2. Memorando

Ucraina: chi è Caino?

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Pro-Ucraina e contro-Ucraina…
Questa pallina delle accuse di uno strano pingpong delle responsabilità fa strani rimbalzi. Dove sta la verità? Neanche per noi, nati in Ucraina, è facile fare un sano ragionamento ed essere obbiettivi.
L’altro giorno su Facebook mi è capitato di leggere una barzelletta:

«Nonnino al parco incontra un bambino:
– Bimbo, dimmi, di che nazionalità sei?
– Sono russo, signore.
– Come, ‘russo’? Sei nato in Ucraina, no?”
– Nonno, perdonate, ma un piccione che nasce in una stalla, diventa per caso un cavallo?»

Così, ‘sul momento’, ridiamo. Ma se entriamo bene nel senso delle parole, viene tutt’altro che da ridere: piccioni, cavalli, cani, gatti… il senso accentuato sulla grande diversità della ‘specie’, (quella, ucraina e quella, russa) fa capire che negli ultimi anni è successo qualcosa di irreparabile. Io invece pensavo di essere un piccione simile al piccione russo, magari soltanto di un colore diverso.
Scherzi a parte, decido di fare un giro su Facebook e Twitter per vedere cosa scrivono i nostri connazionali. Ho amici in ogni parte dell’Ucraina e della Russia; ho amici ucraini e russi che vivono in Italia. Alcuni manifestano in modo aperto le loro preferenze esibendo copertine giallo-azzurre, come la bandiera ucraina. Vedo altri che pur evitando questi colori, scrivono. Onestamente. Vedo come si rispetta l’opinione senza polemiche. Oppure evitando, le polemiche.

Era più semplice durante Euromaidan. Noi qua, in Italia, eravamo semplici spettatori. Aspettavamo. Poi, sembrava che avessimo vinto. Avessimo vinto qualcosa. Ma che cosa? Mentre pensavamo di aver vinto qualcosa – abbiamo perso una penisola intera. La Crimea. Non ho avuto neanche il tempo di incazzarmi. E come tutti gli altri, mi sono arresa subito continuando a ritenere il nostro popolo pacifico e saggio. Quale popolo? Popolo ex-sovietico… che conoscevo bene.
E poi, in una notte di fine d’agosto è apparso l’hashtag #RussiainvadedUkraine. Per un attimo pensai che fosse una burla. Il giorno dopo su Twitter la gente scriveva i messaggi simili a questo: «Sono un russo. Non sono un codardo. Non sono un assassino. E non sono un occupante. Mi vergogno di avere Putin come presidente.» o «Sono un ucraino e sono felice di essere un nazionalista.»

Ormai sono passati i mesi. La situazione in Ucraina Orientale si aggrava di giorno in giorno. Il numero dei profughi che cercano riparo dalla guerra cresce continuamente: secondo i dati del servizio ufficiale migratorio sarebbero più di 130 mila gli ucraini a chiedere la cittadinanza russa per il motivo che «il governo ucraino rifiuta categoricamente di prendersi carico dei cittadini profughi.» Viene accusato Putin. Vengono accusate le forze armate ucraine. Viene accusata l’UE e l’America. Ed io m’ingabbio dentro le informazioni, i messaggi, gli articoli, i commenti… quelli che mi arrivano puntuali, appena faccio un accenno al tema scottante. Come A.B., una donna russa, che mi scrive:
«Io sono di Donbass e vi dico la mia: la storia è triste, come tante altre storie di guerra, ma dare la colpa, in questa tragedia, alla giunta di Kiev e all’UE mi sembra sbagliato. Basta già che tutta l’ex Unione Sovietica è infestata dalla propaganda Russa… dobbiamo domandarci però, chi lì sta facendo la strage? Se non fosse per le armi e i militari russi, lì non sarebbe successo niente. Io e la mia famiglia parliamo in russo, non avevamo bisogno della protezione dei russi e nessuno ma proprio nessuno ci impediva di parlare in russo vivendo in Ucraina. La colpa è solo del Cremlino»

Svitlana R., metà russa e metà ucraina (abita a Donbass) sulla sua bacheca di FB lancia un grido di disapprovazione:
«Sono giorni che l’esercito ucraino compie raid criminali in paesini e villaggi del Donbass. L’uccisione casuale di civili, l’omicidio di massa, è pratica comune. L’opinione pubblica russa è scossa, vuole l’intervento. Vedere bruciate le cattedrali ortodosse, pure quelle, scampate a Stalin, indigna.»

Un mio amico giornalista P.P. di Milano di origini bielorusse, mette allo stesso piano entrambe le parti:
«Guerra… Da questa mattina granate su Lugansk. Trenta minuti fa, due missili presumibilmente balistici “Tochka-1” (gli SS-23) sono stati indirizzati sul centro di Donezk. I ‘partigiani’ si siano scambiati colpi di artiglieria, provocando vittime da entrambe le parti». E più tardi, in giornata, aggiunge: «Allo stato attuale, ci sono in corso ben 2 distinte INVASIONI. La prima, torme di richiamati ucraini scappano come possono verso la Federazione Russa e verso la Bielorussia per sfuggire all’arruolamento. La seconda, ingente quantitativo bellico da diversi stati della Comunità Europea sta raggiungendo l’Ucraina. L’Europa, ovviamente, aumenta le sanzioni, ovvero aumenta il ricatto ‘mafioso’».

Un mio amico S.S. con la bandiera di una repubblica inesistente esposta come profilo si sfoga in russo (naturalmente): «Il mio Maidan, maledetto e poco rispettabile. Volevi l’Europa? Eccoti, prendila… in maniera medievale…»

E, alla fine, una mia amica, quasi vicina di casa, nata vicino Lugansk… insomma, proprio da quelle parti: «La mia Ucraina… Ora non la riconosco più. Il fumo nero, le fiamme delle fiaccole, il rumore assordante delle bombe e l’odore… odore acre della morte. La caduta precipitosa degli Dei… la scomparsa dei santi… No. Io non sono così. Non voglio uccidere per ottenere. Non odio il vicino. Non chino il capo davanti all’offerta migliore. Non vendo la mia anima per quattro panini confezionati nel cellophane. Io quei panini posso preparali da sola arando la terra, seminando, coccolando le spighe e raccogliendo il grano maturo con una bella canzone a squarciagola….».

E allora, cosa sta accadendo oggi in Ucraina? Perché continuano a venire uccisi i giornalisti in questo conflitto? Quanta verità arriva all’occidente? E in Europa che cosa sanno di questa guerra fratricida che continua a togliere la vita ai civili nella parte orientale del Paese per mano dell’esercito ucraino e di forze irregolari? Sono ingorda di verità, sono assetata. Insomma, chi è Caino?

(In questo momento non so più chi sono, ma mi vergogno lo stesso… mi vergogno di questa guerra…)

3 thoughts on “Ucraina: chi è Caino?

  1. Per fermare la violenza, per stabilire la pace e passare alla fase di creazione di Ucraìna indipendente, bisogna prima capire chi ha alzato la mano per primo, e chiedere, ancora una volta, di fermarsi, alla parte che ha acceso il fuoco. Non si può stare a guardare passivamente. Anche se non abbiamo la verità completa, e ci vorranno decenni per sapere tutto, sappiamo per certo che ogni giorno le persone muoiono e rimangono senza casa. Anche stando in Italia possiamo e dobbiamo aiutare, arginando la voragine di sofferenza.

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