che sono un convinto tifoso di Fenerbahçe, per il quale il Galatasaray sarebbe quello che il Milan è per l’Inter, per me la migliore gioia calcistica è quando battiamo Galatasaray nel loro stadio, poi quando li battiamo nel nostro stadio, e in generale per qualsiasi altra partita in cui perde Galatasaray. Quindi ero un po’ triste per questo loro successo ma non ne ho fatto una tragedia.

Dopo qualche ora i miei colleghi juventini iniziano a leggere i commenti su twitter e sui siti di calcio italiano a proposito dell’incontro appena concluso. I primi titoli sono; “rovinata apposta la metà campo dove attaccava la Juve”, “hanno rovinato apposta la nostra metà campo”, “così i turchi hanno rovinato il campo”, “la furbata dei turchi”, “il trucco dei turchi all’intervallo”, “Juve nella macchina del fango: così funziona l’astuzia turca” e addirittura con delle foto delle persone che puliscono il campo prima dell’incontro mettendo un titolo come; “ecco come il Galatasaray ha “truccato” il campo”. Insomma la nostra Juventus è la vittima di un complotto. Ovviamente in quel momento non conta il fatto che la stessa Juventus in ben 5 partite abbia perso un mucchio di punti ed abbia lasciato dipendere il suo futuro in Champions League da questa partita. Senz’altro non mancano anche i post dei tifosi di Galatasaray con tanto di parolacce, odio, aggressione ed insulti, tutto mescolato con l’ubriachezza della vittoria.

Arriva il fine settimana ed io sono pronto per due giorni interi di corso sulla medicina tradizionale cinese che si svolge presso l’Istituto di Shiatsu dove studio da circa 3 anni. 14 ore di lezioni e tutti gli impegni rimandati solo per questo. Alle 11:00 di mattina scendiamo nello scantinato dell’Istituto e nonostante i termosifoni spenti, per l’amore dello Shiatsu inizio ad ascoltare il mio maestro. Ad un certo punto da un foglio che abbiamo davanti iniziamo a leggere le voci di una lista scritta dallo stesso maestro dove ci spiega “cosa è lo shiatsu e cosa non è”. Il gran maestro, basandosi su una delle voci di questa lista, decide di fare un esempio calcistico parlando della difesa e dell’attacco del corpo umano per farci capire meglio il concetto, e collega il discorso velocemente all’incontro che si è svolto tra la Juventus e Galatasaray. In quel momento un compagno del corso, da grande juventino, dice: “Non mettiamo il dito in questa piaga, era un disastro quel campo…” ed il gran maestro prende la palla al balzo e dice: “Sì lo sappiamo, sono dei Turchi ed i Turchi sono dei furbi”, segnando così un bel goal simil razzista. Una mia compagna mi guarda con gli occhi spalancati. Dopo qualche istante tocca a me leggere un’altra voce che dice: “Lo Shiatsu è umiltà nel vedere la propria incapacità e non è cercare i difetti nell’operato altrui”. Non poteva cascare meglio, per cui prendo la parola ed inizio a parlare dicendo che anche in un esempio banale come quello calcistico si arriva facilmente ad un punto in cui si riesce a scatenare un atteggiamento di generalizzazione, ossia “I Turchi sono dei furbi” cercando così il capro espiatorio. Basta poco per arricchire le frasi con commenti banali di questo genere: “Gli Italiani sono dei mafiosi”, “I Tedeschi sono dei Nazisti”, “Le Ungheresi sono delle puttane” etc etc. Il gran maestro si rende conto di aver detto una cagata e prende la parola interrompendo la mia frase e, come si dice in Turco, cerca di chiudere il buco che ha creato spalmando la cagata che ha appena fatto. “No ma l’ho detto perché siamo qui tra di noi, poi chi si aspettava che a Istanbul avrebbe nevicato”… Chi si aspettava che a Istanbul avrebbe nevicato!!!? Un’uscita che ignora la conoscenza e l’informazione, dato che le previsioni meteorologiche esistono da un bel po’ e da una settimana avevano previsto la neve, ed in più a Istanbul nevica e questo si sa e se non lo sai ti informi prima di parlarne davanti al pubblico. Ovviamente questa idea di dire una cagata simil razzista solo perché la simil-vittima è presente, credo che non merita di essere chiamata come scusa. Insomma la mancanza dell’umiltà nel vedere la propria incapacità ha creato automaticamente la ricerca del difetto nell’operato dell’altro che nel nostro caso si traduce ne “Il Turco furbo” e dall’altra parte forse anche “la vittima italiana”. Nel corso di formazione di questo sabato abbiamo assistito anche alle dichiarazioni sessiste del gran maestro con il sostegno di alcuni compagni e compagne che iniziano banalmente dicendo “Le donne sono così…”.

