4. Espressioni

La società cinese messa in rima: l’hip hop a Shanghai

Di Fabio Nalin

La Cina della globalizzazione ha visto l’arrivo di nuove tendenze, tra queste c’è anche l’hip hop. Qui a Shanghai ho avuto modo di conoscere alcuni artisti di hip hop underground, e parlando con loro ho cercato di capire cosa significasse essere un rapper in Cina.

La corsa all’arricchimento

tangking

Tangking

Mi piacerebbe essere un rapper a tempo pieno, ma al momento non me lo posso permettere, devo guadagnare per vivere, capisci? Ho l’affitto da pagare, mi devo comprare da mangiare ecc. Solo se prima risolvi questi aspetti della vita puoi permetterti di pensare al resto”. Parla Tangking, rapper shanghaiese con spiccato talento nel freestyle, la cui situazione accomuna quasi tutti gli artisti nella costosa città cinese. Per questo bisogna tenere stretti i propri sogni, da qui il suo motto: non essere un “inseguitore di sogni”, sii un “possessore di sogni”. La frenetica corsa al denaro è una caratteristica della società cinese moderna che egli ha voluto approcciare con una canzone: “Il brano “Le ragazze amano” parla delle ragazze cinesi e spiega perché sono così attaccate al denaro. Loro vogliono solo vivere una bella vita. È la storia di una giovane ragazza, che cercava l’amore, ma che fu ferita nei sentimenti, e per questo cambiò, diventando cinica”. “Le ragazze sono disposte a tutto per i soldi”, fa notare lui nella canzone, e il ritornello ci ricorda il peso che i maschi cinesi si trovano a dover sostenere: “Le ragazze amano Gucci, LV, Benz e BMW/ ma un ragazzo che si sta impegnando non lo possono accettare”.

In Cina infatti è l’uomo che deve sostenere le spese per l’acquisto di una casa e di una macchina, considerate praticamente prerogative essenziali per poter cercare moglie, con la speranza di venire accettati. In un paese così popoloso dove la competizione è fortissima e il costo della vita sempre più caro, i soldi rappresentano l’unica certezza: “alcuni dicono che le ragazze cattive sono sempre di più/ tutta colpa dello sviluppo frenetico di questa città

Assenza di dialogo

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Chacha

Questo materialismo è quindi manifestazione dello spirito molto pragmatico dei cinesi, ma che arriva spesso a diventare un’ossessione: “Quando sei sulla metro ti devi per forza mettere gli auricolari per non sentire gli altri parlare delle solite stesse cose, comprare una casa, comprare un’auto…” mi racconta sospirando ChaCha. Splendida ragazza originaria di Guizhou, giunta a Shanghai per realizzarsi, è in pochi anni diventata l’artista più promettente nel panorama underground cinese. Artista poliedrica e completa, nella sua carriera si è approcciata al rock, al reggae, al rap ed all’elettronica, ChaCha ha una voce eterea e decisa al tempo stesso, davvero affascinante all’ascolto. Tuttavia, in Cina i generi musicali diversi dalla musica pop mainstream fanno fatica a farsi conoscere ed apprezzare ad un pubblico più vasto: “La maggior parte dei cinesi non va nei bar o nei locali a sentire musica dal vivo. I cinesi preferiscono andare a cenare tutti assieme e bevendo superalcolici, è così che socializzano. Oppure andando al karaoke, o giocando a mahjong, in ogni caso devono avere qualcosa con cui intrattenersi, per impedire che qualcuno possa parlare di argomenti “strani”, capisci cosa intendo? È così diverso dagli altri paesi, dove le persone si siedono assieme e chiacchierano, condividono il proprio pensiero, noi non lo facciamo. Perché la maggior parte dei cinesi non ha un’opinione personale, e anche se ce l’ha teme di rivelartela, e questo è molto triste”.

La voce del dissenso?

L’hip hop sì sa è un genere spesso usato come mezzo per veicolare una protesta contro una condizione di disagio, personale o sociale, ed esprimere una volontà di emancipazione, che non risparmia critiche al sistema con parole crude e dirette. Ma è così anche in Cina? In parole povere, in Cina i rapper insultano il governo?

