1. Le parole sono importanti!

Oltre la diversità, l’armonia

Di Fabio Nalin

musica-cina001Qualche settimana fa ho vissuto un’esperienza che vorrei condividere con voi: il 7 dicembre scorso, l’associazione ANGI in collaborazione con l’Associazione Italo-Cinese Donne Amiche organizzò una interessante lezione sull’approccio al canto lirico, tenuta dalla talentuosa soprano Ilaria Fioranti. Al termine della lezione, il caso volle che due dei presenti in sala, Giovanni Volini e il signor Wang, si incontrassero.

Giovanni Volini, musicista di lungo corso, virtuoso dell’armonica a bocca, da anni collabora con la Cina per la promuovere la passione per questo strumento. Il signor Wang, cinese, esperto suonatore di un antichissimo strumento tradizionale della sua terra, lo erhu, una sorta di piccolo violino a due corde. Non si sa bene come accadde, ma sta di fatto che i due tirarono fuori i propri strumenti e in men che non si dica erano già fianco a fianco a strimpellare. Aperto davanti a loro, uno spartito di un brano cinese, codificato però, secondo le abitudini cinesi, in numeri, e non con le nostre note, il che ne rendeva difficile a Giovanni la lettura. Io e ad altri ragazzi cinesi cercammo di dare una mano facendo da traduttori, fino a che Giovanni mi disse: “Fabio, non ti preoccupare, facciamo noi, ci capiamo!”

musica-cina004E così, prova tu che provo io, l’uno ascoltando la musica dell’altro, prima attraverso l’ascolto, e poi modificando l’approccio al proprio strumento, piano piano riuscirono ad avvicinarsi, trovando la giusta armonia. E quelle che inizialmente erano due voci che parlavano a senso unico, si unirono in un dialogo. La cosa funzionò al punto che i due prima suonarono assieme quel brano cinese, e poi accennarono l’incipit di un classico della canzone napoletana, Torna a Surriento.

Perché ho scelto di raccontare questa vicenda? Perché la musica ci dà un insegnamento che possiamo applicare anche nella vita di tutti i giorni. Ovvero, prima di tutto, non dobbiamo avere paura dei suoni diversi a noi sconosciuti. Quando sentiamo dei suoni, delle musiche e delle voci nuove, lingue lontane, opinioni differenti, alle quali il nostro orecchio non è abituato, non dobbiamo reagire con ostilità, bensì avere la pazienza di ascoltare. E’ importante essere curiosi, dobbiamo imparare ad ascoltare le voci degli altri senza imporre la nostra. Questa musica può anche non piacerci, ma a questo punto avremo capito qualcosa in più del nostro interlocutore, perché ci siamo rivolti a lui con rispetto e spirito di condivisione.

E poi, non dobbiamo avere paura delle barriere, linguistiche o culturali che siano, perché, se c’è la buona volontà reciproca, queste barriere le possiamo abbattere, e trasformarle in ponti. Giovanni e il signor Wang, due sconosciuti, dalla lingua e cultura diverse, si sono avvicinati grazie all’amore per la musica e l’arte, e incuranti delle barriere hanno trovato la condizione per comunicare con lo sguardo, con i gesti, con l’anima. Una scena come questa vale più di mille parole, è molto più potente di tutti i discorsi sull’intercultura, sul rispetto delle diversità, sul senso dell’accoglienza che abbiamo smarrito. E’ la magia della musica, questo linguaggio universale che travalica le barriere e arriva diritto al cuore di chi la ascolta.

Ma non c’è bisogno di essere musicisti per avvicinarsi alle altre culture. Che la magia della musica sia con voi quindi, chiunque voi siate.

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