Due altre cose mi sono capitate in quel giorno oltre l’esperienza triste del corso di formazione. La prima è successa sul tram numero 3 mentre andavo verso l’Istituto di Shiatsu. Un signore anziano, dopo esser salito sul mezzo in vicinanza del mercato grosso di Porta Palazzo dove salgono tante persone ha iniziato a lamentarsi della presenza degli “stranieri” dicendo: “una volta l’Italia non era così, oggi non c’è lavoro manco per gli Italiani, cosa vengono a fare qui”. Data la fretta che avevo per scendere non sono riuscito a ricordare che forse da buon Italiano deve fare i conti con quei poteri che hanno deciso di far piovere delle bombe sui cieli della Libia nemmeno 3 anni fa, spendendo tanto di quel denaro che lo Stato avrebbe potuto usare per creare dei posti di lavoro per gli Italiani come desidera lui. Come diceva il [blog]] Lettera43.it in un articolo del 10 Maggio 2011 con la firma di Barbara Ciolli: “Gli analisti hanno stimato che, alla fine della prima settimana della missione lanciata il 19 marzo, la coalizione aveva speso 600 milioni di euro, provenienti in gran parte dalle casse degli Usa: 12 milioni sono stati stanziati dagli italiani”. Comunque il capro espiatorio è lo strumento che il cittadino usa molto più facilmente anche in questo caso.

La seconda cosa invece era una frasetta scritta sulla famosa lista delle voci che descrivono lo Shiatsu distribuita dal gran maestro dell’Istituto che frequento. Dice così: “Colui che non sa niente non ama” ed è di Paracelso. L’ho sempre pensato e nel mio piccolo, da giornalista/animatore/teatrante/educatore, ho provato a promuovere questa idea, ossia quella di chiedere per conoscere ed imparare invece che rivolgersi ai pregiudizi, ai luoghi comuni e agli stereotipi che oltre a ignorare la scienza e la conoscenza molto facilmente aiutano ad uccidere l’amore e creare l’odio. Come si è visto nella storia dell’umanità questo odio mescolato all’indifferenza e all’esclusione crea “l’altro” ed “il diverso” e basta poco per sviluppare delle strategie sistematiche con lo scopo di eliminarlo per un mondo “migliore”.

Se fate una ricerca banale su internet trovate varie definizioni per Shiatsu. Alcune di queste sono; contatto, sostegno, empatia, collaborazione, unità. E poi ancora energia, ascolto, autoguarigione, compassione, fiducia, nutrimento emozionale e spirituale. Lo Shiatsu in varie fonti viene definito come un metodo artistico in cui è fondamentale lo scambio di esperienza, energia e passione tra due persone che spesso e volentieri non si conoscono. Particolarmente una fonte spiega perché debba essere considerato come arte: “Tutto ciò che non ha bisogno di spiegazione o linguaggio, che va oltre il sesso, la cultura del posto o la razza, appartiene ad un linguaggio universale che è quello dell’Arte”.

Navigando su internet ho scoperto un’altra frase di Paracelso; “Il tempio si trova nel cuore e non fra le mura” per cui domenica sono rimasto a casa per aggiustare il box doccia, dipingere il cancello della casa e montare l’intervista che ho fatto sabato sera con Gina Felicia Ciobotaru per Prospettivealtre.info invece che andare alla seconda giornata del corso di formazione.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...