Malih di pancia

Immigrati comunitari: Un milione e mezzo di voti che nessuno vuole

Il 24 febbraio, per gli immigrati comunitari residenti, scade il termine per iscriversi alle liste elettorali aggiunte per poter così partecipare alle prossime elezioni europee.

Purtroppo il rischio che anche a questa tornata elettorale si registri un basso tasso di partecipazione è quasi una certezza.

Si ciancia tanto d’integrazione e molti si fanno belli vantando le loro “buone pratiche”. Che poi spesso e volentieri si risolvono in parate folkloristiche riccamente addobbate da proclami per l’inclusione di tutte le minoranze, contro le diseguaglianze, per le pari opportunità e altri simili slogan all’aria fritta.

Si continuano a vergare Carte su Carte, con tante buone intenzioni ma lontane dall’incidere sulla vita concreta della gente. Ottime però per diramare poi comunicati stampa che non puoi che condividere, come sono condivisibili tutti gli appelli contro la fame nel mondo.

Gli indignati di professione travestiti da educande continuano a marcare stretti tutti i Salvini d’Italia, pronti a intervenire al minimo scarto dal politically correct.

Invece quando c’è da incidere concretamente sullo stato delle cose, si gira la testa dall’altra parte.

In Italia ci sono più di un milione e mezzo di stranieri che possono votare sia alle amministrative che alle consultazioni europee. Questo vuol dire che hanno la reale opportunità di contribuire in maniera non trascurabile alla scelta di chi poi gli governerà. Spesso purtroppo però non sanno di questo potere che hanno in mano. E qui gli attivisti per i diritti dei migranti, le associazioni, i partiti, i sindacati, le amministrazioni locali e i politici tutti possono fare molto.

Invece su questa questione vige un silenzio ferreo. L’unica campagna di sensibilizzazione messa in atto è quella del Cospe: Operaton Vote. Ed è questo silenzio che fa poi sembrare tutte le altre lotte vane o peggio motivate da tornaconti personali, ideologici e politici che usano i migranti solo come pretesto.

Sensibilizzare i cittadini comunitari residenti sul loro diritto al voto, meriterebbe, ad esempio, almeno una dichiarazione del ministro all’integrazione Cecile Kyenge, la più deputata a farlo.

Vorremmo che ogni tanto le politiche sull’immigrazione e i relativi dibattiti fossero qualcosa d’altro oltre alle solite, seppur sacrosante, difese, prese di distanza e varie altre piccate reazioni dagli e agli attacchi razzisti della Lega.

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