I nuovi cittadini

Nuovi cittadini 7: Jessica

Jessica è una ragazza allegra e intelligente. È nata 23 anni fa a Roma e ha visto il paese dei suoi genitori quando aveva 3 anni. A Natale è in programma un viaggio e Jessica ha paura. Si è laureata a pieni vuoti, ha cominciato la specialistica in chimica, è stata un anno in Spagna con il programma Erasmus, ora vorrebbe andare a Londra. È appassionata di arte, e grazie al suo buon carattere che le ha permesso di farsi molte amicizie, è riuscita a girare tutta l’Italia, spendendo poco, alla scoperta delle sue bellezze di cui è fortemente innamorata. Tornare in Nigeria adesso dopo vent’anni la spaventa. Non sa spiegarne la ragione. Sa solo che non le va. Così alla famiglia accampa mille scuse: lo studio, i soldi per Londra, la lingua che non sa parlare, il piccolo lavoro che fa per non pesare troppo sul bilancio famigliare. Scuse che tutti riconoscono come tali. Anche lei.

Jamie, suo fratello, è entusiasta. Va al liceo. È un ragazzo curioso, ama la musica, gli piace ballare. Finalmente conoscerà quel posto di cui i genitori gli hanno parlato tanto. Non ci è mai stato lui, e non vede l’ora. Mamma Mercy e papà Anthony non sanno cosa fare. O meglio, il papà sa che quel viaggio va fatto e cerca di non dare peso a quei capricci. La mamma è un po’ preoccupata e forse offesa. Sono anni che lo sognano, lo organizzano, ci provano, ma poi gli eventi lo rimandano. Il lavoro che prima andava e veniva, i ragazzi troppo piccoli, i biglietti troppo cari, l’affitto da pagare, il rinnovo del soggiorno che incombeva. Ma le cose si sono sistemate. I ragazzi hanno ormai la cittadinanza quindi possono uscire e entrare dall’Italia senza problemi, e anche la loro situazione si è ormai stabilizzata. È il momento giusto. Poi c’è la questione dei vecchi genitori, i nonni di Jessica e Jamie. Lui non li ha mai conosciuti, lei non se li ricorda. Sono solo una voce al telefono, con la quale ci si scambia dei convenevoli: salute, studi, auguri. Per mamma Mercy e papà Anthony è tutta un’altra storia. Nessuno dei due ha potuto assistere agli ultimi giorni di uno dei genitori e, ovviamente, nemmeno ai funerali. Ormai sono rimasti solo la nonna materna e il nonno paterno. Come spiegare a Jessica l’importanza di quel viaggio? Come farle capire che quel ritorno non le toglie niente, ma semmai aggiunge? Come rassicurarla che le sue radici alimentano le sue foglie e non le distruggono di certo?

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