I Purple Soul, trio hip hop di Pechino, in una canzone hanno scritto:

La verità è che quei grandi leader che cancellano la mente delle persone facendole il lavaggio del cervello dominano la mia patria,… lo scopo di questo socialismo è farti mangiare la foglia”

Tangking and friends

Tangking and friends

Questa posizione però è decisamente di nicchia, in quanto, se la stragrande maggioranza dei cinesi si lamenta spesso per i problemi del proprio paese, essi raramente criticano apertamente il governo. Questo dovuto al forte patriottismo dei cinesi, e la consapevolezza che il sistema attuale sia l’unico in grado di garantire la stabilità. “Vedi, la situazione qui in Cina è completamente diversa da quella di un qualsiasi altro paese. Noi abbiamo bisogno di un leader” commenta Tangking, convinto che la democrazia non funzionerebbe in un paese grande come la Cina.

Mr. Trouble, un ragazzo dall’aspetto molto nerd, lontano dallo stereotipo del rapper, è innamorato dell’Italia “Che bella Roma, il posto che mi è piaciuto di più in Europa!”. Egli ha uno stile pacato e riflessivo, e i suoi testi sono particolarmente profondi ed introspettivi. Ecco il suo pensiero: “In Cina ci sono dei rapper che pensano “io sono un figo, però questo sistema mi lega le mani, nelle canzoni non posso dire troppe cose, non posso fare quello che voglio…” Io invece la penso diversamente, ovvero, rilassati, se non puoi farlo in questo modo perché non provi in altri modi? C’è sempre un altro modo.

Trouble

Trouble

Io penso che se non riesco ad avere successo è perché non faccio abbastanza bene il mio lavoro. Ma se ne avessi le capacità, sono sicuro che potrei realizzare buona musica, che piaccia sia in Cina sia all’estero, e che piaccia anche a chi normalmente non ascolta hip hop, proprio come PSY con “Gangnam Style”. E stesso io mi sentirei soddisfatto della mia opera”. Da shanghaiese “doc”, il suo scopo è fare musica per le orecchie della sua gente “c’è chi fa hip hop scimmiottando gli americani perché spera che gli stranieri li ascoltino e dicano “Bello!”, ma io cerco di fare musica che piaccia prima di tutto ai miei compaesani. E poi, sono convinto che solo la musica che affonda le radici nel proprio contesto locale abbia le chance per diventare internazionale”.

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chacha

Chacha

L’hip hop e la musica impegnata fungono spesso da specchio che riflette alcuni aspetti della società, e sembra essere così anche in Cina. La rabbia iconoclasta di questi generi è però alleviata dalla mentalità dei cinesi, relativamente più pazienti ed ottimisti di noi, e dalla consapevolezza della propria condizione peculiare. Rimane immutato il dogma hip hop che prevede di “essere vero”, e quindi di parlare nei testi della propria vita e delle difficoltà di ogni giorno: “Un ragazzo povero vive in una città di ricchi, e usa la sua determinazione per contrastare il materialismo” rappa Jia Wei dei Purple Soul. Trouble invece ci parla del suo rapporto con la sua città: “ci sono tante canzoni dedicate a Shanghai, ma tutte presentano la città in modo grandioso, tipo “abbiamo l’Oriental Pearl Tower, abbiamo i palazzi, l’economia è sviluppata ecc.”, ma questa non è la Shanghai che ho vissuto io. Io con la mia canzone “Shanghai-ssimo” ho voluto raccontare la mia Shanghai, quella nei miei ricordi di bambino, quando non c’erano tutte queste modernità. A qui tempi appena tornavo a casa da scuola, buttavo lo zaino e andavo a giocare nel viale con gli amici, fino alle sei di sera quando le signore uscivano in pigiama per accendere le stufe a carbone fuori dall’ingresso e cominciavano a cucinare. Questa è la mia Shanghai”.

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Trouble sul palco

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