I nuovi cittadini

Nuovi cittadini 5: Anton

scuola

La scuola è cominciata da un po’. Molti sono i ragazzi che iniziano una nuova esperienza. Per alcuni sarà ancora più difficile. Antòn viene dalla Bulgaria. È arrivato qualche settimana fa, e fra qualche giorno si ritroverà in una classe di almeno venticinque alunni di seconda media nella periferia romana. Antòn ha quindici anni e non parla una parola d’italiano. La madre, Marìa, è in Italia da sei anni, e ha passato altri tre anni in Austria. Sono nove anni che madre e figlio non vivono insieme e finalmente Marìa ha potuto chiedere il ricongiungimento per quell’unico figlio che ha. Così ha affrontato ogni step richiesto: il suo reddito e soprattutto l’idoneità abitativa. Per il reddito è semplice: per ricongiungere un minore, come nel suo caso, occorre avere un reddito derivante da lavoro lecito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale più la metà dell’importo per ogni ricongiunto. In altre parole il reddito minimo richiestole è di ottomila euro circa all’anno. Marìa ne ha guadagnati di più negli anni passati, ma la maggior parte era al nero ed era regolarizzata per il minimo indispensabile per ottenere il permesso di soggiorno. Quindi non ha mai potuto avere il figlio accanto se non per brevi periodi. Ora si è impuntata, ha chiesto di essere regolarizzata almeno per quell’importo anche se una parte dei contributo dovrà pagarla lei. Lo sforzo maggiore è stato quello di trovare una casa che seguisse i parametri previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale. In poche parole Marìa ha dovuto trovare un appartamento di cinquanta metri quadrati perché il minimo per una persona o due è di quarantacinque circa. Non solo, la donna ha dovuto reclamare un contratto d’affitto regolarmente registrato, perché nessuno ne voleva sentir parlare. Anche Marìa non ne sapeva niente, aveva sempre vissuto in una stanza. Ma l’impresa non si è conclusa lì, perché per ottenere il certificato di idoneità alloggiativa o certificato di idoneità igienico-sanitaria bisogna presentare al comune tutta la documentazione relativa alla casa e quindi richiederla al proprietario sperando che non abbia mai commesso un abuso, altrimenti il dispendio di forze e di soldi per registrare il contratto risulterebbe vano. Infine l’attesa, che si è risolta positivamente. Eccolo finalmente il suo ometto e insieme affronteranno la scuola italiana in pieno regime di tagli che, nonostante tutto, si occuperà anche di un Antòn e di una Marìa che hanno cambiato vita.

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