2. Memorando

Siria: il conflitto continua

I negoziati di “Ginevra 2” tra il regime siriano di Bashar Al-Assad e una parte dell’opposizione sotto l’egida dell’ONU come previsto sono falliti. I rappresentanti del governo di Al-Assad del resto non avevano intenzione di discutere seriamente la sorte del regime e nemmeno erano disponibili a negoziare una fase di transizione. D’altra parte l’opposizione non poteva affrontare la questione dei gruppi considerati terroristi, come richiesto dalle autorità siriane, anche perché di fatto gli oppositori presenti a Ginevra non esercitano un controllo effettivo sui numerosi gruppi armati presenti sul territorio. Ora la situazione tra i contendenti è in una fase di stallo anche se per alcuni versi sembra che l’esercito stia facendo qualche progresso conquistando alcune aree in mano ai gruppi armati.

Dopo l’esito deludente di “Ginevra 2” molti osservatori cercano di capire quale sarà la prospettiva del conflitto, soprattutto alla luce della decisione degli Stati Uniti e di altri paesi di fornire armi più sofisticate alla guerriglia finanziandole attraverso alcuni paesi del Golfo.

In questo intricato quadro può risultare utile tenere presente alcuni dati:

1. Il conflitto continua a causare ulteriore distruzione e perdite umane.

2. I paesi del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) continuano ad avere una posizione contraria ad un eventuale intervento militare della NATO come era già successo in Libia.

3. L’Iran non ha intenzione di abbandonare Bashar Al-Assad al suo destino perché ciò significherebbe la fine della sua aspirazione egemone sull’area e in particolare sull’Iraq e sul Libano.

4. Le varie forze dell’opposizione siriana ancora non hanno un piano di azione comune ne un progetto convincente per il dopo-regime.

5. Significativi settori della popolazione siriana continuano a sostenere l’ordine costituito. Questo elemento contribuisce a dare una certa legittimità al regime.

Lo sviluppo della questione siriana come anche altre vicende dell’area vicino- e mediorientale sarà determinato, in buona parte, dal posizionamento dei vari attori politici sulla scacchiera della politica internazionale.

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